Garcia vuole impiegare il numero 16, ma sarà in bilico fino a domani. Poi fa l'avvocato e "protegge" il reparto difensivo, per il quale rimane in piedi un dilemma: il brasiliano o il tedesco? Tutto il "Franchi" contro Salah. L'ex dg Montali: "Pallotta è stato bruciato"
La Roma domani è chiamata all’ennesimo esame di maturità della sua storia. Dopo aver gettato alle ortiche un’occasione d’oro in Champions martedì a Leverkusen, al cospetto della Fiorentina capolista ha la possibilità di agguantare il primo posto per la prima volta quest’anno. Sarebbe la quarta vittoria consecutiva in campionato, la seconda consecutiva lontano dall’Olimpico. Ma davanti ha una squadra che offre bel gioco, personalità e soprattutto con una gran voglia di fare un dispetto all’odiato ex compagno, Mohamed Salah. L'accoglienza a Santa Maria Novella, però, non è stata affatto traumatica. La squadra è partita dopo le 18 da Termini e come documentato dall'account Twitter della società il viaggio è stato sereno, anche grazie ad una "accanita" alla Ps4 tra Dzeko, Pjanic, Florenzi e Ruediger. Dopo le 20 l'arrivo nel capoluogo toscano, con un gruppo di tifosi giallorossi ad accogliere i propri idoli.
UNA BOLGIA CONTRO SALAH Contro l’egiziano, per il quale Garcia sta riflettendo sull’opportunità di impiego, si sta preparando una vera e propria bolgia. Il “Franchi”, quasi tutto esaurito, è stato chiamato dalla Curva Fiesole ad un grande sforzo di tifo e a quanto sembra i fischi per il numero 11 giallorosso saranno impietosi e ininterrotti: 90 minuti di contestazione. Ma in casa Roma i dubbi sono altri e riguardano in particolare centrocampo e difesa. Daniele De Rossi, infatti, dovrebbe essere tra i convocati ma viene da un problema ad un flessore, per una botta rimediata contro l’Empoli. Botta che non gli ha impedito di realizzare una doppietta in Germania, ma che lo ha tenuto fermo fino a ieri. Il tecnico francese pensa di impiegarlo, ma le riserve verranno sciolte all’ultimo momento o quasi. In difesa, reparto sotto i riflettori per la quantità di gol subiti in questi primi due mesi di stagione, dovrebbe esserci un ballottaggio tra Ruediger e Castan. Il tedesco è stato oggetto di critiche dopo la trasferta europea, mentre il brasiliano – titolare con l’Empoli - scalpita per avere ancora la possibilità di migliorare.
GARCIA, AVVOCATO DELLA...DIFESA Ed è proprio su questi due giocatori che l’ex tecnico del Lille si sofferma in conferenza stampa, stuzzicato dai giornalisti: “Sapevamo dall’inizio che Castan aveva bisogno di tempo per tornare quello del primo anno – spiega – e che Ruediger è arrivato con un infortunio, ma è giovane e deve inserirsi, ha un potenziale enorme. Non può essere un caso che abbia fatto 7 partite con l’Under 21, ci vuole pazienza. Affinché la difesa funzioni bene devono stare tutti al top della loro forma”. Di puntare il dito contro i singoli Garcia non ne vuole sapere, come nemmeno di dare troppo peso ai dati sui gol incassati: “Siamo a due punti dal secondo posto in Champions - sottolinea - vuol dire che abbiamo ancora possibilità di superare il turno e siamo secondi in classifica in campionato. Questo significa che l’inizio di stagione è abbastanza buono anche prendendo dei gol”. Sembra quasi di sentir parlare Zeman, uno che sul concetto “l’importante è farne uno in più degli altri” ci ha costruito una carriera, spesso sfortunata. “Quando segniamo il primo attaccante è il portiere e quando difendiamo il primo difensore è Gervinho se gioca punta o Dzeko”, taglia corto l’allenatore della Roma, per chiamare in causa tutti.
MONTALI, STILETTATE DAL PASSATO Intervistato su Centrosuonosport, Giampaolo Montali non si è risparmiato parlando dell'attuale assetto societario e del modo in cui è stato messo alla porta dalla dirigenza americana. Parole che, nella movimentata vigilia del big match contro la Fiorentina sembrano passare in secondo piano, ma che fanno riflettere. E a qualcuno - molti, in realtà - non saranno affatto piaciute: "Pallotta come presidente è bruciato - va giù duro l'ex dg giallorosso, nella Capitale dall'ottobre 2008 al luglio 2011 - perché chi avrebbe dovuto fare le sue veci e parlare al suo posto lo ha fatto nella maniera sbagliata e lui non è collegato con la città e i tifosi. Io avevo ancora due anni di contratto quando arrivò la nuova proprietà, ma pagai il fatto di chiedere che rimanessero i romani nella Roma, come Bruno Conti. Un altro grave problema della società è la Comunicazione, gestita fin qui malissimo. Sono deluso dalla gestione statunitense, credevo portassero persone di valore. La Roma può vincere lo scudetto, ma deve fare il salto di qualità cambiando modulo in corsa. Garcia mi piace". Insomma, ne ha per tutti. Evidentemente è poco interessato a tornare da queste parti, nonostante giuri: "La Roma ti rimane dentro, ne diventi tifoso".
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