Ferguson va via? Ritorna in Inghilterra? O in Spagna? Al momento, l’irlandese è un giocatore della Roma e sta rispondendo sul campo alle critiche accumulate nei mesi scorsi. Ieri, contro il Lecce, ha segnato un gol da vero bomber d’area, con l’istinto del killer, che sembra parlare di orgoglio e di rivincita. Quella rete potrebbe portarsi dietro valigie invisibili - perché è noto che Ferguson non rientra completamente nei piani di Gasperini. Eppure, proprio la strigliata ricevuta dopo la sconfitta con la Juventus ha acceso in lui una scintilla: la frase di Gasp, "Non mi sta convincendo, tutta la vita meglio Dybala", ha acceso l’orgoglio irlandese, spingendolo a rispondere con gol e assist contro il Genoa e con la rete di ieri contro il Lecce. Certo, resta nella memoria la prova opaca di Bergamo, ma due gol in tre partite riscrivono, forse, la storia almeno per il momento, e aggiungono nuovi capitoli a un percorso che comunque troverà presto la sua conclusione.

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Ferguson, più fame e gol: prova a riscrivere il finale aspettando Zirkzee
Cambia il finale
—Da settimane, non si parla d’altro che del possibile ritorno di Ferguson in patria, dove il suo Brighton lo aspetta nuovamente. L’irlandese piace anche in Spagna: il Betis potrebbe chiederlo in prestito. Anche per lui, dunque, la storia con la Roma sembra avvicinarsi al suo epilogo. Eppure, nonostante la consapevolezza di un finale già scritto, l'irlandese ha voluto lanciare un segnale a Gasperini: 'Io ci sono'. Ieri, nel postpartita contro il Lecce, lo ha ribadito con le parole e con i fatti: "Agli attaccanti servono fiducia e gol". Fiducia che era stata data e non sempre ripagata, e gol che sono arrivati in ritardo, ma che ora servono a scrivere, almeno sul campo, l’ultimo capitolo della sua avventura giallorossa. Il suo riscatto, fissato a oltre 40 milioni, lascia pochi margini per un futuro lungo nella Capitale. La Roma, più che mai, ha bisogno di risposte dal reparto offensivo. Ferguson sta iniziando a darne, ma il mercato e le scelte di Gasperini detteranno il vero destino dell’attacco. Intanto, con l’infortunio di Dovbyk e gli acquisti che tardano ad arrivare, sarà ancora lui a guidare l’attacco contro il Sassuolo. Un’ultima occasione per lanciare un segnale, per lasciare un ultimo sussulto prima dell’addio: un finale già scritto, a cui manca soltanto la firma e il ricordo di chi l’ha vissuto.
Nell'attesa di Zirkzee, c'è Ferguson
—Comunque la si voglia vedere, Ferguson è stato finora il centravanti più convincente della Roma in questa stagione. Non tanto per i gol, quanto per la presenza costante: al contrario di Dovbyk, spesso fermato dagli infortuni, l’irlandese è rimasto in campo e ha garantito continuità. E Dybala, che in quel ruolo, non ha mai convinto. La Roma sta vivendo un ottimo campionato, ma ieri è emersa una piccola crisi legata alla lentezza del mercato, quell’elemento su cui Gasperini conta per rinforzare soprattutto l’attacco. E se Ferguson fosse, inaspettatamente, l’acquisto che mancava? Improbabile: i mesi sono passati e, se finora non è riuscito a convincere Gasperini, difficilmente lo farà ora. Eppure, il suo spazio può ancora ritagliarselo. Già contro il Sassuolo sarà lui, insieme a Dybala, a guidare l’attacco giallorosso. Mentre Zirkzee, Raspadori e altri nomi accarezzati dal mercato tardano ad arrivare, Ferguson si ritrova con sulle spalle la responsabilità del gol. Cinque reti e due assist in campionato lo pongono al centro delle sorti offensive della squadra. Non sarà una sfida decisiva, ma sarà una prova significativa: l’attaccante dovrà caricarsi sulle spalle non solo la rete, ma la fiducia dei compagni, il peso delle aspettative di un allenatore che lo ha spesso messo in discussione, e la pazienza dei tifosi che vogliono vedere risultati concreti. In fondo, Ferguson è ora il simbolo di un reparto in attesa di rinforzi: il bomber con le valigie in mano che, partita dopo partita, tenta di scrivere pagine importanti prima di un destino già scritto.
Federico Grimaldi
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