Garcia: “Col Bate come un derby, dobbiamo vincere”. Dzeko fa mea culpa, Totti a 360° sul nuovo sito

Domani è gara da dentro o fuori in Champions, per il tecnico “l’unico obiettivo è la vittoria”: convocati Salah e Gervinho. Dzeko si addossa le responsabilità: “Se non segno è solo colpa mia”. Il capitano ripercorre le tappe della sua carriera

di Melania Giovannetti, @MelaniaGvn

La partita di domani è un po’ come un derby: non si gioca, si vince”. Parola di Rudi Garcia, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara di Champions League contro il Bate Borisov in programma domani allo stadio Olimpico. Una gara da dentro o fuori: una vittoria e la Roma potrà vantarsi di rientrare dopo 5 anni tra le migliori 16 squadre d’Europa. Il destino è infatti nei piedi dei giallorossi, la qualificazione agli ottavi di finale dipende soltanto da loro.

GARCIA: “CON IL BATE COME UN DERBY: NON SI GIOCA, SI VINCE” – Il tecnico francese è più carico che mai, sa di giocarsi il primo traguardo stagionale. “C’è soltanto un obiettivo domani: la vittoria. Penso che questa partita si vincerà sulla voglia e la nostra è immensa”. Proprio come quella di Pallotta, che ieri lo stesso Garcia ha incontrato a cena: il numero uno americano tornerà allo stadio Olimpico per quello definito da lui stesso come il ‘big game’. “Siamo più forti con il presidente – afferma l’allenatore – La squadra c’è, la società ha dimostrato unità in un momento dove la ruota della fortuna non gira sempre a nostro favore. Sta solo a noi spingere di nuovo per vincere, dobbiamo farlo per rimettere le cose apposto, nient’altro”. D’altronde in campo scenderanno “11 lupi” (Garcia dixit) per “essere a Nyon in occasione del prossimo sorteggio”. Bisogna invertire la rotta delle ultime partite, tornare ad alimentare il miglior attacco della Serie A, andato in affanno dal derby dell’8 novembre in poi. Ci sarà sicuramente bisogno di Dzeko, attualmente sotto accusa: da lui ci si aspettava qualcosa di più. “Penso che la squadra possa dare più colpi da sparare a Edin – sostiene il francese –. Dobbiamo continuare a produrre gioco e soprattutto a creare occasioni da gol per il nostro leader dell’attacco. Sono convinto che Edin farà tante reti in futuro. Come ho sempre detto la cosa preoccupante è quando una squadra non ha occasioni, questo non è il caso della Roma”.

IL MEA CULPA DI DZEKO: “SE NON SEGNO E’ COLPA MIA” – Ma è proprio lo stesso Dzeko il primo a prendersi tutte le responsabilità senza addossarle al gioco della squadra: “Se non segno è colpa mia, non degli altri – afferma il bosniaco in conferenza al fianco di Garcia –. Se sei un buon giocatore lo sei a prescindere dal modulo di gioco. Ma sono positivo per il futuro, sono sicuro che i miei gol arriveranno”. La stagione è lunga, “da domani bisogna iniziare un nuovo capitolo per raggiungere il nostro primo obiettivo: gli ottavi di Champions”. Per farlo Dzeko è consapevole che “bisogna mostrare carattere e personalità”, proprio ciò che è mancato nell’ultimo mese. “Una vittoria domani ci aiuterebbe anche per le prossime partite prima della sosta di Natale”, dove però mancheranno ancora i tifosi della curva Sud. “E’ triste vedere lo stadio vuoto – sostiene l’ex City –. Spero che questa situazione possa risolversi il prima possibile perché abbiamo bisogno di tutti i nostri tifosi per raggiungere i nostri obiettivi”. Scudetto incluso: “Ovviamente non se giochiamo come abbiamo fatto ultimamente, ma noi non siamo quelli. La stagione è lunga, nessuno vincerà il titolo a dicembre. La cosa più importante da fare è pensare partita dopo partita e tra qualche mese vedremo dove saremo. Siamo forti, possiamo fare grandi cose”.

SALAH RECUPERATO – Domani la squadra ritroverà finalmente Salah dopo un mese di assenza. Secondo Garcia “Mohamed sta bene, non ha 95 minuti nelle gambe ma è pronto” e non a caso il suo nome è stato nuovamente inserito nella lista dei convocati. Tra i 19 giallorossi disponibili per la partita di domani contro il Bate Borisov compare anche Gervinho: oggi si è allenato con il gruppo durante il riscaldamento atletico, ma la sua presenza in campo è più probabile per il match di campionato contro il Napoli in programma domenica. A Trigoria (dove domani pomeriggio si svolgerà la sfida di Youth League della Roma Primavera di Alberto De Rossi) l’egiziano ha svolto l’allenamento di rifinitura insieme ai compagni, mostrandosi sorridente ma soprattutto completamente recuperato. Da quando manca lui la squadra non ha più vinto, ora toccherà al tecnico decidere se schierarlo nell’11 titolare o farlo subentrare soltanto a partita in corso.

