Roma-Pescara ‘Te lo dico su Facebook’: “Una finale non cambia la realt?. Squadra malata nel dna”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Tabelle, previsioni, pronostici scontati. Poi arriva la Roma ed ecco l’improvviso (quanto consueto) risveglio dal bel sogno. Quando sembra che tutto inizi ad andare per il verso giusto, quando la strada si fa in discesa, spunta fuori la sorpresa. Crudele e disarmante. Ricordate Venezia? Ricordate Ancona? Stessa storia, stesso copione. La Roma ripete i pasticci del passato e vede complicarsi nuovamente il cammino verso un sofferto (e fondamentale) ritorno in Europa. Riviviamo il deludente 1-1 interno con il Pescara attraverso opinioni e analisi del popolo giallorosso di Facebook.

 

Sole, aria primaverile. Il clima ideale per andare allo stadio e godersi un dolce pomeriggio in compagnia della Roma. Tanto c’? il Pescara, cosa vuoi che sia. Ultimo in classifica, sconfitto ininterrottamente da otto gare, gi? rassegnato ad un inevitabile ritorno in Serie B. Potr? mai costituire un valido ostacolo per la Roma, spavalda e fiera, reduce dal trionfo di Milano e gi? proiettata alla finale di Coppa Italia con la Lazio? Risposta: no. Almeno in teoria. Persino Andreazzoli, l’uomo della cautela, aldil? di logiche dichiarazioni di facciata, in cuor suo ? convinto di portare a casa il bottino pieno. Normale, viste le circostanze.? Il mister giallorosso, senza gli squalificati Burdisso e Balzaretti, punta su Piris e Torosidis esterni di difesa con Marquinhos-Castan coppia centrale. De Rossi agisce da playmaker, supportato da Florenzi e Pjanic. Davanti, Lamela e Totti coadiuvano l’operato di Osvaldo, preferito a Mattia Destro. L’esclusione del Re di Coppa non convince Ezio (“Dopo una doppietta rimane in panchina? Io non sono d’accordo. Metterei Destro al posto di Osvaldo”), Giuseppe (“Totti in panca e Destro in campo no??? Una o dico una potrebbe saltarla”) e Gianluca (“Andreazzoli si conferma un allenatore mediocre. I giocatori in grande spolvero vanno sfruttati e tener Destro fuori ? una scelta assurda. Per far giocare chi poi? Il vacanziere di Londra…ma per favore”). Destro o non Destro, c’? il Pescara. E i tre punti sono un obbligo.

 

L’approccio mentale alle partite ? un male atavico della Roma andreazzoliana. L’ultima conferma? Mercoled? a San Siro. Quarantacinque minuti concessi gentilmente all’Inter ed un pronto riscatto nella ripresa. Non conta l’avversario, lo stadio, il contesto. Anche contro il Pescara, i minuti iniziali rasentano il ridicolo. Sforzini, onesto mestierante dell’area di rigore, mai a segno in carriera in Serie A, ha subito l’occasione della vita. Ma solo davanti a Stekelenburg spara alle stelle. Questione di tempo. Al 14′ Cascione conclude dalla distanza, Stek respinge (male) in tuffo e Caprari, l’ex di turno, ? lesto ad anticipare Marquinhos e realizzare di testa il gol del vantaggio. Olimpico ammutolito, si parte nel peggiore dei modi. Eloquenti i commenti di Cristian (“Prendere gol anche dal Pescara ? avvilente”) e Francesco (“Raggiunto l’ultimo obiettivo stagionale: far segnare Caprari”). Marco incrimina il portiere (“Stekelenburg a 31 anni ancora non sa che bisogna respingere lateralmente”), cos? come Gianni: “Un manichino darebbe pi? sicurezza tra i pali“. La Roma cosa fa? Reagisce? Ci prova? Sbrana i malcapitati dirimpettai? No. Giochicchia, quasi assonnata dal caldo di fine aprile. Ripropone l’antico copione del tacco e punta, creando pochissimo. Pelizzoli, ex mai rimpianto, non deve nemmeno sporcarsi i guanti. Al duplice fischio di Massa, ? 0-1. Al quesito ironico di Mario (“Ma stiamo affrontando il Pescara o la nazionale argentina??”) seguono le analisi di Teo (“Ennesimo approccio spagliato. Manca un motivatore in panchina e mancano giocatori con le palle”) e Roberto (“Difesa morbida, Pjanic insufficiente, Florenzi scarso, Osvaldo fantasma. Se non sale in cattedra Totti, questa squadra non vale nulla”). Bene, pensano in molti. Abbiamo scherzato, ora s’inizia a fare sul serio. Ma stavolta ? solo un debole auspicio.

