Roma-Catania, LE PAGELLE dei quotidiani: Lopez-Osvaldo, tandem magico. Buon esordio per Castan, Lamela da rivedere

di Redazione, @forzaroma

(Redazione Forzaroma.info) – Una festa a metà. Il ritorno di Zeman nel cuore della Roma coincide con un pareggio tutto da decifrare: si vedono poco i movimenti del boemo, di fronte ad un Catania tutto polmoni e ripartenze, i giallorossi riescono ad essere brillanti solo in alcuni frangenti ed a segnare grazie a due prodezze. I quotidiani insistono molto sulla delusione per un esordio che il pubblico dell’Olimpico immaginava diverso: bene Castan, nuovo acquisto e già capace di far capire che dietro al nome c’è anche la sostanza, benissimo Osvaldo e Nico Lopez, marcatori di giornata che viaggiano su una media abbondantemente sopra la sufficienza. Da rivedere diversi elementi, primo fra tutti Lamela, ancora lontano dagli standard richiesti da Zeman; in ombra Pjanic, incappato in una delle sue serate meno brillanti, mentre Totti si guadagna la sufficienza grazie all’incredibile spirito di sacrificio ed all’abnegazione nell’interpretare l’esterno d’attacco.

 

 

IL ROMANISTA (a cura di C.Zucchelli)

6,5 STEKELENBURG  Può poco o nulla sulle due reti, ma tiene in partita la Roma quando esce a tu per tu con Gomez e evita il colpo del ko. Quando non ci arriva lui ci pensa la traversa. Fenucci lo ha confermato, lui deve restare tranquillo e tornare ad essere il grande portiere da cui la Roma si aspetta tanto.Anche più di quanto fatto ieri sera.

 

6 PIRIS Ottimo recupero al 25’, ottimo primo tempo, ottimo anche nella ripresa. In fase di contenimento è il migliore, è un mastino che si attacca alle caviglie degli avversari. Peccato però che abbia parecchie colpe sul secondo gol del Catania.

 

6 BURDISSO Ammonito per aver steso Gomez al limite dell’area, fa il suo.Torna a giocare una partita ufficiale dopo 9 mesi ma non si vede. Gli attaccanti del Catania sono bravi a sorprendere la difesa della Roma ma è un problema di automatismi di gioco non di singoli.

 

7 CASTAN Fisico e testa. Gioca sempre con sicurezza, ha piedi buoni e si vede, ha personalità e si vede ancora di più. Per essere al debutto nel campionato italiano è stato il migliore del reparto arretrato.

 

6 BALZARETTI  Spinge tanto, dalla sua parte c’è Pjanic non nella sua serata migliore, e lui arriva sul fondo senza però combinare granché. Ci mette l’esperienza, prova ad aiutare i compagni più giovani, ma può dare molto di più.

 

6 BRADLEY  Perde un pallone a centrocampo e per cercare di recuperare si fa ammonire.Tanta sostanza, ma anche tanti palloni persi. Uno, nel secondo tempo, potrebbe costare carissimo ma Lodi lo grazia. Può e deve dare, come Balzaretti, molto di più.

 

6+ DE ROSSI Tanta sostanza, un tiro da fuori da dimenticare, un primo tempo opaco, una ripresa migliore. Suo l’assist per il momentaneo pareggio di Osvaldo, prova a metterci la grinta quando le gambe non girano più ma non basta.

 

6 PJANIC Male il primo tempo, un po’ meglio la ripresa. Almeno fino a quando è in campo. Non trova quasi mai la posizione, non incide, non si inserisce e anche gli assist, suo marchio di fabbrica, si contano col contagocce. Va bene che gli avversari sono di un altro livello, ma dove è finito il giocatore delle amichevoli che spesso e volentieri prendeva per mano la squadra?

 

5 LAMELA Media tra il primo tempo (4) e il secondo (6). Dopo mezzora si divora il gol del pareggio e allora ti ricordi che è in campo perché per il resto non si fa mai vedere. Nella ripresa si sveglia: dribbling a Marchese che gli tiene la maglia, punizione pericolosa e qualche buona giocata. Troppo poco, per uno come lui. Va bene il talento, va bene la classe, ma la grinta e il carattere dove sono?

 

7 OSVALDO  Ci mette l’anima, con un’acrobazia recupera un pallone che stava per uscire, prende il palo di testa, corre, combatte, lotta, “s’incazza”, fa reparto da solo. E fa anche uno straordinario gol sotto la Sud. E’ un gladiatore, questa Roma non può farne a meno. Col rientro di Destro da domenica sarà una bella lotta ma intanto Dani fa capire a tutti che togliergli una maglia da titolare sarà difficilissimo.

