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forzaroma news as roma Giannini a FR: “Roma, prendi Lucca. Ha fame e testa. Lo scudetto? Difficile, ma…”

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Giannini a FR: “Roma, prendi Lucca. Ha fame e testa. Lo scudetto? Difficile, ma…”

Giannini a FR: “Roma, prendi Lucca. Ha fame e testa. Lo scudetto? Difficile, ma…” - immagine 1
Le parole del 'Principe' in esclusiva a Forzaroma.info: "Pellegrini ha ancora un futuro in questa Roma. E un giorno De Rossi tornerà..."
Redazione

Un mondo, una città che per anni non ha avuto un re… ma un principe. A Roma, nel lontano 1981, iniziava la storia d’amore tra Giuseppe Giannini e la sua Roma: quindici anni di passione pura, di gioie e dolori vissuti con la tenacia e le lacrime di chi sa cosa significhi indossare la maglia giallorossa. Oggi, il Principe torna a parlare e, in esclusiva a ForzaRoma.info, offre il suo sguardo sul presente giallorosso. Dal sorprendente impatto di Gasperini, al silenzio dopo Lecce, fino alle questioni più calde del mercato, Giannini traccia un ritratto della squadra tra sogni e sfide concrete. Senza dimenticare le reali possibilità di vincere lo scudetto: un traguardo che lui non ha mai avuto la gioia di conquistare e che Roma attende dal lontano 2001. Ecco le parole di chi ha scritto pagine di storia e continua a vivere la Roma nel cuore, come solo un Principe sa fare.

Giannini a FR: “Roma, prendi Lucca. Ha fame e testa. Lo scudetto? Difficile, ma…”- immagine 2

Che giudizio dà al campionato della Roma finora? "Molto positivo. Davvero, non ci si aspettava un inizio di questa caratura. Il campionato della Roma, almeno fino a questo momento, è decisamente positivo sotto tutti i punti di vista."

Si aspettava un impatto così forte di Gasperini? "Onestamente, non fino a questo punto. Gasperini, però, ha sempre fatto bene ovunque sia andato, sin dai tempi in cui allenava la Primavera della Juventus. C’erano tutti i presupposti, certo, ma bisognava anche considerare l’ambientamento e l’accoglienza, che per lui erano un vero rebus. Dopo il primo mese, e grazie anche al supporto di Ranieri, si è riusciti a facilitare tutto. Non era affatto facile, ma sta andando molto bene."

Il silenzio di Lecce ha fatto discutere. Come lo interpreta? "Penso possa riguardare il rapporto con Massara, anche se non lo so con certezza. Potrebbe essere legato alla lentezza del mercato, ma senza conoscere i motivi reali è difficile dare un giudizio. Magari è stata una forma di protesta, ma non saprei dire se sia giusta o meno."

Questa Roma può davvero puntare allo scudetto? "Per gioco, dedizione e rendimento, la squadra potrebbe anche aspirare allo scudetto, ma alla lunga non credo. Il problema principale è che manca un bomber capace di garantire gol sicuri. La difesa, invece, è la migliore del campionato, e sappiamo che quando hai la miglior difesa fai sempre un grande campionato. Senza gol costanti, però, il sogno dello scudetto diventa più difficile."

Dovbyk e Ferguson non stanno rendendo come sperato. "Sono giocatori giovani, e a volte esplodono, altre volte succede l’inverso. La Roma avrebbe avuto bisogno che si confermassero o migliorassero, invece al momento stanno facendo fatica. Bisogna considerare anche la piazza di Roma: qui l’ambiente è molto caldo, e se prendi giocatori con un carattere fragile, inevitabilmente soffrono."

Dybala può fare il centravanti?"Può farlo per una o due partite, forse tre, ma non per un intero campionato. Dopo un po’ diventa un adattamento che richiede allenamento specifico e movimenti precisi. Detto questo, la Roma è sempre più forte con Dybala: lui ti dà fantasia, qualità e quel pizzico di imprevedibilità che può cambiare le partite. E con Soulé ha trovato una grande intesa. Hanno trovato una buona intesa. Se davanti avessero anche un bomber, allora tutto diventerebbe ancora più bello, più fluido e concreto".

Se fosse lei a scegliere, su chi punterebbe in attacco? "Io personalmente punterei su Lorenzo Lucca. A questo punto della stagione te la devi giocare: è giovane, ha fame, ha già esperienza e possiede caratteristiche simili a Scamacca. È un profilo che secondo me la Roma dovrebbe prendere in considerazione. Ma se si cerca un giocatore con determinate caratteristiche, magari più affine al gioco di Gasperini".

L'arrivo di Raspadori era diventato una telenovela. Che idea si è fatto? "Riguardo a Raspadori, è difficile esprimersi. Quando prendi un giocatore di questo livello bisogna essere molto attenti, anche perché occorre valutare come si ambienta nella nuova squadra. Era un po’ titubante, ma non è colpa sua: immagino che sia più una questione legata a procuratori e agenti. Sono convinto che Raspadori sappia cosa significa giocare a Roma, e vorrei pensare che questa indecisione dipenda principalmente da motivi economici. Altrimenti sarebbe davvero inspiegabile che un giocatore che non gioca all’Atletico metta sulle spine una squadra come la Roma."

C’è un Giannini in questa Roma? "Oggi no. Ai tempi, forse un po’ Paredes e Aquilani. Ma il calcio cambia, e oggi siamo tutti differenti, con caratteristiche diverse rispetto a un tempo."

Come giudica il calcio italiano di oggi? "Mi piacerebbe vedere più giocatori tecnici, capaci di far divertire la gente: come facevo io. C'è un problema in Serie A: nelle prime cinque squadre ci sono soltanto undici titolari italiani. Questo dato dovrebbe far riflettere tutto il sistema, perché il calcio italiano ha bisogno di più identità nazionale."

Pellegrini può ancora avere un futuro nella Roma? "Assolutamente sì. Ha sempre fatto il suo, è un ragazzo positivo, non crea problemi e rappresenta la Roma e la sua gente. Non capisco perché non possa trovare continuità nella squadra."

Lei l'ha indossata per nove anni. A Roma, si sente tanto il peso della fascia da capitano.  "Sì, assolutamente. Ma non ci possiamo lamentare. Ora c'è Cristante che sta rappresentando bene la fascia. Il capitano deve essere un esempio, sia per i giovani che per i tifosi, soprattutto in una città come Roma. Ma non solo lui: anche Pellegrini e Mancini conoscono bene il significato di indossare quella fascia e si comportano da leader."

Un pensiero su De Rossi allenatore. Il suo futuro potrà essere ancora alla Roma? "Mi piace molto. Ha un’immagine che conta nel panorama italiano e, alla lunga, potrà avere l’opportunità di tornare ad allenare la Roma. Del resto, lo hanno fatto anche Spalletti e Liedholm: perché lui no?"

Oggi quanto è ancora presente il calcio nella sua vita? "Non faccio calcio a livello professionistico, ma a livello dilettantistico sì. La passione c’è ancora, il fuoco arde dentro di me. Fa parte della mia vita e della mia identità, e c’è sempre quella voglia di sempre, quella che mi ha accompagnato fin da quando ero bambino."

Federico Grimaldi