Dalla Pelle al cuore

Lorenzo Pellegrini diventa il Capitano della Roma nel giorno più duro e legittima quella fascia con una prestazione che aspettavamo da tanto

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Sarà che quella fascia sul braccio di uno “straniero” troppo tempo non può stare. Sarà che chi è nato in questa città sa bene che bisogna accettare tanto il profumo del successo da Villa Borghese quanto l’amaro sapore del cemento di periferia. Lorenzo Pellegrini diventa il Capitano della Roma nel giorno più duro. E ci diventa non solo per il declassamento di Dzeko ma perché quella fascia la legittima con una prestazione che aspettavamo e che forse aspettava anche lui da tanto, tanto tempo. Una prova da capitano, da leader come quella di Giannini a Foggia o di Totti col Torino. Una scossa che serviva e che al momento salva Fonseca. E che spazza via un dubbio: Pellegrini ha davvero a cuore la Roma. Probabilmente tiene anche a Paulo, pur non condividendone nella storia insieme qualche passaggio. Ma di sicuro ha a cuore la Roma. Che viene prima di tutto e che si difende da tutti. Lorenzo ci aveva provato in questi mesi con più ombre che luci. Non ci era ancora riuscito e le critiche e gli insulti (anche di addetti ai lavori) erano piovuti copiosi. Esagerati a volte. Lo sappiamo: Lo Spezia non è il Bayern Monaco. Ma il gol del 4-3, l’esultanza da infarto e il mutuo soccorso in ogni zona del campo sono aspetti che vanno oltre l’avversario e che ci consegnano l’immagine di un Pellegrini diverso. Perché il vero leader non è il più forte o il più bravo, ma è quello che aiuta gli altri ad essere più forti e più bravi. E oggi Lorenzo ci è riuscito, ha alzato l’asticella e superato quell’esame rimandato da tempo. “Pellegrini incarna i nostri ideali”, aveva detto Tiago Pinto. Qualche mese prima Totti lo aveva incoronato così: “È un ragazzo speciale, forte, sia in campo che fuori. È una persona pulita, può fare bene alla Roma, può dare tanto a questa società e a questa maglia. Lui la onorerà fino alla fine, perché è un tifoso della Roma”. Da quell’esultanza bisogna ripartire. Lollo, che è il migliore amico di Dzeko, oggi ha dato una lezione a tutti. Campioni o meno.

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