Roma-Parma ‘Te lo dico su Facebook’: “In gol un argentino e Francesco. Era scritto…”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Rivali da agganciare, ambizioni da consolidare. La Roma, contro il Parma, prosegue la sua striscia positiva in campionato: anche i ragazzi di Donadoni entrano nell’elenco delle vittime di Aurelio Andreazzoli, il jolly a sorpresa che ha restituito anima e vigore ai sogni di gloria giallorossi. All’Olimpico ? 2-0, decidono Lamela e Totti, il giovane e il vecchio, la storia futura e quella presente e passata. Riviviamo la serata attraverso commenti ed opinioni estrapolati dalla pagina Facebook dedicata ai nostri colori.

 

C’? una rincorsa per l’Europa da portare avanti. Vietato perdere tempo, a maggior ragione dopo il modesto pari ottenuto ad Udine. Si torna all’Olimpico e c’? bisogno di un nuovo squillo, al termine di una classica settimana “da Roma”, fatta di polemiche e chiacchiericci, sceicchi o presunti tali. Solita fuffa, insomma. Per (nostra) fortuna c’? mister concretezza, al secolo Andreazzoli Aurelio, che mette nel mirino il Parma e i tre punti. Oltre a Pjanic e Destro, manca Torosidis. In difesa rientra Marquinhos, accanto a Burdisso e Cast?n. Sugli esterni, Lamela e Marquinho vincono i rispettivi ballottaggi con Piris e Balzaretti. In mezzo si rivede Tachtsidis, affiancato da Perrotta e De Rossi. Davanti, Florenzi “ronza” intorno al Capitano. In molti danno subito il bentornato a Panagiotis, in particolare Pasquale (“Noooooooooooo di nuovo Tachtsidis!!! Noooooooooooooooooo”), Marco (“Aurelio potevi fa tutto ma er greco te prego proprio NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”) e Tiziano (“L’elemento ellenico riappare tristemente … andreazz? eddajeeeee”). Non si pu? non parlare della seconda esclusione consecutiva di Osvaldo. Per Nicoletta “? gi? della Juve da gennaio…”, mentre Roberto zittisce chi ne richiede a gran voce l’impiego: “Ancora a piangere Osvaldo? Ma non avete capito che vuole andarsene? Se gioca ? decisivo ma se fa come le ultime gare equivale a giocare in 10. Quindi meglio cosi”. Dita incrociate e grandi speranze, nonostante l’inquietante presenza del signor Carmine Russo di Nola. Un fantasma oscuro che ci rievoca tristi nottate bresciane…

 

Altol? ai brutti ricordi, si parte. La Roma fa sul serio, e soprattutto non vuol perdere tempo. Sul cronometro scorre il settimo minuto, ed ? gi? ora di aggiornare il tabellino. Tutto parte dalla solita invenzione di Totti, che di tacco ispira la corsa di Marquinho: traversone del brasiliano dalla sinistra, testata all’indietro di Cast?n, bolide di De Rossi e deviazione sottomisura ” a due”. Tutti a correre sotto la Sud, compresi gli elementi del mistero: chi ha segnato, Florenzi o Lamela? Il dibattito s’incendia, a metter d’accordo tutti ci pensa Riccardo (“Ha segnato Balbo…”). Ironia a parte, il gol ? di Erik. E quel che conta ? che la Roma sia avanti di uno. Gi?, ma le grandi squadre approfittano dei momenti positivi, mettendo al sicuro il risultato. Totti e soci giocano, creano, a tratti divertono. Ma il 2-0 manca all’appello. Clamorosa l’opportunit? al 15′: altro servizio in area di Marquinho per Perrotta. Simone controlla, si coordina e spara sulla traversa a botta sicura. Serenissime le reazioni di Massimo (“PERROTTA!!!!!!! VATTEAMMAZZA'”), Alessandro (“Con Bertolacci al posto di Perrotta avevamo gi? chiuso la partita. Ma quando lo riportiamo a Roma??”) e Walter (“Dov’? Osvaldo? Stiamo giocando con Perrotta prima punta!!”). Altre potenziali opportunit? non sfruttate, qualche leggero rischio in fase difensiva. Si va al riposo avanti di misura, e Mario non sembra troppo soddisfatto: “Stiamo ripetendo Udine. Non chiudiamo la partita e alla fine rischiamo di non portarla a casa”. Gi?, ma sbagliare serve ad imparare. E per fortuna la Roma non toppa una seconda volta.

 

C’? chi in campo gioca a pallone, e chi disegna calcio. Francesco Totti dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, di avere qualcosa in pi? rispetto agli altri. Quando decide di fare sul serio, il Capitano incanta e devasta. Al 48′ sceglie la seconda opzione, scaraventando un pallone micidiale su punizione verso la porta di Mirante. La sfera scheggia prima la traversa, poi il palo e infine tocca terra per la disperazione di Alessio: “Nooooo l’ha parata il fantasma di Nordahl!!!”. Chance svanita, la Roma resta appesa al golletto argentino. E quando il Parma alza la testa, sono brividi forti. Stekelenburg rischia grosso con qualche uscita avventata (“Mo pure lui se mette a fa le Goicocheate??”, dice Sabrina), poi Paletta (al 62′) di testa coglie la traversa su azione da corner. Strepitosi i salvataggi alla disperata di Burdisso e Marquinhos, rispettivamente su Parolo e Sansone. Tensioni e paure svaniscono d’incanto, al 70′. San Francesco ci riprova su calcio piazzato, e stavolta beffa Mirante con un destro potente e preciso dal limite. Sono 226 in Serie A, la platea romanista ? di nuovo ai piedi del Capitano. “Totti another planet!”, dice Franco, seguito da Giorgio (“Strepitosa muslerata di Mirante, e il Capitano ringrazia!!”) e Maurizio (“Dopo la lavatrice della volta scorsa, oggi gli hai tirato il frigorifero. Se poi Ilary s’incazza c’ha ragione. Je stai a svota’ la cucina. Grazie unico e immenso CAPITANO!!!”). Si conclude in scioltezza, tra qualche sostituzione ed un goduto ol? del pubblico per il gol di Jonathas alla Lazio.

 

Il triplice fischio di Russo consacra l’eccelso rendimento della Roma di Andreazzoli in casa (tre vittorie su tre) e ratifica il doppio aggancio a Lazio e Inter (in attesa del match che i nerazzurri dovranno recuperare a Genova con la Sampdoria). Raffaella ricollega il 2-0 alla freschissima elezione papale (“Ha segnato un ARGENTINO (Lamela) e poi FRANCESCO…. era scritto…”), mentre Carlo si mostra velenoso con chi, nelle ultime settimane, ha tentato di screditare l’immagine del nuovo allenatore: “Con Aurelio tredici punti in sei partite.. do stanno i nostalgici del boemo??“. Lucida l’analisi di Gianni: “Non ? la Roma pi? bella di sempre, ma stanno tornando i risultati. E stiamo tornando ad avere traguardi e obiettivi importanti da raggiungere. Da tifoso mi sento rinato”. E anche noi, siamo felicemente tornati a sorridere. Non ? tempo di celebrazioni o festeggiamenti, ma questa Roma deve rappresentare il giusto punto di partenza per un progetto vincente. Quel primo passo reale e concreto che n? Luis Enrique n? Zeman sono riusciti a compiere. E’ servito lui, Aurelio Andreazzoli, l’immagine pura e semplice del lavoro onesto e in buonafede.

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