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Dallo Spezia al Genoa: Pellegrini, la Roma viene prima di tutto

Getty Images

Il capitano ha recuperato dal problema al ginocchio e stringerà i denti per esserci domenica con i rossoblù. Non è la prima volta in carriera che pensa prima ai giallorossi che a se stesso

Redazione

Sospiro di sollievo per Mourinho e per tutto l’ambiente giallorosso. Lorenzo Pellegrini torna ad allenarsi regolarmente in gruppo dopo una settimana di lavoro differenziato. Ancora una volta il capitano stringerà i denti per esserci contro il Genoa. Non poteva esserci notizia migliore arrivati ormai all’anti vigilia di una sfida delicatissima come quella di Marassi. Pellegrini sembra aver superato il problema al collaterale del ginocchio sinistro che lo aveva costretto a saltare l’ultimo fondamentale raduno della Nazionale e a stringere i denti contro il Venezia, giocando di fatto a mezzo servizio. Lorenzo non è nuovo a questi gesti: già quest’estate ha saltato l’Europeo per un riacutizzarsi del problema muscolare rimediato nel derby di ritorno, ha superato problemi cardiaci durante l’adolescenza, ed è rimasto molto spesso in silenzio di fronte al mare di insulti e cattiverie che gli piovevano contro. In una Roma senza particolari certezze e con diversi problemi di organico, il ritorno dell’uomo più rappresentativo in rosa, rappresenta un’oasi felice in un deserto pieno di ostacoli ed insidie.

I giallorossi non vivono il loro miglior periodo di forma e in Liguria li aspetta una delle trasferte storicamente più complicate dell’anno. Si troveranno di fronte una squadra rimaneggiata ma che darà tutto in campo per il nuovo allenatore Shevchenko e per la proprietà americana superando le tante defezioni che si è ritrovato a fronteggiare l’ucraino appena arrivato. Di certo non sarà facile vista l’assenza di tutti i possibili laterali bassi di sinistra, con Smalling ancora ai box e un Mkhitaryan spaesato, Lorenzo potrebbe fare anche qualche passo indietro giocando accanto a Veretout nella coppia centrale di centrocampo, con conseguente arretramento di Cristante e accentramento di Zaniolo alle spalle dell’unica o delle due punte. Il ritorno del capitano può segnare una svolta emotiva per tutto il gruppo squadra. Dopo il rinnovo che lo legherà a Roma per i prossimi cinque anni, il ragazzo nato a Cinecittà dimostra ancora una volta, che per lui questa maglia è una cosa seria, anzi la più seria e spera di riuscire a trasmettere il messaggio ai propri compagni.

La fascia di Dzeko e le orme di Totti: la crescita di Lorenzo

“Sogno di diventare capitano della Roma, è una responsabilità che voglio prendermi. Sarebbe un onore rappresentare Roma e tutti i suoi tifosi. Quando scendi in campo ti sembra di rappresentare la tua famiglia che è cresciuta con questi colori addosso”. Queste erano le parole di Pellegrini il 29 dicembre del 2018, sportivamente parlando, una vita fa. Da quel giorno ne sono cambiate di cose nella vita di Lorenzo. A suon di prestazioni, di gol e di sacrifici sta convincendo anche i più scettici che è lui l’uomo giusto per rappresentare i colori giallorossi. Tornato dal Sassuolo nell’estate del 2017, si è preso la Roma a piccoli passi. Ha vissuto l’addio di Totti, quello di De Rossi e quest’estate quello di Dzeko, tre giocatori che seppur in maniera differente rimarranno per sempre nella storia della società. Lorenzo il suo obiettivo lo conosceva fin da subito e non ha affrettato i tempi, ha aspettato che la storia della fascia da capitano facesse il suo corso, sapendo che prima o poi sarebbe arrivata sul suo braccio. L’ha desiderata, aspettata, per certi versi anche odiata perché per un romano e romanista pesa più di un macigno, ma da quando è arrivata, ha alzato il livello delle sue prestazioni domenica dopo domenica. Otto gol e tre assist in quello che è il suo miglior avvio di stagione. Un carisma degno dei più romantici capitani, una voglia di spaccare il mondo e di zittire quelle critiche che ne suoi confronti sono sempre state più affilate rispetto ad altri. Lorenzo li ha demoliti, prendendo la squadra per mano, come fatto a Cagliari quest’anno o come fatto in casa contro lo Spezia lo scorso, mettendo questi colori, quelli che ama, davanti a tutto, anche e spesso davanti ai problemi fisici. Pellegrini c’è e ci sarà, e per i mali della Roma, non ci può essere medicina migliore.

Marco Di Cola