 

6,5 TOTTI Dopo 9 minuti lo trovi in difesa a sbrogliare una situazione difficile tra Stekelenburg e Balzaretti. E già da quello capisci che per lui sarà una serata di sacrificio e sofferenza. Così è. Prova a inventare con qualche colpo di tacco, corre per due, ma poco assistito dai compagni non riesce a incidere come vorrebbe. L’unico momento che lui preferisce ricordare è quando dopo essere entrato in campo e prima di iniziare a giocare prende in braccio il figlio Cristian e lo ricorpe di baci.

 

6 ZEMAN  Era stato buon profeta: «C’è da lavorare, non siamo ancora una squadra».Aveva stra-ragione.

 

 

 IL MESSAGGERO (a cusa di Mimmo Ferretti)

STEKELENBURG 6
La botta a colpo sicuro di Marchese non gli lascia scampo. Sul finire del primo tempo è determinante in uscita bassa su Gomez nell’evitare la seconda rete del Catania. Alla seconda occasione, però, Gomez lo supera.
PIRIS 4,5
All’esordio nel campionato italiano gli capita un avversario, Gomez, che è uno dei migliori attaccanti esterni che giocano in Italia: ecco perché il paraguaiano soffre in fase difensiva e raramente riesce ad affondare con i tempi giusti. Grave l’errore in occasione dell’azione del secondo gol siciliano. Male.
BURDISSO 5,5
La rapidità dei tre attaccanti del Catania lo mette in seria difficoltà negli spazi brevi: lui cerca di ovviare a questo problema sfruttando il fisico, ma i risultati non sono all’altezza delle sue aspettative.
CASTAN 6,5
Lì dietro è probabilmente quello che in fase difensiva commette meno errori. Anzi, salva diverse situazioni balorde.
BALZARETTI 5,5
Appare lento, macchinoso, pesante. Barrientos non è in grande giornata eppure gli crea un sacco di problemi. In fase offensiva non trova mai o quasi lo spunto giusto.
BRADLEY 5,5
Troppo brutto per essere vero, nel primo tempo. Si fa ammonire quasi subito e per questo, a seguire, evita sistematicamente di pressare pesantemente il portatore di palla avversario. Ripresa in linea con il primo tempo, anche se è lui a dare la palla buona a Lopez-gol.
DE ROSSI 5,5
In mezzo a tutto quel traffico che c’è in mezzo al campo, fa grande fatica a dettare la manovra offensiva della Roma. Il Catania si difende molto bene, chiudendo tutte le traiettorie di passaggio e così Daniele ne azzecca poche. Suo, se non altro, l’assist per Osvaldo-gol.
PJANIC 5,5
Parte a sinistra ma spesso sta dall’altra parte (perché?) e così finisce col capirci davvero poco e, soprattutto, poco dà alla Roma in fase di costruzione di gioco.
LAMELA 4
Un corpo estraneo alla squadra, decentrato lì a destra. Non azzecca un movimento, non prova mai seriamente a impensierire il connazionale Andujar, perde palloni in continuazione. Una punizione in avvio di ripresa e basta. Troppo poco.
OSVALDO 7
Gli arrivano pochissimi (rari…) palloni decenti per tentare di far gol. La sua cosa più bella nel primo tempo è una roveciata volante che diventa un assist al limite dell’area per Totti. In avvio di ripresa coglie di testa il palo alla sinistra di Andujar, poi segna un gol da fastascienza in rovesciata acrobatica. Applausi.
TOTTI 5,5
Giostra costantemente a sinistra, talvolta è troppo lezioso, altre volte la marcatura ringhiosa dei catanesi gli toglie lo spazio e i tempi di gioco. Ci mette tanto, non ottiene molto Esce dolorante alla caviglia sinistra.
MARQUINHO 4
Per Lamela attaccante esterno a destra: non la vede mai, fa solo danni. Ma perché in quel ruolo, Zeman?
FLORENZI 5,5
Al posto di Pjanic: un po’ di brio e nulla più.
LOPEZ 7
Esordiente in Serie A al posto di Totti per tentare l’assalto finale: con un colpo di magia segna una stupenda rete e salva la Roma dalla sconfitta.

 

 

LA GAZZETTA DELLO SPORT (a cura di M.Cecchini)

STEKELENBURG 6 Portiere poco zemaniano? Possibile, ma gli fanno due gol macchiati da fuorigioco e l’uscita su Gomez è da titolare.

 

PIRIS 5,5 Urge ripasso sull’arte del cross. Oltre a soffrire parecchio Gomez, in fase offensiva scodella palloni modesti.

 

BURDISSO 6 Non ha punti di riferimento e allora usa l’esperienza.

 

CASTAN 6 L’esordio in Serie A è benedetto con una (utile) parata di faccia. Per il resto il rodaggio non lo fa soffrire poi troppo.

