TESTA A TESTA Roma-Genoa: Dzeko-De Maio, De Rossi-Rincon, Florenzi-Gakpè

La partita casalinga dei giallorossi contro il grifone è un confronto tra squadre in crisi, un crocevia del destino per due tecnici partiti con ben altre aspettative

di Redazione, @forzaroma

La partita tra Roma e Genoa ha un unico comun denominatore: contestazione. Le due società sono in rotta con la tifoseria e i due tecnici vivono un momento di crisi di risultati che mette a repentaglio la loro permanenza sulle rispettive panchine. Garcia è un allenatore all’ultima spiaggia e questa partita ha il sapore di un’ultima occasione per restare aggrappato al timone della nave, ma una semplice vittoria potrebbe non bastare. Sarebbe semplicistico parlare di una soluzione tattica ai problemi che stanno affliggendo i giallorossi, il tecnico francese dovrà riuscire nell’impresa di rimotivare un gruppo atterrito e sfiduciato che sembra aver smarrito l’autostima e la grinta necessarie per poter giocare e vincere anche contro squadre di categorie inferiori. Per usare una formula enfatica potremmo dire che devono “rinascere o morire insieme”, bisognerà capire se questo gruppo e il loro condottiero avranno la forza sufficiente per rialzarsi in piedi e continuare a lottare dopo le profonde ferite riportate sul campo. Probabilmente per riuscire nell’impresa l’uomo di Nemours si affiderà al ritorno delle ali, senza le quali la sua Roma non è stata più in grado di volare. Anche Gasperini non passa un buon momento, la perdita di molte pedine fondamentali nelle passate finestre di mercato ha tolto certezze al gruppo, in questa chiave si può leggere il periodico abbandono del 3-4-3 gasperiniano per la sperimentazione di una linea difensiva a quattro. Risultato: attacco asfittico e difesa fragile. Tradotto in cifre sono 16 punti a soli due lunghezze da un terz’ultimo posto che significa retrocessione. L’avversario sembrerebbe il migliore per una squadra che deve uscire dalla crisi, ma questo è proprio ciò a cui nessuno a Trigoria deve pensare.

Dzeko-De Maio: Il centravanti giallorosso non trova la via della rete, si muove molto e spesso anche bene in fase difensiva e di costruzione, ma il gol non arriva. In parte sembra anche il modulo a penalizzarlo mettendolo poco dentro l’area di rigore e servendogli pochi cross laterali, l’attacco romanista favorisce gli esterni e a Edin tocca molto lavoro sporco. D’altro canto anche lui non mostra la cattiveria sotto porta che in tanti si aspettavano da lui. Ad attenderlo ci sarà il rude De Maio, buon marcatore, unica certezza di una difesa che potrebbe tornare a schierare tre centrali come disporsi nuovamente a quattro. C’è da aspettarsi un atteggiamento aggressivo del reparto arretrato che presumibilmente cercherà di giocare d’anticipo.

De Rossi-Rincon: Sono semplicemente le anime delle rispettive squadre, da loro nei momenti difficili bisogna aspettarsi qualcosa in più e non solo dal punto di vista del gioco, ma soprattutto sul piano caratteriale. De Rossi è chiamato ad una prova da capitano vero, lui può e deve dare la carica ai compagni con le parole e con l’esempio, essere il simbolo di una squadra che crede ancora nel progetto che porta avanti. Lui ha il carisma per trascinare la Roma fuori dalle secche in cui si è incagliata, ma non potrà farlo da solo. Rincon è un guastatore, non è l’elemento in grado di cambiare da solo la partita, ma è un combattente ed incarna lo spirito che serve alle squadre inaspettatamente invischiate nella corsa per non retrocedere. Dando battaglia in mediana e pressando i portatori di palla mettere in apprensione ‘questi giallorossi’, purtroppo, è impresa più che possibile.

Florenzi-Gakpè: Un romano e romanista come Florenzi non può non essere uno di quelli da cui ti aspetti il massimo impegno ed abnegazione, il suo compito non è di quelli agevoli dato che dovrà spingere sulla fascia senza correre il rischio di scoprirsi troppo. Lui ha le doti tecniche e l’intelligenza calcistica sufficienti per assolvere questo compito. Davanti si potrebbe trovare un tridente atipico fatto di soli esterni e mezzepunte, ma se a fare notizia è la titolarità di Pandev, per via di un attacco spuntato da squalifiche e infortuni, è la velocità e fisicità di Gakpè che può impensierire una squadra che sicuramente andrà all’attacco in ricerca del bottino pieno. Quindi bisogna stare in guardia dagli assalti all’arma bianca perché come dice un saggio proverbio “la pazienza è la virtù dei forti”.

Giuliano Masciangioli

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