Primo posto nel girone impossibile di Champions, una media da scudetto, la migliore difesa in serie A e un Olimpico tornato pieno. Di Francesco ha capovolto la Roma, sconfiggendo critiche e nemici “oscuri”. Proprio come nella fortunata serie fanta-horror di Netflix. Ecco i segreti di Eusebio, detto Undici

<strong>Il dono della semplicità</strong>

Forse per riempire la sala conferenze di Trigoria servono davvero gli show di Spalletti. Ma per tornare a riempire lo stadio ci vuole altro. Di Francesco è un uomo privo di infrastrutture complesse. E’ una persona semplice, lineare, trasparente. Forse troppo visto che non è riuscito a nascondere qualche problema interno (vedi tournée o tema infortuni). Però la sua trasparenza è stata apprezzata da giocatori, tifosi e giornalisti. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela verso l’ambiente, mai uno sfogo incontrollato. La calma e la sicurezza sono state trasferite all’interno e all’esterno di Trigoria. E lo ha fatto nel bel mezzo della tempesta, quando Totti aveva appena attaccato gli scarpini al chiodo, dopo il terremoto Spalletti e all’alba della decima stagione senza trofei.

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