Un anno esatto dopo lo striscione di contestazione, il tenico ha conquistato tutti. Ora la piazza giallorossa è ai suoi piedi

Mancini AS Roma v SS Lazio - Serie A

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L'avvio sprint

Forse è vero: Gasperini era "il candidato meno adatto per entrare in sintonia con la gente". Lo ha ammesso lui stesso nel post partita del derby e, a ripensare al punto di partenza, tutti i torti non li ha. Era il 19 maggio 2025, esattamente un anno fa, quando fuori dall’Olimpico apparve uno striscione durissimo contro l’allora tecnico dell’Atalanta, già in cima alla lista dei possibili successori di Ranieri: "Rispettate la nostra storia, non portate quella m**** di Gasperini a Trigoria!". Un messaggio inequivocabile, che a dodici mesi di distanza stride e non poco con l’immagine del tecnico giallorosso in festa sotto la Curva Sud. Eppure Gasperini ha impiegato poche settimane per ribaltare la percezione iniziale. Il modo più semplice è stato quello che conosce meglio: il campo. Dopo 12 giornate la Roma era prima in classifica, da sola, con 27 punti, 9 vittorie e appena 6 gol subiti. Un avvio inatteso, costruito più sulla solidità che sul calcio spettacolare dei tempi migliori di Bergamo. Quello sprint però, si è trasformato anche in un boomerang quando la barca ha cominciato a muoversi in acque meno calme. Perché quell’inizio aveva illuso tutti, forse anche lo stesso Gasperini. La verità invece è che era stato un piccolo miracolo del tecnico, misto anche a qualche episodio favorevole, come nella sofferta vittoria casalinga contro il Verona (ultimo ostacolo per la corsa Champions). Ma il dato di fatto era già evidente: dopo poche settimane Gasperini non era più un "nemico", era diventato l’allenatore di una Roma prima in classifica.

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