Roma-Juventus ‘Te lo dico su Facebook’: “L’avete sentito il terremoto?? Era il tiro del Capitano”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Zitti tutti, la Roma ? viva. E si rialza, con forza e orgoglio, nella serata pi? difficile, nella quale in molti erano gi? disposti a celebrare gli ennesimi funerali. I giallorossi ci sono e spezzano vari sortilegi, tornando a vincere in campionato dopo quasi due mesi e a battere la Juventus in casa dopo nove anni. Merito di Aurelio Andreazzoli e del gruppo, abile nel ricompattarsi e ritrovare preziose energie mentali, restituendo un po’ di gioia ed ottimismo ad un popolo affranto. Riviviamo l’1-0 dell’Olimpico attraverso analisi e commenti estrapolati dalla pagina ufficiale Facebook dedicata ai nostri colori.

 

Dubbi, perplessit?, concreti timori di prender legnate e batoste. Le ore dell’immediata vigilia sono accompagnate dai pensieri pi? oscuri. D’altronde, la classifica parla chiaro. Ventun punti di distacco testimoniano un’oceanica differenza di valori (soprattutto a livello fisico e mentale) tra Juventus e Roma. Novanta minuti, per?, restano novanta minuti. Un lasso di tempo limitato, dove chiunque pu? battere chiunque. Dove i sogni sono realizzabili e le imprese, anche le pi? ardue, non impossibili. Andreazzoli ha stimoli e coraggio, d? fiducia al suo 3-4-3 ponendo in primo piano la qualit?. Sorprese? Piris nel terzetto dei centrali difensivi, Torosidis e Marquinho titolari sugli esterni, Pjanic in mezzo con De Rossi ed il pluricontestato Osvaldo in attacco, affiancato da Lamela e Totti. Schieramento pressoch? inedito, dinanzi all’avversario pi? forte, rodato e cinico d’Italia. Presupposti che non incoraggiano Lucio (“Piris centrale? Ma siamo impazziti?”), Mario (“Marquinho alla Candela non mi convince.. avrei messo Balzaretti”) e Lorenzo (“Squadra completamente squilibrata. Andiamo incontro all’ennesima imbarcata”). Il pessimismo, che spesso confina con la tacita scaramanzia, sembra dilagare. Giulio la butta sull’ironia (“Sondaggio…ne prendiamo 13, 14 o 15?”), Luca intravede il dramma (“Sta partita mi ricorda Fiorentina-Juve 0-5 dell’anno scorso… sinceramente temo il peggio”). In silenzio, tra timori e paure, s’inizia. Sperando, sperando, sperando.

 

Gli occhi vanno un po’ dappertutto. Al cronometro, con l’auspicio che i minuti passino il pi? in fretta possibile. E al campo, cercando d’intravedere motivi di reale ottimismo. L’idea del colpaccio, almeno all’inizio, ? piuttosto remota. Il pareggio, per molti, sarebbe gi? un trionfo. La Roma in avvio sta l?, ben schierata, tranquilla e serena a far le sue cosine. La difesa regge, il centrocampo sorveglia pi? che badare alla costruzione. Osvaldo resta isolato e tenta, di tanto in tanto, di accendere la luce con iniziative volenterose ma complicate. La Juve? Che fa? A differenza di sempre, non esalta. Giochicchia, avanza pigra e priva d’idee, non aggredisce e non sbrana l’avversario in difficolt?. Vucinic, lezioso e dormiente come nelle sue peggiori giornate romaniste, ? lo specchio di una squadra un po’ stanca e forse rea del peccato di sottovalutazione dell’avversario. Il primo tempo scorre via senza sussulti. Paolo bada al sodo (“E quarantacinque minuti sono passati…bene cos?'”), mentre in tanti si lamentano per l’atteggiamento della Roma. Delusi sia Maurizio (“Come si fa ad essere soddisfatti? La Juve non sta giocando e noi invece di approfittarne passeggiamo timidi per il campo”) che Andrea (“Squadra sempre timida e impaurita. Siamo senza speranza”). Quindici minuti di riposo psicologico. Poi si torna a soffrire. Con la Roma.

 

Ecco, ora la Juve si sveglia. Ecco, ora sono guai. Ecco, ora ne prendiamo a grappoli. Tormenti, pensieri, negativit?. Purtroppo a questo, ultimamente, i tifosi romanisti sono stati abituati. Il pessimismo generale ? una logica (quanto triste) conseguenza. Nella nostra storia, tuttavia, c’? anche spazio per serate particolari. Dove l’imprevisto sostituisce il prevedibile, dove la magia esalta i suoi sensi. Dove la Roma, per quanto malconcia ed ammaccata, sa riscoprirsi tosta e virile. Tanto da iniziare a giocare, spaventando il nemico di turno. S?, la Roma lotta, combatte, alza testa e voce, dimostra di volerci provare. Al minuto tredici, Pjanic batte un calcio di punizione. Vidal respinge corto, dal limite dell’area Totti si coordina e fa partire un destro micidiale che s’insacca sotto la traversa di Buffon. Riviviamo l’emozione, il sussulto, il godimento. La perla del Capitano esalta Fabio (“Mamma mia che scaldabagno!!”), Marco (“Daje Buffon agguanta sta lavatrice”) e Tony (“L’avete sentito il terremoto?? Era il tiro del Capitano!!!!”). Siamo avanti, a pi? di mezzora dalla fine. Rapidamente si torna lucidi, consapevoli di una missione sempre difficile. Ma i minuti passano e la Roma non ha paura. E’ attenta in difesa, concentrata, persino tignosa (!), temibile nel riproporsi. Il 2-0 non arriva e si soffre fino alla fine. Quando Rocchi, al termine dei quattro di recupero, mette il fischietto alla bocca, c’? spazio per l’essenza pura della goduria. Sensazione che da un po’ non riuscivamo pi? a provare.

 

Come di consueto, di questi tempi, le opinioni all’interno del tifo restano varie e variegate. A molti, l’1-0 con la Juve arriva persino a far rabbia, stando ai commenti di Renato (“Sono incazzato nero!! Oggi grinta, palle e determinazione…fino a domenica scorsa una squadra di mummie!”) e Gabriele (“Aver visto la Roma di oggi e pensare che sia nona in classifica mi fa venire rabbia e rimpianti”). Per Carlo, addirittura, si tratta di un semplice fuoco di paglia: “Come potrei aver fiducia in questa squadra? Sono sicuro che domenica a Bergamo riperdiamo”. Altri preferiscono intravedere il lato positivo di un successo rinfrancante. I pi? ottimisti sono Pablo (“Ho rivisto un gruppo, una squadra e un allenatore. Da qui a fine stagione tutti uniti per risalire”) e Yuri (“Juve stanca, ma grande Roma. Spero sia la svolta a livello psicologico. C’? ancora un derby da vincere e una finale di Coppa Italia da conquistare”). Ora, godiamoci qualche ora in santa pace. Assaporiamo per bene l’impresa. Poi, penseremo al futuro. Ad una stagione complessa ed infinita, che forse pu? ancora riservarci qualche gradita sorpresa. Dipender? dalla Roma, dal gruppo, dal tecnico e anche dai tifosi. Da qui si pu? e si deve ripartire. Per non perdere l’ultimo treno disponibile.

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