Siena-Roma ‘Te lo dico su Facebook’: “Grazie Simone, te lo meriti tutto…”

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) I due volti della Roma in novanta minuti. L’autentica essenza del nulla del primo tempo vien spazzata via dalla reazione grintosa e decisa del secondo. Il gol di Neto resta un pallido ricordo. A prevalere è la forza di gruppo: Siena messo all’angolo e super rimonta. Doppio Destro più il redivivo Perrotta, questa la combinazione vincente. 3-1 il risultato finale. E si resta, almeno per ora, in odor di alta classifica. Riviviamo le emozioni del Franchi attraverso opinioni e commenti del popolo giallorosso di Facebook.

 

E’ aperta la caccia al terzo successo di fila (impresa mai centrata in questa stagione) e alla vittoria contro la “bestia nera” Serse Cosmi, che manca da quasi sette anni. Dunque, sfida lanciata alla cabala. Su un campo stretto, scorbutico, da sempre ostico. Manca Stekelenburg, manca De Rossi, e all’ultimo minuto manca anche Osvaldo, fermato da guai fisici. Zeman snocciola l’undici iniziale, e i primi (consueti) apprezzamenti sono per Tachtsidis, al rientro dal 1′. “Ancora col greco? E’ più lento de mì nonna..”, sbotta Claudio. In porta confermato Goicoechea, difesa ormai classica con Piris, Marquinhos, Castàn e Balzaretti. In mediana, ai lati di “Taxi”, si sistemano Bradley e Florenzi. Davanti, con Totti e Destro, c’è Pjanic, avanzato e preferito al desaparecido Nico Lopez. L’assenza del Conejo non fa piacere ad Andrea (“Ndo sta il coniglione dentone??”), Stefano (“Ma Nico Lopez che ce l’avemo a fà??”) e Luigi (“Ma che j’ha fatto sto ragazzo a Zeman???”). In attesa di indagare sulle misteriose sorti del giovane uruguagio, è tempo di risposte vere. Sul campo. Da parte della Roma.

 

I primi 45′ costituiscono un dolce invito alla pennica pomeridiana. La Roma tutto è fuorché zemaniana, partendo dal modulo. Totti spesso si abbassa a centrocampo per trovare palle utili ed illuminare il gioco, Pjanic resta sconfinato sul binario destro senza gli spunti dell’esterno tipico. Destro, almeno all’inizio, non si fa rimpiangere dai suoi ex tifosi. Il centrocampo è impalpabile, “dominato” dalla lentezza di Tachtsidis. Il pensiero di Giulio è lo stesso di molti, moltissimi tifosi giallorossi: “Ahh se ci fosse Pizarro al posto del greco…”. Già. Inutile pensare al passato, guardiamo al presente. Al 25′, tanto per complicarsi ulteriormente la vita, la Roma va sotto al primo tentativo d’attacco del Siena. Corner dalla destra di Valiani, stacco imperioso del carneade di turno: il centrale difensivo portoghese Luis Carlos Novo Neto. 1-0, si ferma a 249′ l’imbattibilità di Goicoechea. “QUESTO NON HA MAI SEGNATO IN VITA SUA”, sentenzia subito Simone. “Annamo al cimitero a fa resuscitá i morti almeno famo na bona azione”, è l’amara riflessione di Marco. Di reazione, neanche a parlarne. L’unico a provarci è Totti, ma Pegolo fa scudo sulla potente punizione del Capitano. Si procede verso gli spogliatoi con lo sfogo di Guido: “Basta con Tachtsidis e Goicoechea! Basta con questi inguardabili pupilli di Zeman e con cento giocatori fuori ruolo pur di far giocare questa lumaca greca…”. Sensazioni negative, di un tipico pomeriggio amaro. In attesa della svolta.

 

Parte la ripresa e quantomeno, la Roma, sembra abbia voglia di giocare. Via il pigiama, via il cuscino, è tempo di fare sul serio e rimettersi in corsa. L’impegno c’è, gli errori individuali pure. Ma s’inizia a cercare la via della costruzione del gioco con maggior frequenza. E al 63′, magicamente, ci si alza in piedi. Urlando gol. Tachtsidis indovina il lancio in area per Florenzi, stop e assist per Destro che, di testa, sottomisura, batte Pegolo e rialza la Roma. “Er greco ha fatto na cosa utile. Er mondo sta pé finì, c’hanno ragione i Maya..”, ironizza Pietro. Il boemo, taciturno in panchina, è ancora oggetto di critiche, vedi Anna: “Dobbiamo vincere e Zeman non fa entrare né Lopez né Marquinho? Ma è fuori di testa???”. Il primo cambio arriva al 79′. Inaspettato, inatteso, sorprendente. Esce Tachtsidis, entra Simone Perrotta. Dimenticato, maltrattato. Chiamato in causa al Franchi, a 10′ dalla fine, per contribuire ad una rimonta vitale.

 

E a tre dalla fine, la magia del calcio regala a Super Simo la rivincita personale più bella. Lancio di Bradley, rinvio sbagliato di un difensore bianconero, Perrotta stoppa, si coordina, conclude. E’ gol, è il 2-1. E’ un urlo liberatorio che contagia tutto il popolo romanista. Quello vero, che non dimentica chi ha sempre onorato la maglia. Filippo parla a nome di tutti: “Grazie Simone, per questo gol e per tutto quello che hai sempre dato…Te lo meriti tutto!“. Non è finita, però. Manca del tempo, restano vivi i mugugni della tensione. Messi a tacere da un perfetto contropiede. Da Totti a Pjanic, da Pjanic a Destro. Sinistro vincente, doppietta, 3-1. “Due Destri e il Siena va ko”, dice Flavio. Non c’è più motivo d’aver paura. Con poca voce e tanta soddisfazione, ci si gode il terzo brindisi consecutivo. Il pensiero finale è di Manuel: “Vittoria da infarto! Grazie Perrottone! Destro centravanti è più cattivo dell’Osvaldo sottotono delle ultime gare. Ora abbattiamo l’aeroplanino”. Giusto godersi tre punti duri e sudati. Ma occhio al prossimo ostacolo. Fiorentina, o meglio Roma “bis”. La flotta degli ex è pronta a invadere la Capitale. Vedove e nostalgici, altolà. Sabato sera, l’Olimpico non sarà per voi. Ma per chi ha la Roma, e solo la Roma, in fondo al cuore.

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