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Getty Images
Eusebio Di Francesco ha parlato ai microfoni di SkySport al termine del match perso contro la Roma. Queste le sue parole:
Vogliamo partire dal salvataggio incredibile di Hermoso? "Prima del portiere e poi di Hermoso. E' stata una doppia occasione nella stessa situazione, peccato perché creare opportunità a Roma non è facile contro una squadra compatta e forte difensivamente come loro e noi che facciamo fatica a fare gol. Era un'occasione molto importante. Loro hanno fatto una bella giocata sul gol, Hermoso specialmente ha avuto un tempo di gioco e prima di crossare ha aspettato che il mio difensore andasse giù. Sono stati bravi loro e un po' ingenui noi nel concedere con troppa facilità quel cross. Ci sono anche gli avversari, l'opportunità per poterla rimettere a posto l'abbiamo avuta non concedendo tantissimo alla Roma per tutto l'arco della gara ma forse impensierendo troppo poco la Roma".
Sul gol forse è mancata la lettura da parte di Pierotti? E' stato bravo nel doppio ruolo? "Il loro gioco con una linea a quattro crea difficoltà, per recuperare sugli esterni e avere maggiore aggressività sui trequarti che poi si liberano tra le linee. Nella linea a quattro a volte fa fatica il centrale ad uscire, soprattutto avendo un attaccante come Malen che cerca la profondità. Cerchi di creare quelle situazioni per rompere il meno possibile la linea e cercare di coprire la profondità. Sul gol direi che non c'è una colpa unica soggettiva, magari dovevamo accompagnare il movimento perché abbiamo concesso con troppa facilità a Hermoso di giocare e buttarsi. L'assorbimento poteva essere fatto meglio anche da Danilo Veiga. Sulla marcatura successiva potevamo sentire un pochino di più l'uomo. La palla schiacciata sulla linea o la metti dietro o la metti morbida, Hermoso ha fatto un'ottima giocata e noi potevamo far meglio anche per quello per cui siamo abituati durante gli allenamenti".
Per il Lecce in avanti è meglio avere Stulic o Cheddira? "Abbiamo creato, c'è stata la doppia occasione limpidissima e poi anche in altre situazioni potevamo fare meglio. Stiamo lavorando su queste cose. Entrambi gli attaccanti hanno caratteristiche differenti. Ora Cheddira sta giocando un po' meno dall'inizio, ma non è che con lui vinciamo sempre. I due giocatori si contendono un po' il posto per cercare di mettere in difficoltà gli avversari. Oggi con Stulic l'intenzione era tirare fuori i loro centrali per poi poterli attaccare alle spalle. Non avendo avuto un palleggio nitido... La Roma mi ha sorpreso fisicamente, me li aspettavo un po' più stanchi e invece li ho visti carichi e determinanti. Una reazione da squadra forte, che tira fuori quell'orgoglio e quella forza in più in una partita dove pensavamo di potergli creare qualche difficoltà in più a livello offensivo. Sempre una buona prestazione ritengo che abbia fatto la mia squadra".
Che impressione le ha fatto Robinio Vaz? "Ha aspettato noi per poter fare gol... Con Tiago Gabriel è stato un bel duello, ha una buona gamba e una buona protezione palla. Si vede che è un giocatore giovane, sta crescendo e maturando e ha bisogno ancora di integrarsi nel nostro calcio, ma ha le potenzialità. Mi sembra sia stato pagato anche un pochino, chi l'ha scelto ha intravisto quello che abbiamo visto oggi in campo".
DI FRANCESCO A DAZN
Altra buona prestazione ma tornate a casa senza punti. "Oggi siamo stati meno incisivi rispetto a Napoli ma abbiamo avuto due grandi opportunità per segnare. Siamo stati un po' sfortunati e ingenui sul gol preso. Potevamo essere più pericolosi in un paio di occasioni e più lucidi col pallone".
Vi è mancato Banda in contropiede? "Banda ha più velocità, a Stulic chiediamo di tenere palla. A volte serve più pazienza, Banda non era nelle condizioni migliori e non avevo grandi alternative davanti vista l'assenza di Sottil. Potevamo innescarlo meglio, l'obiettivo era questo, legato alle sue caratteristiche che poteva dare più fastidio alla Roma".
DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA
Come mai dopo lo svantaggio non ha provato a inserire anche Cheddira giocando con due punte? "Perché non abbiamo le caratteristiche per giocare in questo modo. Forse le occasioni maggiori le abbiamo avute con un attaccante, poi non gira e mi fai questa domanda. Penso che non abbiamo queste caratteristiche, io valuto gli attaccanti che ho".
Le parole di Jankto le ha sentite? "Non rispondo, gossip e social non ne voglio sentire. Se dovessi rispondere non finiremmo qui, non rispondo alle falsità".
Lei si sente cambiato da quando allenava qui? "La maturità ti cambia, anche in tanti aspetti, anche come persona. So quello che sono, come uomo e come persona e ci metto tutto dentro, è un po' complessa come domanda e sarebbe un errore rispondere in pochi secondi. Quello che mi dà fastidio è che mi piace parlare di calcio".
È d'accordo con De Rossi sul fatto che la Nazionale è troppo criticata e non si pensa mai a tifarla quando ne avrebbe bisogno? "La critica fa parte del gioco, c'è quella critica costruttiva e quella no. La critica può essere divisa in costruttiva e distruttiva. Per poter cercare di far arrivare tutti al meglio sicuramente qualche parola in più al miele e di coraggio ci starebbe. A voi fa spesso più comodo una cosa negativa perché se ne parla un po' di più. Mi avete chiesto di chi ha parlato male di me infatti, non di chi ha parlato bene. A volte fa più comodo interpretare la negatività che la positività. Fa parte del gioco, ne sono consapevole. Mi faccio anche io una critica costruttiva. Però condivido che dobbiamo sostenere la Nazionale e Gattuso e augurarci che si vada al Mondiale".
Cosa manca per trasformare le prove positive in punti concreti? Dal suo punto di vista qualcosa il Lecce sta pagando nella finalizzazione? "Sì, noi siamo cresciuti nelle ultime gare. Abbiamo fatto qualcosa in più anche a Napoli, ma quando giochi contro squadre importanti e fai bene la differenza sta nel concretizzare. Noi siamo il peggior attacco del campionato, un motivo ci sarà. Dobbiamo concretizzare al meglio le opportunità. Ci siamo alzati un po' a un certo punto stasera, siamo stati più efficaci. Poi se avessimo preso un risultato positivo sarebbe tutto diverso. Mi prendo la prestazione cercando di limare certi errori".
Lecce timido nel primo tempo, poi nel secondo tempo avete fatto di necessità virtù facendo entrare giocatori che hanno visto poco il campo. Mancavano tanti giocatori anche a voi, anche se se ne parla poco. "Non dobbiamo trovare alibi nelle sconfitte. Sappiamo di dover lottare fino all'ultimo per la salvezza, abbiamo dimostrato di esserci e di dover continuare in questa direzione. Dobbiamo rimanere calmi e lucidi per sfruttare i nostri mezzi. Siamo stati un po' troppo timidi, con troppi lanci lunghi, anche forzati dalla Roma e dai duelli che vincevano. Abbiamo fatto fatica, ma mai soffrendo più di tanto".
Come ha studiato la partita tatticamente? "La Roma abbassa i due centrocampisti, poi Malen ci ha creato problemi. Eravamo in ritardo con i tempi di pressione, loro sembravano più freschi di noi. Anche il fatto di Pierotti, come a Napoli c'erano i quinti molto larghi e noi dovevamo accorciare. Siamo stati meno bravi nelle pressioni rispetto a Napoli, volevamo essere né troppo alti né troppo bassi. Loro si sono messi diversamente e sono cambiate anche le nostre uscite".
Gli applausi dei tifosi a inizio partita? Lei ha vinto contro tutte le grandi, ma in 16 precedenti mai con la Roma. "È il destino! Ci sono andato spesso vicino, è verissimo! È una maledizione (ndr), nel positivo e nel negativo, la mia Roma! Gli applausi non li ho sentiti ma li ringrazio come sempre. La maggior parte, ma non si può piacere a tutti, mi rispettano. Avrei voluto fargli lo sgambetto, ti dico la verità, ci stavo riuscendo ma prima o poi ce la farò".
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