Roma-Lazio 'Te lo dico su Facebook': “Portatece er conto, semo alla frutta”

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Restava solo il derby. Ultimo grande appuntamento dell’anno, residua chance di dare un senso compiuto ad una stagione di transizione.

Niente, la Roma non risponde all’appello neanche stavolta. Passino le giustificazioni, l’alibi dell’uomo in meno. Sul piatto resta il fatto, l’evidenza: terzo posto ormai sfumato, perse entrambe le stracittadine in campionato, interrotta l’imbattibilità casalinga con la Lazio che durava da quattordici anni. Un disastro totale, tristemente autografato Luis Enrique. Riviviamo l’amaro pomeriggio dell’Olimpico attraverso opinioni, pareri e considerazioni dalla pagina ufficiale Facebook targata AS Roma.

La formazione titolare, anche stavolta, fa storcere la bocca a molti. Osservando gli undici scelti da Luis Enrique, Tommaso è lesto ad annunciare: “Gioca er porchetta!””, riferendosi probabilmente a Fabio Simplicio. Walter risponde e sottolinea: “Per me Simplicio al derby ce sta, non avrei messo Angel invece”. Il terzino spagnolo è il vero uomo della discordia. Lorenzo si chiede “José Angel? E che volemo perde?”, mentre messaggi di pseudoincoraggiamento giungono da Angelo (“Josè Angel..oggi ti trovi Scaloni davanti..se nn riesci a saltare neanche lui…te rimangono le sedie,i passeggini e i pali della luce…perchè uno piu lento de lui nn esiste…vedemo che puoi fà….”) e Claudio (“A’ spagnolé cerca de rientrà però eh! Co’ te su qua’ fascia soffrimo pure contro er Canicattì! E quell’artri lì sò un pò più superiori ar Canicattì!”). Il più pessimista, in tal senso, è Roberto: “Niente, gioca Josè Angel, speriamo di salvare almeno la faccia”. Severo e furioso, ancor prima dell’inizio della partita, appare Pasquale, rivolgendosi ad un altro spagnolo, quello seduto in panchina: “Voglio vede quando la finisce di fà il fenomeno. Vinci sto derby e tornatene in Spagna”. Purtroppo Luis, il derby, non lo vince neanche stavolta.

Si parte e dopo appena sette minuti, il pomeriggio è già compromesso. La difesa giallorossa si fa infilare verticalmente, Stekelenburg atterra Klose in area: per l’arbitro Bergonzi è calcio di rigore più espulsione del guardiano olandese. “RICORE PE A LANZIE”, grida Giancarlo. Salvatore fa luce sulle distrazioni difensive: “Ma dove vogliamo andare? Neanche due passaggi a centrocampo che ci rubano la palla e subito rigore”. Esce Lamela, entra Lobont, dal dischetto calcia Hernanes e porta in vantaggio la Lazio. Occhio al quesito di Pierpaolo (“Sondaggio: quante se ne prende oggi, 3,4 o 5?“), ma il problema vero è un altro. Lì, in tribuna d’onore, s’annida il male, individuato simultaneamente da Davide (“Fate uscì DiBenedetto dallo stadio”) e Arianna (“DiBenedetto ancora te inquadrano……..porti sfigaaaaaaaaaa!!!”). La Roma, sotto di un gol e di un uomo, riesce a rialzarsi. Al 16′, sugli sviluppi di un traversone di Taddei, Juan conclude sulla traversa da posizione defilata ed il solito Fabio Borini è lesto, rapace e puntuale ad insaccare. Biava respinge di testa, ma la sfera è già entrata. L’1-1 è una scossa improvvisa, un sussulto d’orgoglio che esalta Valerio (“Daje Borini almeno te ci fai sognare!”), Alessandra (“Noi segnamo co Borini alla squadra de burini!!!!!”) e Tiziano (“Daje ripartimoooooo brutti pennuti ve c’avemo fatto crede…”). La Roma si riorganizza bene, la prima frazione si chiude all’insegna dell’equilibrio.

Tensione, pathos, adrenalina. I quindici minuti d’intervallo sembrano non passare mai. Poi si riparte ed è subito duello, in campo e fuori. La Curva Nord se la prende con Juan. Il motivo? Semplice, patetico, triste: il colore della pelle. I buh razzisti caricano il brasiliano che zittisce gli imbecilli e gioca una grande partita. “Magari segna Juan….e va sotto la nord!!!”, è l’auspicio di Arianna. Ma ahinoi, il gol decisivo lo trova la Lazio al minuto sessantadue. Ledesma scodella su punizione, la difesa romanista si dimentica di Mauri ed il capitano laziale (l’undicesimo, nei derby, dal dopo Nesta ad oggi) in spaccata batte Lobont. Sempre Arianna si chiede: “Ma Fenucci starà festeggiando?”, ironizzando sulla fede calcistica dell’ad giallorosso. Furioso anche Dario: “Che schifo, per uno come me che ancora è interessato al risultato”. La Roma, stanca, sotto di un gol e di un uomo, getta il cuore oltre l’ostacolo e con le unghie e con i denti tenta di strappare un pareggio. Nel finale il neoentrato Marquinho scodella due palle interessanti da sinistra, Totti e Borini provano lo stacco senza inquadrare il bersaglio. E’ un derby stregato, è una stagione maledetta, finisce 2-1 con la Nord in festa. In molti “salvano” i giocatori e si scagliano contro Luis Enrique. E’ il caso di Piergiorgio (“Complimenti a Juan e Borini…tutti i giocatori hanno messo il cuore, ma non si può continuare con Luis…ora basta, non lo posso perdonare più, ho sopportato fin troppo”) e Silvio (“Niente da rimproverare alla squadra, i giocatori si sono comportati bene. Colpa solo e soltanto dell’allenatore: cacciate Luis Enrique”).

Siamo agli inizi di marzo. Di solito, in questo periodo, la stagione inizia ad accendersi. Invece, per la Roma è già finita. Fuori dall’Europa ad agosto, out dalla Coppa Italia a gennaio, a -10 dal terzo posto Champions e con due derby persi sul groppone. Il bilancio è fallimentare, tecnico e società i principali imputati. Si scatena la consueta rabbia del popolo ed è giusto darle piena voce. Piuttosto sintetici Roberto (“Portatece er conto…..semo alla frutta!”), Andrea (“Che altro serve per cacciare Luis Enrique?”) e Luca (“Luigi Enrico non ti sopporto più, sei ridicolo, ci volevi tu per farci perdere due derby”). Spazio poi alle considerazioni di Marco (“Quest’anno neanche il famoso trofeo “Raccordo anulare” abbiamo vinto…mamma mia in che stato siamo!”), Christian (“Ma il mister quando lo cacciamo?? Sarà contento Fenucci de sta sconfitta… 10 sconfitte addio 3° posto e forse pure l’Europa League.. Ma quale progetto! Società e allenatore vergogna!”), Carlo (“Progetto roma, 1° anno: fallimento totale…..ma non doveva giocare solo chi in forma??? allora mi spiegate perchè ha giocato Pjanic che sò tre domeniche che non regge in piedi??”) e Giangiacomo (“Sistemate la difesa, aridatece Montella, vendete un bel po’ di brocchi che sono stati acquistati quest’anno e si ricomincia…Luis Enrique indecente, basta così”). Il concerto di frustrazione prosegue, ed è normale. I tifosi sognavano in grande, si ritrovano nel baratro. Senza obiettivi, senza stimoli. Con la testa già rivolta al futuro, se possibile ancor più denso di punti interrogativi.

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