Friedkin e Pinto, ascoltate Dzeko: migliorare si può

Il bosniaco ha lanciato un messaggio chiaro alla società. Il neo dirigente romanista dovrà essere bravo a investire

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Il paradosso della perfezione è che qualcosa, per essere perfetto, deve essere flessibile e capace di migliorare. Eppure, se si può migliorare, non è perfetto. Perché nulla è perfetto. Nemmeno questa Roma che tiene saldo un terzo posto insperato ma che dovrà difendersi da qui a maggio dagli attacchi di Napoli, Juve e Atalanta. Per farlo ha bisogno di ulteriori vitamine, che possono arrivare dal mercato invernale appena iniziato. Lo sa bene Edin Dzeko che di Roma belle d’autunno e spente in primavera ne ha viste già tante. “Il terzo posto ci dà fiducia, però si può crescere sempre. Gennaio è un mese difficile per trovare giocatori, ma si può migliorare la squadra anche a gennaio”. Un chiaro messaggio del capitano alla società. E quindi a Friedkin, Fienga e a Tiago Pinto che in queste ore sbarcherà a Roma e che non potrà presentarsi a mani vuote. Le difficoltà sono evidenti, e giustificabili questa volta: i tanti debiti lasciati in eredità, gli aumenti di capitale necessari, la crisi da Covid-19. Però – proprio come ha detto Fienga – c’è l’intenzione di fare “investimenti che sostengano il progetto nel medio-lungo termine”. Come è stato l’anno scorso con Ibanez e Villar, due titolari dell’attuale rosa. Qualche soldo per riparazioni extra va stanziato, come in tutte le famiglie, magari rimediando qualcosa dagli esuberi. Soprattutto quando l’investimento può portare entrate e risultati maggiori. Con la qualificazione in Champions, infatti, la Roma andrebbe ad incassare circa 60 milioni. Senza parlare del ritorno di immagine e di prestigio per Dan e Ryan al loro primo anno in Italia. Investire qualcosa quindi, senza esagerare anche perché in inverni più dispendiosi le cose sono andate peggio (ricordate Doumbia?). Dovrà essere bravo Tiago Pinto, e dovremmo fidarci noi. Magari anche non di nomi roboanti, così come non lo era Villar. Fonseca è lì che aspetta, senza sbraitare ma avendo la consapevolezza di meritarsi un premio. I tifosi della Roma pure. E aspettano da tanto.

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