Stadi vuoti, che tristezza ma cosa fanno i presidenti?

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – SPY CALCIO F.Bianchi) Stadi desolatamente vuoti, e siamo ancora nella bella stagione (figuratevi a febbraio…): ma cosa fanno i presidenti? Dove sono le iniziative a favore dei tifosi? Niente, o quasi. Solo Aurelio De Laurentiis, dopo il flop di Napoli-Lazio, si è reso conto che i prezzi dei biglietti al San Paolo erano troppo cari e li ha abbassati. Il Napoli, pur essendo in testa al campionato, ha meno abbonati dello scorso anno. Anche San Siro per ora è mezzo deserto: il Milan paga l’addio di Ibra e c. e ha fatto solo 23.765 abbonati, primato negativo dell’era Berlusconi.

 

D’accordo, non si potrà più tornare ai 70.000 del ’92: altri tempi, altro calcio meno “cannibalizato” dalle tv, anche di Berlusconi. Meglio va all’Inter come abbonati, è vero, ma gli spettatori complessivi con la Fiorentina domenica erano solo 41.082. Vale a dire, San Siro mezzo vuoto. La Juventus con lo stadio di proprietà tiene bene invece: 27.378 abbonati e impianto quasi sempre esaurito.

 

Bene anche la Roma: la curva Sud strapiena non si vedeva da anni. Battuta la Lazio nella classifica degli abbonati. Si parla tanto di stadi di proprietà ma l’Olimpico tiene 72.000 spettatori ed è sempre, o quasi, mezzo vuoto. Non si ha più l’esaurito nemmeno nel derby, per via del problema delle tribuna Tevere. Non sarebbe il caso, mentre si aspetta lo stadio nuovo (bene che vada ci vorrebbero 4-5 anni per costruirlo…), abbassare il prezzo dei biglietti? Studiare iniziative per venire incontro ai tifosi? Lo sanno i presidenti che c’è una crisi? Andare allo stadio, per tante famiglie, è diventato troppo costoso. E, in qualche caso, anche scomodo. Meglio la tv. Sono stati fatti passi avanti notevoli per quanto riguarda la sicurezza: ricordiamoci cosa era anni fa, lacrimogeni, scontri, feriti, stazioni e autogrill devastati. Sono state fatte convenzioni con la Ferrovie dello Stato e con gli Autogrill ma in trasferta non ci va quasi più nessuno. Cinquanta tifosi del Palermo all’Olimpico per la gara con la Roma, poche centinaia del Siena ieri per quella con la Lazio (e Roma non è lontanissima dalla città toscana). Fuori casa ormai sono pochissimi i tifosi che seguono la squadra del cuore. Come mai? La Lega di serie A pare non sia interessata ai tifosi, quello che preme di più ai presidenti sono i soldi dei diritti tv. Ma vedere stadi vuoti e Is Arenas un mezzo cantiere non fa certo bene all’immagine del calcio italiano, che ha perso già i campioni e rischia di perdere appeal all’estero. Questione non solo di immagine, ma anche di soldi.

Lega di A, resta Beretta. Un rivale per Macalli?
Tempo di elezioni nel calcio: si apre con le Leghe, si chiude il 14 gennaio con la Federcalcio. Il vero nodo da sciogliere è quello della Lega di serie A: come eredi di Maurizio Beretta, “dimissionario” (si fa per dire) da un anno e mezzo, sono circolati i nomi di Franco Carraro, Camiglieri, Paolillo, Abodi, Galliani, Simonelli, Albanese, Cardinaletti. Ci vogliono 14 voti per essere eletti: a forza di veti incrociati, è possibile (se accetta e l’UniCredit dice sì) che possa restare in sella Beretta. Manager preparato, d’accordo: ma come la mettiamo con il suo incarico ad una superbanca che ha il 40 per cento della Roma? Nessun problema: basta far finta di nulla. Lega di B: Abodi è stato contattato da diversi presidenti di A ma, come detto, è quasi impossibile che trovino un accordo fra grandi, medie e piccole società. Quindi, Abodi, che ha lavorato benissimo, resterà (per ora) in B: ma la prima cosa che deve fare è ridurre i club da 22 a 20. Lega Pro: Mario Macalli, 75 anni, si ricandida. Possibile che abbia un rivale, Salvatore Lombardo, ex presidente Aia. Lega Dilettanti: unico candidato, Carlo Tavecchio. Infine, la Figc: Giancarlo Abete ha appena rinnovato gli organi di giustizia sportiva per altri quattro anni e questo viene visto come un segnale di voler restare alla Federcalcio. Non ha ancora sciolto la riserva, ha tempo e prima vuole vedere cosa combinano a Milano.

Albo degli striscioni: “Censura preventiva, aboliamolo”
Albo degli striscioni: l’idea dell’Osservatorio non ha raccolto un grande successo da parte dei tifosi, almeno per ora. E anche a livello politico ci sono posizioni discordanti. Secondo la deputata (Pdl) Paola Frasinelli, “inibisce la creatività dei tifosi, è una censura preventiva e contribuisce a svuotare gli stadi”. Chiesto al ministro Cancellieri di tornare sui suoi passi. D’accordo con la Frasinelli, Ignazio La Russa (“mi sembra che peggiori la situazione, bisogna creare un clima più disteso per i tifosi allo stadio”). Maurizio Paniz, anche lui Pdl, invece è a favore dell’iniziativa. Ottima invece l’idea dell’Osservatorio di studiare se è possibile vietare il fumo negli stadi. Molti Paesi (Usa, Inghilterra, Bulgaria, eccetera) già lo fanno. Altri no. In Italia ci vorrebbe una norma che ancora non c’è, si vedrà la prossima stagione.

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