Roma, le cinque priorità del mercato estivo

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Fiorentina, Milan, Catania, Juventus e Genoa. Cinque tappe alla fine, cinque capitoli lunghi 90 minuti per chiudere al meglio una stagione positiva. La Roma, quella di Garcia, ha ancora voglia di giocare e divertire. L’altra Roma, quella di Walter Sabatini, è già al lavoro per progettare il futuro. La musichetta della Champions risuona nelle nostre orecchie, nonostante debba ancora arrivare l’aritmetica qualificazione ai gironi. Semplice formalità. Si può già pensare al 2014-2015, partendo da un solido secondo posto come base portante. Stavolta niente rivoluzioni. Non ci sarà bisogno di fare e disfare come nei due anni precedenti. Serve solo puntellare, con pochi acquisti di alto livello che consentano alla Roma di compiere l’ultimo e definitivo salto di qualità. Il prossimo anno non ci si potrà nascondere. Bisognerà partire per strappare il tricolore dalle maglie juventine e ben figurare in Europa, con la ragionevole ambizione di superare il girone e fare più strada possibile in seguito. Possibilmente uscendo con onore, senza imbarcate o gravi umiliazioni.   Il compito di Sabatini è stimolante ma anche di grande responsabilità. Diminuendo il numero degli acquisti da fare diventa fondamentale non sbagliare una virgola, azzeccare più o meno tutto, per non ripetere gli errori commessi in passato da altre gestioni. Nell’estate del 2008, ad esempio, la Roma di Spalletti era attesa all’ultimo passo. Il salto decisivo per vincere davvero. Fu sbagliato quasi del tutto il mercato (arrivarono Menez, Riise, Baptista, Loria ed Artur) ed anziché un passo in avanti ne vennero fatti un paio indietro. Di Garcia è giusto fidarsi, visto l’ottimo operato svolto in tandem con il ds sia in estate che a gennaio. Molto dipenderà anche dal budget che sarà messo a disposizione dalla proprietà americana, per andare a colmare le poche lacune esistenti in questa squadra. Abbiamo indicato cinque priorità. Cinque tasselli da individuare e pescare in giro per l’Europa. Ruoli dove si può (anzi, si deve) assolutamente migliorare. Restano fuori dal discorso il terzino destro (Maicon e Torosidis assicurano qualità e rendimento) ed il terzo centrale di difesa (Toloi e Romagnoli sembrano convincere Garcia). Il resto andrà perfezionato.   1.UN TERZINO SINISTRO TITOLARE Siamo reduci da un Roma-Atalanta in cui si è messo particolarmente in luce Dodò, autore forse della miglior prestazione da quando è in Italia. Il ragazzo è giovane e può crescere, ma sembra piuttosto improbabile che Garcia decida di presentarsi al via del prossimo anno (soprattutto in prospettiva Champions) con il brasiliano titolare. L’altro uomo è Balzaretti, fermo ormai da novembre, il cui futuro è una gigantesca incognita. Torosidis e Romagnoli restano a disposizione per eventuali urgenze, ma tutto sono fuorché terzini sinistri puri. La sensazione è che la Roma confermerà uno tra Dodò e Balzaretti ed acquisterà un titolare nuovo. Un giocatore forte in grado di assicurare affidabilità e di fare realmente la differenza sull’out mancino. I nomi sono tanti: da Evra (che si svincola a parametro zero dal Manchester United) all’ex interista Santon del Newcastle. I sogni proibiti? Fabio Coentrao del Real e Kolarov del Manchester City, quest’ultimo “scoperto” proprio da Sabatini ai tempi della Lazio.   