BALZARETTI 6 Se dal suo lato si soffre meno, la fase di spinta non è continua. La precisione latita, però la sua è una ripresa all’assalto.

 

BRADLEY 5,5 Agli annali il primo tiro in porta del campionato giallorosso (al 33′: non celerissimo), ma Almiron è un cliente che lui patisce. Si riscatta in parte con l’assist per Lopez.

 

DE ROSSI 6 Catalizza meno palloni rispetto all’era di Luis Enrique e li gioca con precisione variabile, però è suo il passaggio a Osvaldo.

 

PJANIC 5,5 Si muove in spazi affollati e non trova le sincronie per sprigionare idee.

 

FLORENZI 5,5 Entra quando la lucidità giallorossa non c’è più.

 

LAMELA 5 Nei primi 45′ ronzano nelle orecchie le parole di Zeman su di lui: «Del mio gioco ci ha capito poco». Dà segnali di risveglio nella ripresa, ma è l’anello debole dell’attacco.

 

MARQUINHO 5,5 Entra ma, da attaccante, convince poco.

 

OSVALDO 7 Un tempo da leone in gabbia finché il palo in avvio di ripresa non sembra il «clic» del lucchetto che si apre. Il suo gol è da cineteca, così come tutte le giocate (vedi «scorpione») fatte con acrobazie non da comuni mortali. Incedibile.

 

TOTTI 6,5 In avvio pare dover metabolizzare quella fascia sinistra che lo riporta indietro agli anni della gioventù, poi cresce e dal suo lato lievita il gioco. Esce per una botta (da valutare) alla caviglia.

 

LOPEZ 7 Sombrero e tiro al volo per il primo gol, al debutto, in Serie A: cosa volere di più?

 

All. ZEMAN 6 Ruggini da super-lavoro o, dopo 9 vittorie di fila, un baco si è infiltrato nei meccanismi? Occorrono riprove.

 

 

IL TEMPO (a cura di A.Austini)

Stekelenburg 6 Non può nulla su Marchese, evita in uscita il raddoppio di Gomez, si deve poi inchinare all’argentino che si presenta tutto solo e lo batte ancora. Ringrazia la traversa nel finale.

 

Piris 6 Osannato dall’Olimpico, gioca una partita difficile da decifrare. Lascia scappare due volta il temibile Gomez: la seconda è fatale. Due errori in mezzo a tante cose convincenti, non si risparmia mai quando c’è da attaccare e raccoglie applausi.

 

Castan 6 Mostra subito la sua personalità, si fa sentire spesso con le cattive e se la cava bene negli anticipi. Ma ne sbaglia uno da cui nasce il 2-1 del Catania.

 

Balzaretti 6 Tanti duetti con Totti, con un’intesa che promette belle cose. Cerca invano due rigori.

 

Bradley 5.5 Ammonito in avvio, non si fa intimorire e cerca sempre di giocare a testa alta. Va però a corrente alternata e perde due-tre palloni rischiosi. Cala alla distanza.

 

De Rossi 5.5 L’assist con il contagiri per il gol di Osvaldo è la cosa più bella della sua serata. Defilato nel primo tempo, si sveglia con tutta la squadra a inizio ripresa e torna a ruggire. Dà l’impressione di dover ancora apprendere le nuove mansioni che gli consegna Zeman.

 

Pjanic 5.5 Sul centrosinistra cerca di aggiungere la sua qualità in mezzo a Balzaretti e Totti. Ci riesce solo a tratti, dopo un inizio dei due tempi promettente.

 

Lamela 5.5 Un primo tempo anonimo, inizio ripresa alla riscossa con una bella punizione che sveglia tutta la Roma. Sembra trasformato ma la spinta dura poco e Zeman lo richiama in panchina. Una prima, piccola bocciatura.

 

Totti 6 Ormai bisogna farci l’abitudine: tornerà a fare l’esterno sinistro come quindici anni fa. Non sembra che il ruolo gli sia sgradito, anzi. Sfrutta il suo piede fatato per innescare Balzaretti e gli altri compagni e dimostra di avere parecchio fiato: una volta si ritrova addirittura a chiudere davanti al terzino. Esce stremato.

 

Florenzi 5.5 Entra sul centrodestra, nel momento più difficile. Tanto impegno ma non può raccogliere molto.

 

Marquinho 5.5 Tocca a lui sostituire Lamela nel tridente, combina poco in un ruolo non suo.

 

Nico Lopez 7 Non poteva sognare esordio migliore: a diciotto anni piazza una gemma che rende meno amara la serata della Roma.

 

Zeman 6 La squadra è ancora lontana da come la immagina. I primi due cambi non gli danno ragione, il terzo sì. Non è da tutti scommettere su un diciottenne.

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