L'ex centrocampista romanista è sicuro: "Fin qui nessuno ha giocato meglio della Roma. Le assenze? Pesano, ma Gasp sa come navigare in certi mari"
Ghilardi: "Tanta emozione per l'esordio in Champions. Vogliamo vincere anche col Napoli"
In giallorosso ha giocato 140 partite segnando 13 gol. L'avventura di Matteo Brighi alla Roma, iniziata nell'estate del 2007 dopo tre anni in prestito al Chievo, rappresenta il momento più alto e maturo della sua carriera calcistica. Sotto la guida di Luciano Spalletti, il centrocampista romagnolo si trasforma rapidamente nel perfetto "soldato" per la mediana giallorossa. Pur dovendo competere per una maglia da titolare con campioni assoluti come De Rossi, Pizarro e Perrotta, Brighi scala le gerarchie grazie a una straordinaria generosità, intelligenza tattica e a una non comune etica del lavoro. Il suo contributo sul campo si rivela subito fondamentale: nella prima stagione contribuisce alla vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana. L'annata 2008-2009 consacra definitivamente le sue doti da incursore, portandolo a segnare tre reti decisive in Champions League – inclusa una doppietta contro il Cluj – che gli valgono anche il ritorno in Nazionale maggiore. Sotto la successiva gestione di Claudio Ranieri, Brighi rimane un pilastro silenzioso ma insostituibile nella straordinaria cavalcata della stagione 2009-2010, conclusa sfiorando uno storico scudetto contro l'Inter del Triplete.
Matteo, che idea si è fatto della Roma di Gasperini. Può davvero lottare per lo scudetto?
"Finora è stata la squadra più continua ed è quella che gioca il miglior calcio. L'Inter è forte ma ha avuto qualche alto e bassi in partita, la squadra di Gasp invece non li ha almeno in campionato. Gli infortuni e la condizione saranno decisivi, di sicuro darà fastidio fino alla fine. Ne sono certo"
Andiamo al centrocampo, il suo reparto di competenza. Quanto potrebbero pesare a Napoli le assenze, soprattutto quella di Koné e l'eventuale di Cristante almeno dal primo minuto?
"Koné e Cristante sono due pilastri del gioco di Gasperini, ma l'altra coppia ha dimostrato di aver fatto benissimo. Il segreto di questa squadra è la coesione, tutti sanno cosa devono fare. De Roon conosce bene Gasp e Pisilli sta crescendo tantissimo"
Mancini a centrocampo può essere un'opzione?
"Gasperini lo ha provato, ma era a partita chiusa con lo Slovan. Ci sta di provare cose diverse, ma parliamo di una situazione d'emergenza. Ci sta che il tecnico faccia degli esperimenti vista la situazione"
Pisilli invece può essere il trequartista che manca? Come faceva Perrotta ma anche lo stesso...Brighi?
"Conosco bene Niccolò, l'ho allenato in under 21 nel biennio scorso. Parliamo di un centrocampista moderno che può far tutto. Si sta dimostrando utile in tutte le zone. Gli auguro di avvicinarsi più a Perrotta che a me (ride, ndr) anche per il percorso in azzurro. Parliamo di una garanzia e Gasperini ci punta tanto"
L'emergenza però è reale. Giusto tornare sul mercato?
"Mi spiace molto per Pellegrini. Purtroppo con tante partite serve una rosa ampia. Gasperini sa navigare sia in abbondanza che in momenti difficili. La valutazione spetta solo al tecnico, se pensa che servano altri giocatori allora giusto tornare sul mercato"
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