Roma, occhio ai nuovi: Benatia e Gervinho straripanti. E finalmente “habemus portiere”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Se la Roma è quel che è adesso, il merito è anche loro. Ed ovviamente di chi li ha portati nella Capitale. Parliamo dei volti nuovi, gli acquisti dell’estate giallorossa. Un plauso speciale va a Walter Sabatini, che dopo due anni di operazioni caotiche e quasi esclusiva ricerca di talenti “in fasce”, ha finalmente deciso di puntare su tre prerogative basilari del calcio moderno: esperienza, fisicità e personalità. Stop ai soli prospetti, dentro gente forte, cattiva, affamata e già abituata a vincere. Sono loro, anche loro, a far la differenza. De Sanctis, Maicon, Benatia, Strootman, oltre all’assoluta rivelazione Gervinho. Senza dimenticare Ljajic, astro dal talento purissimo, e due ragazzi ancora tutti da scoprire: Jedvaj e Skorupski. Dopo il primo mese e mezzo di campionato, ecco giudizi e voti riguardanti le new entry.

 

MORGAN DE SANCTIS (630′ disputati, 7 presenze, 1 gol subìto) – “Finalmente abbiamo un portiere”. Frase che nell’ultima decade abbiamo ascoltato e forse noi stessi ripetuto svariate volte. Con Pelizzoli, con Doni, con Julio Sergio. Sino al vicecampione del mondo Maarten Stekelenburg. Tra questi c’è anche chi ha ben figurato per un certo periodo di tempo (Doni fu un asso della Roma spallettiana). Ma nessuno ha avuto l’autorità, il carisma, la capacità di trasmettere sicurezza alla squadra che sta dimostrando Morgan De Sanctis, sacrificato da Benitez a Napoli per far posto a Pepe Reina. Un solo gol incassato in 630′, poche ed essenziali parate ed una concentrazione costante, quasi maniacale, che ne fa un leader in campo e nello spogliatoio. Semplicemente: comunica, parla, si fa sentire. Oltre a parare. Qualità che il buon Stek, pur al netto di una carriera internazionale di tutto rispetto, non possedeva. Un notevole passo avanti. L’unico rammarico? L’età di Morgan: 36 anni. Non ce lo godremo per molto. Voto 7,5

 

LUKASZ SKORUPSKI (0′ disputati, 0 presenze, 0 gol subiti) – Uno dei due ingiudicabili della campagna acquisti giallorossa. E l’impressione è che difficilmente lo vedremo in campo in stagione, se non (forse) in Coppa Italia. Il tandem di scommessine targate Walter Sabatini non poteva mancare. Oltre a Jedvaj, ecco il portierino polacco classe ’91 proveniente dal Gornik Zabrze. Stazza fisica impressionante e doti promettenti. A dirla tutta, in estate non si è presentato benissimo, “spaperando” nel match amichevole contro l’Aris (spedendo goffamente in rete un prevedibile calcio di punizione di Udoji) e consentendo così ai greci di passare in vantaggio. Nove mesi al fianco di un portiere esperto come De Sanctis possono fargli bene, ma in proiezione futura dovrà cercare (e trovare) squadra per giocare e farsi le ossa. Senza voto

 

MAICON (395′ disputati, 5 presenze, 0 gol) – Un atleta che emoziona. Vederlo con la maglia giallorossa fa ancora effetto, ci vuole tempo per abituarsi. Maicon Douglas Sisenando, ossia il più forte terzino destro del mondo degli ultimi sette anni. In leggero declino? Forse. In calo sul piano degli stimoli e delle motivazioni? Assolutamente no. Tra opinioni e sentimenti contrastanti, Roma ha accolto il 32enne ex Inter, reduce da un’annata densa d’infortuni al Manchester City. Obiettivo personale del Colosso: super stagione in giallorosso e convocazione in vista dei mondiali del 2014. L’inizio è stato buonissimo. Ottime prestazioni con Livorno, Verona (gara in cui ha provocato l’autogol dell’1-0 di Cacciatore), Parma e Lazio. Poi il guaio muscolare di Marassi ed il fiato sospeso di tutti i tifosi romanisti. Torosidis, con Bologna ed Inter, ci ha messo una pezza. Ma nel big match contro il Napoli, Maicon è di nuovo atteso al suo posto. Laddove una volta stazionavano Cicinho, Rosi e Piris. Sembra passata una vita. Voto 7,5

 

MEHDI BENATIA (630′ disputati, 7 presenze, 2 gol) – Primi giorni di giugno. Mentre il versante giallorosso di Roma ancora fatica a prender sonno la notte a causa del freschissimo e maledetto ricordo del 26 maggio, Walter Sabatini progetta la faticosa e lenta riscossa. Il primo nome sul taccuino del ds è quello di Mehdi Benatia. Trattativa avviata e chiusa nel giro di poche settimane con l’Udinese. L’acquisto del 26enne centrale marocchino inizialmente non esalta nessuno. Perplessità, dubbi, critiche. “E’ lento”, “E’ troppo falloso”, “Non sa giocare nella difesa a quattro”. Poi il campo, unico giudice, emette la sentenza, promuovendo a pieni voti un ragazzo che sta facendo innamorare gli innamorati di Roma. Già in Friuli il suo rendimento fu ottimo (protagonista, da titolare, della doppia qualificazione in Champions della squadra di Guidolin), ma forse nessuno osava immaginare un impatto tanto devastante nella Capitale. Maestoso dietro, letale anche davanti (due gol, e che gol, contro Sampdoria e Bologna). Ad oggi, il miglior difensore del campionato. Voto 8,5

