Alessandro Florenzi torna a raccontarsi. In una lunga intervista al 'Corriere dello Sport, l'ex capitano della Roma nel giorno dei suoi 35 anni apre cuore e cassetti dei ricordi vari. A partire dalla nostalgia per il calcio giocato che non c'è e la nuova fase della sua vita dopo il ritiro: "Penso di essere sempre stato molto lineare nei comportamenti. Quello che diceva la gente, permettetemi, non era un problema mio".

news as roma
Florenzi: “Paragoni stupidi con Totti e De Rossi. Rigiocherei Roma-Liverpool col Var”
Si vede dirigente? "Non so dirlo con certezza adesso. Molte persone mi dicono che starei bene in panchina, altre dietro una scrivania. Mi piacerebbe, quello sì, parlare con i giocatori, lavorarci, essere d’aiuto. Ma non so ancora in che forma, lo giuro".
Contento del possibile ritorno di Totti nella Roma? "Se sarà così, certo. È casa sua quella".
Quando vide striscioni duri nei suoi confronti, e con Fonseca giocava poco, chiese la cessione. O almeno, di non essere più capitano della Roma. "Bugia. Bugia gigante. Neanche per un istante ho anche solo pensato di chiedere una cosa del genere".
Rigiocherebbe una sola partita in carriera: Roma-Liverpool, 2018, semifinale di Champions. "Confermo. Il ritorno, con il Var. Saremmo andati in finale".
Pensa di essere stato sottovalutato a Roma. "Falso. Mi sono sempre dato il valore giusto, poi ognuno aveva e ha la sua idea. Totti e De Rossi erano e saranno sempre una cosa per la Roma, per noi altri romani non è facile, non lo è stato per me e non lo è per Pellegrini ora. Ma i paragoni sono stupidi. Io come loro ho dato tutto per la maglia fino all’ultima goccia. Chi vuole capire capisca, per gli altri amen. Basta".
Mourinho voleva che tornasse alla Roma. "Confermo, mi telefonò, si chiedeva come mai di me si dicesse che avevo litigato con tutti. Fatevi un giro a Trigoria e chiedete: non è vero niente. E anche Mourinho lo sapeva. Lui mi voleva e io avrei giocato per lui".
© RIPRODUZIONE RISERVATA