2.UN CENTROCAMPISTA DI QUALITA’ Due nodi da sciogliere: il recupero fisico di Strootman ed il rinnovo contrattuale di Pjanic. La convalescenza dell’olandese andrà seguita passo dopo passo. Garcia conta di riaverlo a disposizione per l’inizio della stagione (al più tardi a metà settembre) ma di fronte ad un incidente così grave non si può dare nulla per scontato. Ergo, vietato farsi trovare impreparati o “scoperti” nel ruolo. In estate Sabatini dovrà reperire sul mercato un centrocampista importante, completo, in grado di assicurare rendimento e qualità. Andrebbe bene anche un nome di seconda fascia (visto che i titolari certi, con l’aggiunta di De Rossi e Nainggolan, ci sono). Il nome giusto può esser quello di Marco Parolo del Parma, già seguitissimo dalla Roma nelle ultime sessioni di mercato. Il resto riguarda Pjanic ed il suo futuro. Se il bosniaco non dovesse rinnovare il contratto attualmente in scadenza nel 2015, Sabatini sarebbe quasi costretto a doverlo vendere. E dunque a reperire non uno, ma ben due centrocampisti. Anche in tale ottica non sarebbe affatto sbagliata l’idea di trattenere per un’altra stagione Rodrigo Taddei, che si sta confermando soldato iper affidabile.   3.UN CENTRAVANTI Sino a qualche settimana fa era, secondo molti, la priorità assoluta del mercato giallorosso. Poi si è svegliato Mattia Destro, realizzando di media un gol e mezzo a partita, e le scatenate acque della piazza si sono un po’ calmate. Un attaccante centrale serve in ogni caso, visto il triplo impegno della prossima stagione (campionato, Champions e Coppa Italia) e l’anagrafe che vedrà l’immortale Totti invecchiare di un ulteriore anno. Il quesito è: che tipo di centravanti portare a Trigoria? Il titolare da venti gol o una sorta di chioccia che aiuti Destro nell’ultimo step di maturazione senza togliergli spazio e visibilità? La risposta dovrà darla un solo uomo: Rudi Garcia. Per ora sono stati individuati due calciatori che rappresentano alla perfezione le due differenti esigenze. Il primo è Didier Drogba, 36 anni, che arriverebbe a parametro zero e sarebbe perfetto per affiancare Destro senza di fatto oscurarlo. Il secondo è Jackson Martinez, 27 anni, stella del Porto, a cui (secondo fonti illustri) la dirigenza romanista avrebbe già strappato un accordo sulla parola. Sarebbe il colombiano, nel caso arrivasse, il nuovo titolare là davanti. Con buona pace di Mattia.   4.UN SECONDO PORTIERE Se ne parla poco, ma alla Roma serve assolutamente un secondo portiere di garanzia. Da Trigoria ci parlano di un Garcia soddisfattissimo della crescita di Skorupski. Non ne dubitiamo, ma è anche vero che al giovane polacco (classe 1991), dopo una stagione intera trascorsa ad imparare dai “professori” De Sanctis e Lobont, andrà concessa l’opportunità di giocare ed esprimersi da qualche parte. Le richieste per lui già ci sono e la Roma sta pensando di inserirlo in qualche trattativa di mercato, con l’idea di non perderne comunque il controllo. De Sanctis sarà il titolare anche il prossimo anno, Lobont resterà come terzo. Ci vuole un secondo. Il sogno è quello di portare subito a Trigoria il baby fenomeno Scuffet, ma non sarà semplice. La concorrenza è nutrita e l’Udinese non è disposta a regalarlo. Tra le chance low cost non va scartata l’ipotesi di un ritorno di Marco Amelia, che più volte ha lanciato messaggi d’amore alla “sua” Roma. Classe ’82, avrebbe esperienza ed intelligenza per interpretare bene il ruolo di vice.   5.UN ESTERNO D’ATTACCO Altra esigenza da non trascurare è quella di un esterno offensivo. Il miglior elemento stagionale, nel ruolo, è stato senza dubbio Gervinho, autore fin qui di 11 gol complessivi nonché di svariati assist. Decisivo, formidabile, spesso devastante. E’ piaciuto molto anche Florenzi, che ha ormai abbandonato il ruolo d’interno di centrocampo per diventare a tutti gli effetti un’ala pungente ma anche preziosa nel lavoro di copertura. Poi ci sono due signorini dal futuro incerto: Michel Bastos, uomo fidato del tecnico, e soprattutto Adem Ljajic, la cui possibile conferma è ancora celata dietro un enorme punto interrogativo. Numericamente la Roma non avrebbe bisogno di un rinforzo: quattro esterni offensivi potrebbero persino bastare. Ma Sabatini è a caccia di pedine e punta forte su Juan Manuel Iturbe, ala destra del Verona (in prestito dal Porto) dal piede mancino fatato. La sensazione è che qualcuno farà le valigie per lasciare spazio al suo erede. A svelare nomi ed identità sarà soltanto il futuro.

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