Roma-Atalanta ‘Te lo dico su Facebook’: “Pallò, tu sì che porti bene…altro che DiBenedetto…”

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Questione di analogie. Un anno e sette giorni fa, il 1° ottobre 2011, la Roma di Luis Enrique ottenne la prima vittoria casalinga del campionato battendo con due gol di scarto (3-1) l’Atalanta, prima della sosta forzata per gli impegni delle nazionali.

 

Altro anno, altra storia, stesso tema e identico finale. Stavolta è Zdenek Zeman a brindare, tornando al successo all’Olimpico dopo ben tredici anni di attesa (l’ultima volta in un Roma-Cagliari 3-1 del 16 maggio 1999). Tra sofferenze e polemiche, ecco i tre punti. Riviviamone la conquista attraverso commenti e opinioni del popolo giallorosso di Facebook.

 

E’ la grande mattina delle stelle. La gente fa il suo ingresso sugli spalti mentre vien reso onore ai campioni della Roma di un tempo. L’Hall Of Fame è fatta, pronta per esser celebrata. I fuoriclasse, tutti presenti (o quasi). C’è Kawasaki Rocca, “Core de Roma” Losi, il Divino Falcao. Poi Pluto Aldair, Tancredi, Bruno Conti, Pruzzo. Ed altri degnissimi rappresentanti come la moglie di Agostino Di Bartolomei e le figlie di Fulvio “Fuffo” Bernardini e Amadeo “Fornaretto” Amadei. Emozioni, flashback, poi la partita, utile a ricordarci che la Roma ha anche un presente e soprattutto un futuro. La magia del tempo che fu quasi svanisce, si torna all’attualità e alla formazione prescelta da Zeman per il match con l’Atalanta. Oltre a Burdisso (la cui assenza era prevedibile) restano in panchina anche De Rossi e Osvaldo. Rientra Piris a destra, al centro della difesa c’è Marquinhos con Castàn, a sinistra Balzaretti: tutti davanti a Stekelenburg. In mediana confermato Tachtsidis, affiancato da Bradley e Florenzi. Davanti tridente Lamela-Destro-Totti. Le scelte del boemo incontrano opinioni diametralmente opposte. C’è chi è in disaccordo, come Daniel (“Osvaldo in panchina?? Ma si è bevuto il cervello Zeman??”), Benedetta (“La follia…”) e Roberto (“Luis… se lo facevi tu te sparavano!!!”), e chi invece si dimostra in completa sintonia. E’ il caso di Alessandro (“Zeman ti stimo!! Fuori i lavativi…”), Alessio (“Fuori De Rossi, cosi magari se sveja”) e Dani (“Daniele quando parlera di meno e correra di più potrà tornare a giocare”). Al campo l’ardua sentenza. Si va.

 

E almeno per mezzora, sembrerebbero aver ragione i “contestatori”. La Roma, com’è scritto nel suo dna, non parte a razzo, né cattiva, né decisa, né aggressiva. E’ conscia dell’impegno delicato che affronta e viaggia al piccolo trotto, mostrandosi leggera e impaurita ad ogni tocco, con poche idee e molti imbarazzi in difesa. L’Atalanta prende subito coraggio e sfiora il gol con Denis (miracolo di Stekelenburg a tu per tu con l’argentino), Maxi Moralez (traversa sotto misura) e di nuovo Denis (sinistro a lato di un soffio nel cuore dell’area di rigore). Brividi ravvicinati che terrorizzano l’Olimpico e sembrano stordire una Roma già sufficientemente frastornata. E’ una partita dura, che ha bisogno d’esser sbloccata (anche sul piano mentale) da un episodio. Al 30′ la premiata ditta Lamela-Totti disegna il piccolo capolavoro di giornata. Il Coco pesca Totti al limite e s’inserisce in profondità, perfetto cucchiaino di ritorno del Capitano, l’argentino protegge la sfera e l’accarezza quel tanto che basta per ingannare Consigli e realizzare l’1-0. “Sì ma siamo inguardabili”, sottolinea Andrea. Il provvisorio vantaggio non attenua il clima di malcontento. Da segnalare la profonda onestà di Marco (“Regà svejateveee! Questo segna de malleolo sotto porta… Contro una squadra vera stavamo sotto 4-0 dopo 20 minuti!!”), Michele (“Se c’era un’altra squadra adesso avevamo solo accorciato le distanze.. stamo a pezzi”) e Massimiliano (“Abbiamo avuto fortuna, l’Aatalanta doveva stare 3-0…”). Eppure, il gol riesce a risvegliare un po’ la Roma. Meno passiva e più vivace nel finale. Su assist di Lamela, Destro avrebbe la palla del 2-0 ma stampa sulla traversa la sua prima (potenziale) gioia romanista. A fine primo tempo, Paolo attacca: “Senza esterni di attacco non sarà mai la Roma di Zeman..Totti gioca a centrocampo, Lamela non si butta mai nello spazio..solo la fortuna oggi ci sta evitando altre delusioni..”. Ah, la fortuna. Se solo nella nostra storia ci avesse fatto compagnia un po’ più spesso.

 

Il timore è che l’inizio della ripresa possa ricordare molto da vicino l’avvio dei primi 45′. Non è così, ed è un bene. L’Atalanta non sembra granché pericolosa, la Roma (pur senza strafare) è più sciolta ed è sufficiente un affondo al 62′ per raddoppiare. Florenzi propone per Destro al limite, coordinazione e gran botta respinta goffamente da Consigli. La furia di Bradley è decisiva: tap in letale, 2-0 Roma, ci si può rilassare (almeno per un attimo). “Capitan America” è l’appellativo più in voga per l’ex mediano del Chievo, al suo primo centro in giallorosso. Ma non solo. Maruska opta per un più semplice “Dajeee Mastro Lindooooo!!!” . Relax, dicevamo, giusto il tempo di metter palla al centro e ricominciare. Albano, tra il serio e l’ironico, si domanda: “Ora che facciamo? Ripetiamo Roma-Bologna??”, mentre Carlo il malizioso dice la sua sul ritrovato vigore della squadra: “Sarà che Pallotta ha portato gli stipendi?”. Malefica perfidia. La gara scorre, tutto sommato tranquillamente. La terna arbitrale annulla un gol validissimo di Denis al 73′ (fuorigioco inesistente) ed evita all’Olimpico un quarto d’ora finale d’inferno e fantasmi.

 

Si vince, ed è una notizia. Si vince in casa, ed è ancor più uno scoop. Si guarda la classifica a fine giornata e non è neanche malaccio (anzi…). La soluzione, forse, è davvero nel presidente. L’ultimo 2-0 interno della Roma risaliva all’8 gennaio, contro il Chievo, e in tribuna d’onore, come ieri, c’era lui, James Pallotta. Il commento finale al lieto pomeriggio è di Walter: “Pallò tu si che porti bene.. altro che DiBenedetto…”. E allora, affidiamoci alla scaramanzia, e auguriamoci che sia già prenotato un biglietto per il Presidentissimo con direzione stadio Marassi di Genova, luogo in cui torneremo protagonisti tra due settimane (contro il Grifo di De Canio…e Borriello). Un anno fa, dopo la sosta, a Luis Enrique toccò il derby. Quello perso al 93′ con gol di Klose. Stavolta, auspichiamo che a Zeman vada meglio. E che questa stagione inizi a prendere definitivamente una piega positiva.

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