 

TIN JEDVAJ (0′ disputati, 0 presenze, 0 gol) – Vedi sopra, alla voce Skorupski. Impossibile giudicare un ragazzo mai sceso in campo, nemmeno per un minuto. Garcia per ora lo tiene a bada, lo preserva, non lo rischia nemmeno in situazioni teoricamente tranquille (come contro il Bologna, sul 5-0). Tin, volto da bambino e fisico da centrale maturo, attende la sua chance, consapevole di aver davanti due titolari di prim’ordine come Benatia e Castan, oltre al senatore Burdisso. In estate, il croato classe ’95 ha fatto intravedere buone qualità. Nella postura e nell’impostazione del gioco ricorda il primo Mexés. Un po’ irruento, deve migliorare sotto ogni aspetto, com’è logico che sia per chi ancora deve compiere 18 anni. L’auspicio è di vederlo presto all’opera, se non altro per curiosità. Stoppata, per ora, l’ipotesi di un nuovo “miracolo Marquinhos”. Senza voto

 

KEVIN STROOTMAN (513′ disputati, 6 presenze, 1 gol) – Si pensa a lui ed istintivamente viene facile associarlo alla categoria dei De Sanctis e dei Maicon. Ossia, dei calciatori d’esperienza e di statura internazionale. Poi si lancia un’occhiatina all’anagrafe e ci si ricorda che Kevin Strootman è nato il 13 febbraio del 1990. Ventitre anni. Poco più di un baby, con la maturità e la saggezza dei migliori veterani. L’olandese è uno dei tanti segreti. Il centrocampo grigio e fragile dell’ultimo biennio (privato per scelte folli di un fuoriclasse del calibro di Pizarro) necessitava di un rinforzo del genere. L’ex PSV, pagato 16,5 milioni di euro, ha nel suo bagaglio tutto ciò che serviva: tempi di gioco, mentalità vincente, forza fisica, piede dolce e straordinario carisma. Il difetto? Un po’ lento nel breve. Ma sa come cavarsela, giocando spesso il pallone di prima, badando all’essenzialità. Anche grazie a lui De Rossi e Pjanic sono rinati. Voto 8

 

ADEM LJAJIC (156′ disputati, 4 presenze, 3 gol) – Stranissimo avvio di stagione per l’erede designato di Erik Lamela. Sia titolare che riserva, sia comparsa che protagonista. A livello realizzativo, Adem è nei primi posti della graduatoria stagionale giallorossa: tre gol (come Totti e Gervinho), a fronte di soli 156′ disputati. In pratica, un gol ogni 52′. Non male per un ragazzo che sta innegabilmente trovando poco spazio a causa di tre fattori: l’insostituibilità eterna di Totti, l’utilità tattica (unita all’incisività sottoporta) di Florenzi e l’esplosione atomica di Gervinho. Starà a Garcia tenere a bada i bollenti spiriti di un reparto esplosivo, che prevede in organico anche Borriello e Destro. Fin qui, l’ex viola è stato bravo non solo in campo (Verona, Lazio e Bologna le sue vittime), ma anche fuori. Silenzioso e rispettoso delle scelte. Conoscendo il suo caratterino non semplice, vien da chiedersi: durerà? Voto 7,5

 

GERVINHO (492′ disputati, 7 presenze, 3 gol) – C’è chi lo chiama Diego Armando Gervinho, chi Cristiano Gervaldo, chi Gervais Bolt. Nomignoli ed elogi si sprecano per la vera rivelazione giallorossa. E forse dell’intera Serie A. Intendiamoci, chi in estate gli ha affibbiato l’etichetta dello scarsone evidentemente non lo conosceva abbastanza. Sul piano tecnico, Gervinho si è sempre fatto rispettare. Per lui parlano i titoli vinti in Francia con il Lille e l’approdo all’Arsenal (non una squadra qualunque) nell’estate del 2011. I dubbi (legittimi) riguardavano due aspetti: la continuità di rendimento e la freddezza in zona gol. Sulla costanza, Gervinho sta dando eccellenti risposte. Riguardo l’esser glaciale e spietato in area di rigore, idem. Archiviati i primi errori (nelle gare contro Verona e Lazio), sono arrivati i guizzi vincenti con Samp e Bologna. Conditi da prestazioni sfavillanti, l’ultima a San Siro. Rolando, Juan Jesus e Ranocchia letteralmente devastati dall’esplosiva rapidità del “gemello” di Drogba nella nazionale ivoriana. Persino Garcia, colui che ne ha preteso l’acquisto, si starà stropicciando gli occhi. Voto 8,5

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