I tifosi giallorossi del settore più caldo si sono radunati nel quartiere romano per vivere insieme la partita

E’ il giorno di Roma-Empoli, ottavo turno di Serie A. Al fischio d’inizio dell’arbitro Giacomelli le squadre sono scese regolarmente in campo e il pubblico, quello che conta, quello che canta, è rimasto ancora una volta fuori. Tra le mura amiche, desolatamente indifese, la Roma si è giocata una gara fondamentale per la stagione in una giornata favorevole sulla carta, mentre pochi chilometri più in là si disputava una battaglia altrettanto importante.

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E’ il leitmotiv di questo inizio di stagione. Allo stadio Olimpico la squadra giallorossa è ormai orfana dei suoi tifosi più caldi a causa della polemica contro la Prefettura che ha autorizzato la barriera divisoria all’interno della Curva Sud. Fatto sta che quest’oggi lo zoccolo duro del tifo romanista si è dato appuntamento presso il Tiburtina Valley Sporting Club per tifare tutti insieme, uniti, come una volta. Chiaro il messaggio dei tifosi presenti: “La Curva Sud è casa nostra e ci torneremo solo quando verranno accettate le nostre condizioni. Se le cose non cambieranno rimarremo fuori anche per Roma-Udinese e nel derby. L’obiettivo è quello di lasciare la curva completamente vuota finché la società non tutelerà i suoi tifosi con gesti concreti. Quanto dichiarato da Pallotta pochi giorni fa per noi sono solo parole, attendiamo gesti concreti a difesa dei suoi tifosi. Non degli ultras, ma dei tifosi della Roma. Non siamo in vendita e non arretreremo di un centimetro. Questa volta siamo nel giusto”.

Il centro sportivo è stato addobbato con delle pezze giallorosse e alle ore 18 la folla si è radunata per vivere insieme i novanta minuti di Roma-Empoli. I presenti hanno cantato dal primo minuto cosi come accadeva ogni domenica fino alla scorsa stagione, mentre i fumogeni innalzavano nel cielo del quartiere tiburtino i colori giallorossi. Non un attimo di sosta. La passione dei sostenitori ha oscurato la radiolina che raccontava quanto stava accadendo all’Olimpico. Una spinta incredibile che manca ormai da troppo tempo allo stadio nelle gare casalinghe della Roma.

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