Roma-Genoa ‘Te lo dico su Facebook’: “Mi illumino di Totti”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Serata d’esami duri e severi. Superati, anche se non a pieni voti. La Roma di Andreazzoli, contro il Genoa, inanella la terza vittoria consecutiva e si rimette in gioco in chiave Champions. Gara complicata, a tratti apparentemente stregata. Poi risolta dal carattere, dalla fortuna e dal ritrovato spirito di una gruppo che sembra aver dimenticato i disastri dell’ultimo scorcio d’era zemaniana. Riviviamo il 3-1 dell’Olimpico attraverso analisi e commenti estrapolati dalla pagina ufficiale Facebook dedicata ai colori giallorossi.

 

In tempi recenti, la Roma si ? specializzata nel gettare al vento occasioni d’oro. E la gara col Genoa, sulla carta, ? una di quelle opportunit? da non mancare. Si pu? accorciare sul terzo posto, sulla Lazio, sulla zona Europa League. Si pu? davvero compiere un passo importante. La platea romanista riassapora l’antico e dolce gusto dell’ambizione. Andreazzoli deve rinunciare a Marquinhos dal 1′: dentro Romagnoli accanto a Piris e Burdisso. Tutto confermato negli altri reparti, con Balzaretti preferito a Marquinho sull’out mancino di centrocampo. A Gica non convince il terzetto difensivo (“Senza Marquinhos l? dietro la vedo dura”), mentre Manuel gi? sente nostalgia del numero 7 (“Noooooo!! Voglio Marquinho a posto de Balzaretti!!”). Felice e azzeccata la previsione di Mauro: “E’ la serata di Francesco. Capit?, facce sogn?!”. Ore 20.45, Gervasoni fischia. Scocca l’ora dell’assalto.

 

Non ? un inizio travolgente. La Roma cerca di comandare il gioco con ordine e precisione. Dietro, l’inedito trio ? chiamato a controllare la grande voglia di rivalsa dell’ex Borriello. Daniele De Rossi in avvio ? il pi? “beccato”, in particolare da Emiliano (“Levate quer pupazzo de derossi dar campo”), Marco (“De Rossi ha toccato 4 palle e ne ha sbagliate 5, namo bene!!”) e Vito (“De Rossi dopo prendi l’aulin .. Bertolacci te la nasconde”). Eppure, al 14′ , ? proprio Capitan Futuro ad incunearsi in area e costringere Bovo al fallo da rigore. Dagli undici metri Francesco Totti non perdona. Frey pu? solo sfiorare, Roma in vantaggio. Gol numero 225 in Serie A per il Capitano. “Mi illumino di Totti”, ? il poetico verso di Domenico, condiviso da Gianni (“Non so pi? cosa dire su Totti. Per lui parlano i numeri. 225 e basta!!”). La Roma non ? spietata, non mette all’angolo il Genoa e lo tiene in partita. Gli ospiti prendono campo e dimostrano di crederci. Al 41′ grave ingenuit? di Burdisso, che frana su Borriello in piena area. Ammonizione e penalty, dal dischetto l’ex ? freddo e glaciale. 1-1 e si va al riposo col doppio rammarico, dovuto anche al preoccupante infortunio di Pjanic (brutta distorsione alla caviglia, dentro Bradley al 39′). Il giudizio di Carmelo ? conciso: “Al di la della fesseria di Burdisso, pessimo primo tempo della squadra”. Si concentrano sui singoli sia Diego (“Balzaretti via subito… aprite il calciomercato per un attimo e vendetelo per 5? al Portogruaro”) che Monica (“Lamela e Osvaldo da Bergamo non hanno ancora tolto il pigiama. Ma si pu? entrare in campo cos? svogliati?”). Il Genoa si conferma matassa dura da sbrogliare. Ma di questi tempi, la Roma ha in tasca la ricetta della vittoria.

 

La ripresa non parte a mille. La manovra giallorossa appare lenta e priva di spunti, il Genoa ? ben coperto e pungente in fase di ripartenza. Le squadre forti e consapevoli del proprio bagaglio, tuttavia, sanno tirarsi fuori anche dalle situazioni pi? complicate, vincendo con l’episodio, il guizzo, l’attimo vincente. S?, certe partite si vincono all’improvviso. Sfruttando la minima incertezza dell’avversario di turno. Minuto 58: Totti, da corner, scodella in area. Stacca su tutti lui, il bimbo, il piccolo, il giovane rampollo di Trigoria. Alessio Romagnoli, anni 18, festeggia il suo primo centro in A, sommerso dall’abbraccio dei compagni. “Il migliore della difesa, molto pi? sicuro e solido del disastroso Burdisso. Un premio meritato, grande Alessio!!”, sottolinea Antonio. Non ? finita, il cammino ? lungo. Il Genoa c’?, ha voglia e in un paio di circostanze serve il miglior Stekelenburg per evitare il peggio. Sale la tensione, la gara s’innervosisce. Gervasoni caccia prima Ballardini, poi Kucka (per doppia ammonizione) dopo un diverbio con Totti. Nel finale, la Roma la chiude. Il Capitano completa una grande serata servendo, dalla destra, un gustoso assist per Perrotta (entrato nella ripresa). Super Simo batte Frey e ritrova il gol all’Olimpico dopo quasi due anni. Michele ha in serbo una proposta speciale: “Simone uomo spogliatoio, simbolo ed esempio per i giovani, a differenza di gente come Osvaldo. Perch? non rinnovargli il contratto per un altro anno?“. Gi?, perch? no?

 

Dopo un bel po’ di sofferenza, si pu? chiudere in bellezza. Con un sonoro 3-1 stampato sui tabelloni dell’Olimpico, una classifica promettente ed un Capitano sommerso dall’abbraccio dei piccoli Cristian e Chanel, in volo verso il traguardo impossibile: Silvio Piola, forgiato dall’imponenza dei suoi 273 gol. Francesco ? l’uomo dei sogni, e finch? continuer? a trascinare la Roma (auguriamoci anche ben oltre il 2014) potr? sperare nel traguardo pi? proibitivo. Ed anche, cosa ancor pi? importante, di tornare a gioire per i successi della sua squadra. Il primo obiettivo da centrare ? una preziosissima qualificazione europea. “Andiamo a prendere il terzo posto e Silvio Piola. Dajjjjeeeeeeeee…..”, ? il grido di Giulio. Il 3-1 al Genoa esalta Mario (“E anche stavolta i gufi se ne vanno a casa con le pive nel sacco. Occhio che la Roma sta arrivando…”) e Claudio (“Siamo tornati. Vittoria da grande squadra, che ha saputo soffrire e colpire al momento giusto. Finalmente la Roma!”). Non mancano le voci fuori dal coro, ad esempio Luca (“Grande Roma ma vorrei capire che ci fa ancora in campo Bradley al posto di Florenzi”) e Max (“La gara non mi ? piaciuta. Se vogliamo vincere la Coppa Italia e arrivare terzi dobbiamo fare meglio. Difesa sempre in imbarazzo, De Rossi in forma precaria, Osvaldo e Lamela due mezzi fantasmi”). Bello, comunque. Bello discutere e confrontarsi dopo aver vinto ed incamerato tre punti d’oro. E’ presto per festeggiare ed esaltarsi. Ma ? fondamentale aver ritrovato la Roma. Quella vera, quella forte. Quella che vince e ci fa andare a dormire felici.

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