FRONTE BATE – Dall’altra parte ci sarà il Bate Borisov, una squadra che ha un appuntamento con la storia: il club campione di Bielorussia non è mai riuscito ad approdare agli ottavi di finale di Champions League. Per preparare al meglio la sfida il tecnico Yermakovich ha portato i suoi uomini a Roma una settimana prima per farli acclimatare al meglio: “Per noi non è uno stress, anziha dichiarato in conferenza stampa al fianco di Zhavnerchik – abbiamo avuto la possibilità di prepararci e lavorare bene per questa partita”. Agli undici lupi di Garcia l’allenatore bielorusso risponderà con “undici calciatori. Capiscono che è una gara importante, decisiva e che il tecnico deve motivare la sua squadra”. Tra di essi ci sarà la stella della squadra, Alexander Hleb: “Si è allenato, è in una buona condizione e sicuramente domani giocherà”. Dopo aver risposto alle domande dei cronisti, il Bate Borisov si è spostato sul terreno dello stadio Olimpico per svolgere l’allenamento di rifinitura. Domani lo stesso impianto sarà semi-vuoto: attesi circa 30mila spettatori, record negativo per la società giallorossa in occasione di partite europee.

LA CARRIERA DI TOTTI SUL NUOVO SITO – Nonostante il momento d’ombra che sta attraversando la Roma, oggi è stata sicuramente una grande giornata in casa giallorossa. Nelle prime ore del mattino è stato lanciato il nuovo sito ufficiale del club, una “pedina fondamentale della nostra media strategy” secondo il presidente Pallotta. Per l’occasione capitan Francesco Totti ha rilasciato una lunghissima intervista in cui ha ripercorso diverse tappe della sua carriera da quando è approdato a Trigoria. Era il 1989, ben 26 anni fa. Il capitano riavvolge il nastro della memoria da quando nel lontano 1993-94 cominciò da assist-man – “in quel periodo mi piaceva mandare in porta i miei compagni. Mi divertivo più a far segnare loro che a fare gol io” – fino al cambio di ruolo: “Con Capello, dal 2001-02, ho iniziato ad essere schierato spesso come prima punta assieme a Cassano o a Batistuta. Giocando vicino alla porta hai più possibilità sia di fare gol sia di fare assist ed è una cosa che mi è piaciuta sin dall’inizio. Con Spalletti poi c’è stato il cambio di ruolo definitivo. Non me lo sarei mai immaginato di fare il centravanti. Fortunatamente è andata più che bene, e se potessi tornare indietro a inizio carriera sceglierei subito il ruolo di attaccante”. Poi arriva la confessione in merito alla sua miglior partita in carriera: “Roma-Juve 4-0, con Cassano azzeccammo quasi ogni passaggio. Però anche in Roma-Empoli, sul neutro di Palermo, giocai davvero bene. Due gol, uno di testa e uno in pallonetto, di interno, a superare il portiere, mi riuscì tutto”. Certamente non se lo sarebbe mai immaginato quando da piccolo guardava “solo Giannini, era un modello per me”.

L’11 IDEALE DI CASTAN – Il capitano della Roma rientra anche nel dream team di Leandro Castan. Il più forte giocatore della storia, il più forte portiere, il più forte attaccante. Un giochino che tutti gli appassionati di calcio hanno fatto almeno una volta nella vita, incluso il centrale giallorosso sulle pagine del nuovo sito della Roma. Un 11 ideale in cui appaiono ben 5 giallorossi, tra cui proprio lo stesso Castan. Ecco il 4-4-2 del brasiliano, schierato con il rombo a centrocampo: Taffarel; Maicon, Benatia, Castan, Roberto Carlos; De Rossi, Paulino, Strootman, Totti; Neymar, Ronaldo. Una sfilza di campioni, a partire proprio da Totti, secondo il difensore “il 10 più forte della storia per me. Prima di arrivare alla Roma avevo un po’ di ansia di incontrarlo nello spogliatoio: ora è un onore giocare con lui ed essere anche suo amico”. Maicon è “uno dei più forti mai visti”, mentre De Rossiè tatticamente perfetto”. Una menzione d’onore per Strootman, con cui ha condiviso lunghi mesi ai box: “Difficile parlare di un mostro come lui: è fortissimo. Garcia lo ha definito la nostra lavatrice e penso sia proprio la parola giusta per descriverlo”. La speranza di tutti è di rivedere entrambi in campo il prima possibile: se la Roma stenta è anche perché è priva di due pilastri come loro.

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