Roma-Atalanta ‘Te lo dico su Facebook’: “Ma Osvaldo cos’ha nel cervello?”

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Cara vecchia Coppa Italia, quanto ti vogliamo bene. Sarà che la nostra bacheca non pullula di eroiche conquiste. Sarà che vantiamo un solo primato (le nove Coppe), seppur condiviso con la Juve, e vorremmo tanto consolidarlo. Anzi, magari farlo tutto nostro, toccando per primi quota dieci. Con la gioia di stamparci sul petto l’ormai famosa stella d’argento. Sarà la volta buona? Chissà. La Roma inizia bene il suo percorso battendo l’Atalanta, in attesa di conoscere il nome dell’avversario ai quarti di finale (Udinese o Fiorentina). Riviviamo il 3-0 agli orobici attraverso commenti e analisi del popolo giallorosso di Facebook.

 

Gelo invernale, campo in pessime condizioni ed avversario in versione original. Senza seconde linee, con tutti i migliori dentro: da Schelotto a Cigarini, da Moralez a Denis. Se all’Olimpico si presenta un Colantuono ambizioso, anche Zeman dimostra di voler fare sul serio. Leggero turn over, ma vista la panchina di sabato scorso ciò non costituisce uno svantaggio in termini tecnici. Tutt’altro. C’è il ritorno di Stekelenburg in porta, con Piris e Balzaretti confermati sulle corsie difensive. Debutto per il 17enne Alessio Romagnoli al centro con Burdisso. In mediana torna De Rossi dal 1′, affiancato da Bradley e Pjanic. Davanti, altro gradito rientro: quello di Nico Lopez, posizionato sulla destra. Ad Osvaldo e Destro gli altri due posti del reparto avanzato. Il tifoso romanista si conferma…unico. Pochi riferimenti ai rientri dei tre big (Stek, Nicolas e DDR), massima attenzione rivolta al Conejo, baby idolo del popolo. Gioia pura nelle parole di Maurizio (“FINALMENTE IL CASTORO!!”), Adriana (“Je l’ha fatta a mette Lopez!”) e Francesco (“Daje col mini topo!!”). All’appello manca un altro fanciullo dal grande appeal. Ne avvertono subito l’assenza Daniele (“Ma Dodò?? E’ vivo??”) e Valerio (“L’hanno comprato come porta borracce??”). Da notare l’eccelsa preparazione tecnica dell’utenza romanista di Facebook, che a volte mette in imbarazzo persino gli addetti ai lavori. “Scusate, che partita è??”, chiede Niccolò. Una partita della Roma, e ciò basta a scaldarci il cuore. Carmine Russo (oh no…) fischia l’inizio. Coppa Italia sarà.

 

Sin dai primi minuti s’intuisce la voglia di calcio dei ragazzi di Zeman. E’ il 21′, quando, nel freddo glaciale dell’Olimpico, s’illumina la stella bosniaca di Tuzla. Miralem Pjanic, in serata di grazia, decide di salire in cattedra. E lo fa alla sua maniera, partendo in progressione centrale dalla trequarti, evitando un avversario e calciando verso la porta. Il buon Consigli si ricorda di un Roma-Atalanta di due anni fa, quando (sotto la Nord) papereggiò su Vucinic, e replica la perla. Intervento goffo e sbilenco, palla dentro. Siamo già avanti. Precisa e puntuale la descrizione del gol da parte di Alessio: “Gran bucio de c…o!!”. Il vero idolo, più che Pjanic, diventa il povero portiere atalantino. Sia per Fernando (“Daje Consigli Daje!!!”), che per Gianni (“Dopo Viviano altro regalo di Consigli. D’altronde siamo sotto Natale…”). La Roma c’è, sta bene, copre e riparte. Alla mezzora, filtrante di Destro per Osvaldo. Il suggerimento sembra lungo, Raimondi è in vantaggio, ma d’arroganza il Johnny Depp dei Noantri spedisce in fallo laterale il terzino di Colantuono e anticipa Consigli con un tocco furbo e spietato. Sono due. Cristian ci offre la sua visione analitica dell’azione: “Li ha inchiappettati per bene!!”. Per Carlo, “Consigli e Raimondi se sò giocati l’over regà… matematico!”. Chissà. E’ un bel primo tempo, di gol e cinismo. Chi non convince del tutto è il timido Nico Lopez. A spiegarci i motivi della prestazione balbettante del talento uruguagio è Paolo: “Ammazza quant’è brutto.. ma ndo l’hanno preso?”. Troppo severo, forse. Si va al riposo, a soli 45′ dai quarti di finale.

 

L’Atalanta tenta di reagire. Avrebbe anche gli uomini giusti per dar fastidio alla Roma, ma i giallorossi volano a doppia velocità. Il terzo gol, al 51′, è l’emblema del perfetto contropiede: De Rossi, Pjanic, Destro. La sfera viaggia esclusivamente in verticale, e finisce in rete grazie al tocco chirurgico del centravanti marchigiano. 3-0, è praticamente fatta. O quasi. L’entusiasmo contagia Raniero (“QUANTO DIAMINE PO ESSE STATA ZEMANIANA ST’AZIONE!?!?!?!?”), Carmine (“Datelo a Pjanic! Il gol è suo!”), Tiziano (“Ma Pjanic s’è messo in testa de fa il giocatore de pallone?“) e Mario (“A Colantuò piate ste tre porpette!!”). Sì insomma, sembra una ripresa tranquilla. Con la Roma a caccia del secondo poker in tre giorni. Ma dietro l’angolo, c’è il fattaccio. Al 53′, su azione da corner, Osvaldo sferra un’inutile e sciocca gomitata a Matheu. Russo vede, estrae il rosso e lascia Zeman in dieci. “Osvaldo è un imbecille”, sentenzia Danilo, supportato da Mauro (“J’è ripartita la brocca n’altra volta…”) e Francesco (“Ma Osvaldo cos’ha nel cervello??”). Più di mezzora da giocare in inferiorità numerica, tre i gol da difendere. Inutile negarlo: per qualche minuto abbiamo tutti avuto paura della maxi-beffa. Molto zemaniana, molto romanista. Timori smorzati in fretta. De Rossi e soci rischiano poco, gestendo autorevolmente l’ampio vantaggio. Il prode Russo riesce (come sempre) a rendersi protagonista, negando due rigori solari per parte. Inevitabile la stroncatura di Lucio (“Ancora fanno arbitrà st’incapace?”) e Alberto (“A questo nn je farei arbitrà manco il derby del cuore”). Nel finale, Stekelenburg “stoppa” Parra ed il neoentrato Dodò si disimpegna in un paio di chiusure e ripartenze sull’out mancino. Il triplice fischio manda la Roma ai quarti, da disputare il prossimo 9 gennaio. Sognare, fino a prova contraria, non è reato. La speranza è di alzare al cielo la Coppa, il 26 maggio prossimo. Nel nostro stadio. Per la decima volta. Chiediamo troppo?

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