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Roma, speranza Spalletti: gli ultimi tre cambi in corsa hanno portato miglioramenti

In tutto, nella storia giallorossa, sono 33 i cambi in panchina a stagione in corso

Alessio Nardo

2325 giorni dopo, Luciano Spalletti riprende in mano penna e calamaio per scrivere la seconda parte del suo romanzo tinto di giallorosso. Era il 1° settembre 2009, una Roma in preda ai problemi e alle difficoltà. Tanto per cambiare. Umori bollenti, contrasti interni, tifosi scontenti. Ed un mercato desolante (Zamblera e Lobont le ultime "perle" di una campagna acquisti imbarazzante) che convinse l'allora 50enne tecnico di Certaldo a dire basta. A staccare la spina. Per lasciare spazio ad altri, dopo un quadriennio di gioie e grande calcio. Condito, cosa non proprio frequente a Roma, da qualche coppa alzata al cielo.

Si riparte, dunque. In mezzo tanta roba, quantitativamente parlando. Sette anni di passione, senza vittorie, ma pieni di storie e protagonisti. Ranieri, Montella, una nuova proprietà con nuovi dirigenti, Luis Enrique, Zeman, Andreazzoli e Garcia. Già, Rudi, l'ultima vittima di un tritacarne inesorabile. Di una città che prima ti esalta e poi ti affonda senza pietà. Il nastro si riavvolge, torna Luciano per finire un lavoro già iniziato ed evidentemente lasciato a metà. Al di là del fascino inevitabile di un passato luminoso che ritorna in auge, resta la concreta speranza legata ai numeri. Ai fatti. Nell'intera storia della Roma sono 33 i cambi di panchina a stagione in corso. La prima volta, nel 1929-30, Guido Baccani lasciò spazio all'inglese Herbert Burgess. Spesso il cambio di rotta ha portato a dei miglioramenti. E' stato così, ad esempio, nelle ultime tre occasioni.

Sappiamo bene come andò nel 2009. Via Spalletti (zero punti in due partite), dentro Ranieri: scudetto sfiorato a suon di record ormai sepolti dal tempo. Il tecnico testaccino venne poi sostituito, nel febbraio 2011, da Montella, che migliorò (in quel campionato) la media punti dell'esperto collega (da 1,56 ad 1,85 a partita), riuscendo a portare quantomeno la Roma in Europa League. Tre anni fa, via Zeman e dentro Andreazzoli. Coppa Italia a parte (meglio sorvolare), in campionato le cose migliorarono: da 1,48 punti di media a partita ad 1,87. Da ottavo a sesto posto. Anche nel 2004-2005 andò bene, in parte, con Gigi Delneri che risollevò una Roma in piena crisi sotto la breve gestione Rudi Voeller, regalandole una discreta media punti (1,42 a gara, settimo posto al suo addio), per poi lasciare a Bruno Conti: 0,7 punti a partita e retrocessione sfiorata. Meglio dimenticare. Ah, a proposito: un paio di mesi dopo arrivò Luciano, e tutto diventò bellissimo. Se Paganini non ripete, Spalletti speriamo di sì.

Roma, i cambi in panchina a stagione in corso degli ultimi 45 anni

1970-1971

Herrera (1,04 punti a partita, 6° posto)

Tessari (1,17 punti a partita, 6° posto)

1972-1973

Herrera (0,83 punti a partita, 11° posto)

Trebiciani (0,67 punti a partita, 11° posto)

1973-1974

Scopigno (0,67 punti a partita, 13° posto)

Liedholm (1,04 punti a partita, 9° posto)

1978-1979

Giagnoni (0,5 punti a partita, 14° posto)

Valcareggi (0,96 punti a partita, 12° posto)

1986-1987

Eriksson (1,18 punti a partita, 5° posto)

Sormani (0 punti a partita, 7° posto)

1988-1989

Liedholm (1 punto a partita, 8° posto)

Spinosi (0,5 punti a partita, 9° posto)

Liedholm (1,08 punti a partita, 8° posto)

1996-1997

C.Bianchi (1,38 punti a partita, 7° posto)

Sella-Liedholm (0,6 punti a partita, 12° posto)

2004-2005

Voeller (1 punto a partita, 14° posto)

Delneri (1,42 punti a partita, 7° posto)

Conti (0,7 punti a partita, 8° posto)

2009-2010

Spalletti (0 punti a partita, 20° posto)

Ranieri (2,22 punti a partita, 2° posto)

2010-2011

Ranieri (1,56 punti a partita, 8° posto)

Montella (1,85 punti a partita, 6° posto)

2012-2013

Zeman (1,48 punti a partita, 8° posto)

Andreazzoli (1,87 punti a partita, 6° posto)