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Roma, Mourinho fa la conta dei fedelissimi. Sul mercato rivoluzione in 7 mesi

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Mourinho ha una rosa di 11-12 giocatori su cui vuole contare, con Mkhitaryan che rischia di uscire già a gennaio. Il portoghese vorrebbe subito rinforzi esperti, a lungo termine si preparano parecchi tagli

Francesco Balzani

C’è chi dice che con il tempo non si diventa esigenti, ma selettivi. Diciamo che Mourinho è sempre stato entrambe le cose e forse questo è stato il segreto del suo successo. Ora che è alla Roma ha abusato della parola “tempo” rendendosi conto che non piace nemmeno a lui. Ed è tornato a essere selettivo. A voler contare su un certo tipo di giocatori scartandone altri, a costo di restare con pochi fedelissimi al suo fianco. Ovviamente non gli basteranno, e per questo sta chiedendo in tutti i modi ai Friedkin di “selezionare” i profili giusti per creare una Roma più competitiva.

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Da Mkhitaryan a Smalling: c’è una squadra in fuga

Nella conta alla Squid Game che sta facendo Mourinho in questi giorni sono già caduti in molti. Facciamo una breve lista: Kumbulla, Calafiori, Reynolds, Fazio, Santon, Villar, Diawara e Borja Mayoral. Nomi che non vedremo da qui al prossimo anno in giallorosso se dovesse restare il portoghese. Ma dal cerchio magico si stanno allontanando altri. Il caso più eclatante è Mkhitaryan che con Mourinho non ha mai avuto feeling sin dai tempi del Manchester United. L’armeno è stato sostituito per due volte al 45’ e a Venezia non è stato chiamato nemmeno in causa nel finale. Stanchezza sì, ma soprattutto delusione per le ultime prestazioni in cui è stato chiamato spesso a un lavoro tattico snervante. Il suo contratto scade a giugno e quasi certamente non sarà rinnovato, ma c’è la possibilità di vederlo partire anche a gennaio di fronte a una buona offerta. Poi tra le riserve c’è qualcuno che non sta dando quello che Mou si aspettava. Parliamo dei giovani Zalewski e Darboe ma pure di Carles Perez, Shomurodov (riabilitato in parte dopo il gol di domenica) e ovviamente Smalling per via dei recuperi eterni da infortunio. Insomma alla fine della conta restano stretti alla giacca di Mou solo Rui Patricio, Karsdorp, Ibanez, Mancini, Vina, Cristante, Veretout, El Shaarawy, Pellegrini, Zaniolo, Abraham e l’infortunato Spinazzola. Praticamente una formazione da undici, e nemmeno tutti e undici convincono in pieno lo Special One.

Zakaria e non solo: serve una vera rivoluzione

Rivoluzione quindi e un anno di dolore da mettere in conto. Un altro, sospireranno in tanti. E in effetti già quello passato poteva servire a Pinto e ai Friedkin per capire cosa andava radicalmente cambiato. Ora bisognerà farlo tra gennaio e giugno con una campagna acquisti complessa. Sempre se al timone si vuole ancora Mourinho. I ruoli da coprire con maggiore urgenza sono stranoti: un terzino destro, un centrocampista e un difensore centrale. Il problema, una volta individuate le posizioni, è andare a chiudere gli affari. Perché il budget non sarà importante, non potrebbe esserlo visti i debiti lasciati da Pallotta che Friedkin sta ripianando con sangue e sudore. Per questo Pinto stavolta deve muoversi in anticipo. Soprattutto sul centrocampista visto l’inserimento della Juve per Zakaria che peraltro non è che accenda i sogni. Decisamente diverso sarebbe spostare l’attenzione su Douglas Luiz dell’Aston Villa o Luis Diaz del Porto. Ma in questo caso entriamo nel campo del sogno in dormiveglia. Capitolo terzino. Ne serve uno che possibilmente possa giocare su entrambe le fasce.

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Sotto studio le candidature di Pedersen ed Henrics ma Mou gradirebbe un nome esperto. Non a caso l’esempio più ricorrente è quello in cui cita Darmian e Dumfries. Bartosz Bereszynski è un nome che convince: ha 29 anni, costa poco (6 milioni) ed è nazionale della Polonia da tempo. Poi c’è la grana centrale. Perché dietro a Mancini e Ibanez, per Mou, c’è il vuoto. Kumbulla è tollerato a fatica, Smalling vive ormai in infermeria. C’è il nome di Marcao ben evidenziato, ma in questo caso bisogna prima cedere l’albanese in prestito e poi fare valutazioni. L’attacco? L’addio di Mayoral e quello possibile di Mkhitaryan riaprono interrogativi anche qui. Poi c’è la campagna estiva, e qui non solo Mourinho ma tutti i tifosi si aspettano colpi importanti. Anche in quei ruoli che oggi sono (mal) coperti.