Roma-Siena ‘Te lo dico su Facebook’: “Ben svegliati…col Pescara dov’eravate??”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Si pu?, a distanza di soli sette giorni, passare dalla malinconia allo spettacolo? Si pu? mutare radicalmente atteggiamento, sbranando l’ultramotivato Siena di Iachini dopo aver regalato un punto all’ormai retrocesso Pescara di Bucchi? S?, si pu?. Perch? la Roma ? fatta cos?. Da sempre e in particolare in questa strana stagione di alti e bassi, belle imprese e rovinose cadute. Nel giro di una settimana, Andreazzoli restituisce animo e vigore ai suoi e in un quarto d’ora la pratica bianconera ? chiusa, sigillata. Con prospettive europee di nuovo solide e a portata di mano. Riviviamo il 4-0 dell’Olimpico attraverso analisi ed opinioni del popolo giallorosso di Facebook.

 

Clima splendido, quasi estivo. La Roma si ripresenta tra le mura amiche con l’obbligo di riscattare la figuraccia contro il Pescara. Come se nulla fosse accaduto, ad attendere i ragazzi c’? una platea fiera ed orgogliosa, sempre pronta a perdonare e darsi nuovi stimoli. Il Siena fa un po’ pi? paura. Con le sue motivazioni, il tridente piccolo e scattante, Emeghara (sette gol in dodici partite) rivelazione del girone di ritorno. Andreazzoli sa di giocarsi molto e cambia ancora una volta modulo. Niente pi? 4-3-2-1, si passa al 4-2-3-1. In porta c’? Lobont (toh, chi si rivede!) vista l’assenza di Stekelenburg, in difesa spazio a Torosidis, Burdisso, Cast?n e Balzaretti. In mediana tandem De Rossi-Bradley, con Lamela, Totti e Florenzi a supporto di Osvaldo.

 

Immediate le consuete e scontate critiche al mister, con immancabile riferimento a Sua Santit? Boema, Si lamentano Michele (“Un modulo nuovo ogni domenica….Ridatece Zeman!”) e Giuliano (“Ecco un altro fenomeno del calcio, Bradley al posto di Pjanic… Andreazzoli puoi anche tornartene a casa”). Stuzzica il ritorno tra i pali (dopo quasi un anno) del romeno ex Ajax (“Oggi gioca un portiere vero finalmente”, dice Giuseppe), anche se Alessio non sembra rassicurato dal “secondo”: “Goicochea mi mette ansia anche in panchina…”. Anche Mirko ha qualcosa da dire (“Dopo aver visto Candela prima della gara, me fate ved? Balzaretti sulla fascia? Ma che ? n’affronto??”), poi ? tempo d’iniziare. Si riparte a caccia dell’Europa.

 

Buon atteggiamento in avvio. La Roma aggredisce e propone gioco, con la chiara intenzione di far sua la partita. Il Siena, senza Agra (sostituito da Valiani) a coadiuvare Rosina ed Emeghara, non sembra aver la carica e gli spunti dei giorni migliori. A Totti e soci basta premere sull’acceleratore per far male e colpire. Al 14′ ottima ripartenza veloce: Lamela verticalizza dolcemente per Osvaldo che in area, a tu per tu con Pegolo, s’inventa un cucchiaino magico e festeggia. L’italoargentino ritrova il gol all’Olimpico dopo oltre quattro mesi. Non c’? tempo nemmeno per esultare. Minuto quindici: meravigliosa intuizione di Totti che pesca Lamela all’ingresso in area. L’argentino calcia al volo di sinistro e pietrifica l’impotente Pegolo. Calcio champagne, show di qualit?. E’ 2-0 Roma, un po’ di nubi vengono spazzate via. “Due gol pazzeschi in due minuti. Questo ? il potenziale di una squadra a cui manca solo un manico di personalit?”, sostiene Piero.

 

Il Siena ? solo Innocent Emeghara. Lo svizzero predica nel deserto e consente a Lobont di raccogliere qualche applauso meritato. De Rossi s’infortuna ed entra Pjanic, col palo di Osvaldo a strozzare in gola l’urlo dei 40.000 dell’Olimpico. Questione di (poco) tempo. Al 41′ partita in ghiaccio: Florenzi ruba palla ad Angelo in area, quasi sulla linea di fondo, e serve indietro Pablito. Sinistro spietato ed ? 3-0. Si va al riposo con gioia e rimpianti di Sabrina (“Oggi Osvaldo ha deciso di non camminare in campo…era ora!!!”), Riccardo (“Ogni tanto se ricordano come se gioca a calcio…se ripenso a tutti i punti persi tra Pescara e Palermo…”) e Renato (“La Roma e’ come no jo jo, na volta su’ na volta giu’, c’e vole tanta pazienza”). Dura, invece, la presa di posizione di Sandro: “Ben svegliati carissimi. Col Pescara, dove eravate??”. Da giocare resta un tempo intero. E stavolta ? davvero difficile prevedere cataclismi.

 

La Roma allenta il forcing, com’? logico che sia, ma non perde la necessaria concentrazione in fase difensiva. Se Lobont ? solido e presente (sventato un altro bel tentativo di Emeghara, stavolta di sinistro), la coppia Burdisso-Cast?n svolge le proprie mansioni in scioltezza e i due terzini sorvegliano bene. Serve il colpo finale, il poker, e il pubblico spera che tocchi a Totti. San Francesco ci prova al 67′, sfondando in progressione centrale e battendo di destro dal limite. Pegolo si distende deviando lateralmente, dove (come un falco) ? pronto ad intervenire Osvaldo. Tap in vincente, 4-0 e titoli di coda. L’italoargentino, che mai aveva segnato una doppietta all’Olimpico, passa direttamente al tris. E per farsi “voler bene”, non manca di dare le spalle alla Sud e agitare la maglia, mostrando ai tifosi il suo nome. Questo diventa l’argomento principe.

 

Com’? nostra tradizione, riusciamo ad oscurare una vittoria con inutili e sterili polemiche. A fine gara, paghi del poker (e del quinto posto ritrovato), il tema ? uno ed uno soltanto: Osvaldo. Al suo fianco si schierano Marcello (“I numeri parlano per lui. Quindici gol li fa un grande bomber e io non me ne priverei”) e Tania (“Come si fa criticare uno che segna cos? tanto???”), restano critici i vari Jordy (“Osvaldo deve fa er coatto pure dopo che segna e pijasse i fischi. Mah, c’ha la testa de n’abbacchio questo”), Luca (“Dopo tutto quello che ha combinato, si permette pure di andare a brutto muso sotto la curva. Questo spiega il livello mentale del soggetto”) e Marisa (“Sarei disposta a perdonarlo solo se ci facesse vincere la finale con la Lazio”).

 

Oltre la fuffa, conta la sostanza. La Roma porta a casa tre punti preziosi e torna in piena zona Europa League. Impossibile avere certezze o far pronostici e tabelle. Le prossime quattro gare saranno tutt’altro che semplici: Fiorentina e Milan fuori, Chievo e Napoli in casa. Con Udinese, Inter e Lazio vicine. Sempre dietro a dar fastidio. Tra cinque giorni, al Franchi, si andr? a caccia della prima impresa, contro la banda degli ex gi? punita due volte in stagione. Uscire da Firenze con un risultato positivo sarebbe un bel passo in avanti, che avvicinerebbe la Roma al sospirato palcoscenico internazionale. Pi? che un obiettivo, un dovere. Onde evitare che il derby del 26 maggio diventi ancor pi? delicato e decisivo.

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