 

C’? Destro per Florenzi ad inizio ripresa. C’? il messaggio forte di Andreazzoli: rimontare e vincere. Anzi, stravincere. La gara avverte un’iniziale scossa a tinte giallorosse. Al 51′, sugli sviluppi di un corner, De Rossi serve Destro che, a porta sguarnita, da due passi, non fa il Ranocchia (n? il Vucinic dei tempi andati) e sigla l’1-1. Interrotto un digiuno di gol in campionato che durava da inizio dicembre. Contenti sia Lucio (“Ci voleva Mattia. Ora famojene otto!!”) che Silvia (“Ha fatto pi? Destro in cinque minuti che Osvaldo nel resto della partita“). Speranze concrete, che si tramutano in ansia e angoscia con il lento (ma inesorabile) trascorrere dei minuti. La Roma, nonostante il gol, non cambia. Resta lenta, piatta, snervante per mancanza d’idee e di gioco. Totti e Lamela non sono in giornata, Osvaldo e Destro faticano a ricevere palle giocabili. Sugli esterni manca la necessaria qualit? ed il Pescara ? ben chiuso a protezione di un punticino inutile quanto prestigioso. L’assedio finale ? sterile, inconsistente. Entrano Bradley e Nico Lopez, ma non c’? profumo di gloria. Quattro minuti di recupero non bastano. Si pareggia ed ? l’ennesima tappa nefasta di un intero campionato di occasioni perse. Delusi Riccardo (“Quante partite, cos?, abbiamo vissuto, e quante ancora dovremo viverne?”) e Carlo (“L’aver raggiunto una finale non cambia la realt?. Questa squadra ? malata nel dna”). Ironici Vito (“Il Pescara non faceva un punto dall’anno della sua fondazione”) e Salvatore (“Trasformiamo la Roma in una Onlus vista la storica beneficienza verso chi va in B…”). Antonio se la prende col mister (“Andreazzoli non ? all’altezza di fare l’allenatore della Roma: non prepara l’approccio alla partita, sta rovinando Florenzi (sempre fuori ruolo), troppi attaccanti che intasano gli spazi”), Alessandro ne ha per tutti: “Andreazzoli non sei bono … 4-3-3 non sono giocatori adatti. Torosidis inutile a sinistra..Piris inutile in serie A..serve Bradley per protegge Castan che non je la fa. Sabatini grazie di aver comprato scarsoni su scarsoni”. Questo il clima, inevitabile di fronte all’ennesima figuraccia.

 

Le tabelle ? meglio darsele in faccia. Sei punti in due partite sono gi? un sogno. Ora come ora, fa paura persino il Siena quartultimo, prossimo avversario all’Olimpico. E fanno ancor pi? paura Fiorentina, Milan e Napoli. Altri clienti scomodi che la Roma dovr? affrontare da qui al 19 maggio. Prima della tappa finale, la pi? importante. Quel match che gi? toglie il sonno a tanti innamorati. La Roma ? questa, lo sappiamo. Da due anni ? una squadra senz’anima e senza identit?. L’1-1 di Pescara ? solo l’ultimo scoglio di un percorso biennale ai limiti del disastroso. I dirigenti ne prendano atto, pur continuando (davanti alle telecamere) a mostrarsi ottimisti e fiduciosi per il futuro, come gli attuali politici vecchio stampo, che blaterano di prospettive ignorando il presente ed il malcontento della gente. Non era il Pescara a doverci aprire gli occhi. Erano gi? sufficienti i mesi con Zeman, la gara di Palermo, l’approccio nel derby ed il primo tempo di San Siro per prendere atto della realt?. Questa Roma non funziona. Porre rimedio ? un obbligo, cominciando dal tecnico e proseguendo con innesti mirati e di reale qualit?. Basta illudersi, basta pensare (dopo una qualsiasi vittoria) che i problemi siano alle spalle. A prescindere da come finir? la stagione (finale con la Lazio compresa), la Roma andr? cambiata. Da cima a fondo. Senza perseverare in errori gi? visti. Chiaro, cari Baldini e Sabatini?

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