La cura Fonseca e le attenzioni di capitan Dzeko: così Cetin ha stupito i romanisti

La cura Fonseca e le attenzioni di capitan Dzeko: così Cetin ha stupito i romanisti

In due mesi ha fatto la conoscenza del calcio italiano e grazie a Edin è entrato subito in sintonia con i compagni. Adesso la Roma si può fidare

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Siamo sicuri che Smalling lo perdonerà. Pochi minuti dopo l’esordio di Mert Cetin con la maglia della Roma, sui social il volto del difensore turco era già stat messo al posto di quella storica di Manolas nel santino “ovunque proteggimi”. Fotomontaggio ironico ma che racconta lo stupore con il quale i tifosi hanno accolto le prime giocate dell’ex Genclerbirligi. Fino a ieri uno sconosciuto. Appoggio in sicurezza a Pau Lopez, dribbling sull’uomo da 35 milioni Rafael Leao, una scivolata per mettere una palla in rimessa laterale e la prima ammonizione: questo è bastato per attirare l’attenzione dei romanisti, che allo stadio l’hanno accolto con un paio di “ooh”, mentre da casa si sono divertiti a commentare la sua prima volta con la Roma.

PARAGONI – Il gioco più divertente è sempre quello dei paragoni: “È più forte di Cannavaro”, scherza qualcuno. “Ricorda Burdisso e Cufrè”, rispondono altri. Di certo quello che ha stupito è stata la personalità: le prime giocate sono state da veterano, non di un 1997 all’esordio in Serie A. Un assaggio l’aveva dato già in sede di presentazione lo scorso agosto: “Il mio idolo è Sergio Ramos, è vero. Ma io sono Mert Cetin e spero che in un paio d’anni si parli di me e si scriva il mio nome negli annali”. Parole che non ti aspetti da chi arriva dalla Serie B turca. Ma anche al Genclerbirligi, nonostante l’età, era lui che teneva i discorsi pre e post partita in mezzo al cerchio dei compagni.

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SCOPERTA – Due mesi di apprendistato lo hanno aiutato ad entrare in sintonia con la lingua (per un turco è più difficile e Under ne è la testimonianza), con il calcio italiano e con i compagni: infatti ieri è stato uno dei primi ad andare ad abbracciare Zaniolo dopo il gol del vantaggio. Uno di quelli a cui si è più legato è Dzeko, che da capitano ha cercato di farlo inserire più velocemente possibile e ieri era uno dei più contenti dei suoi primi minuti con la Roma. Tre palloni giocati, altrettanti passaggi riusciti e quattro recuperi. Un bottino niente male in 18′ se consideriamo che Veretout si è fermato a tre recuperi e Mancini a due. “Forse non avete capito, il Toro di Lecce non sbaglia mai un centrale”, hanno scritto i tifosi sui social pensando ai colpi di Petrachi ai tempi del Torino.

Cetin ai social non ci tiene più di tanto, a differenza di tanti suoi colleghi, ma dopo l’esordio ha comunque postato una foto e un messaggio ben chiaro: “Ora è tempo di lavorare ancora di più”. Per la Roma e per lui. Ma Fonseca adesso si può fidare.

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