Social Tribuna, Roma-Lazio 2-0: Felici come bambini

Il fotogramma di un bambino irriverente conquista il web giallorosso. La Roma stravince il derby prima della pausa, il che significa due settimane di sfottò da rivolgere ai laziali

di Bruno Di Benedetto, @BrunoDibe

E’ seduto, il busto in avanti, i gomiti appoggiati sulle gambe. O forse è appoggiato a un banco. Non si capisce bene, la telecamera taglia l’immagine. Sei, sette anni al massimo, gli occhi azzurri, la maglia giallorossa sotto la felpetta grigia. Con lo sguardo innocente, sinceramente coinvolto dallo spettacolo a cui sta assistendo, osserva il derby a 10 minuti dallo scadere. Sarà la tensione, saranno dei cattivi esempi… il bambino romanista tiene i pugni vicini e chiusi davanti a sé. Solo le due piccole dita medie restano alzate.

Può piacere o non piacere, può entusiasmare o può indignare. Tuttavia quel bambino, inquadrato da Sky Sport al 33′ del secondo tempo, la cui foto sta facendo il giro del web romanista da quasi 24 ore, è IL tifoso romanista vincitore del derby. Lo è in quanto strappo alla regola e al buon costume, in quanto gesto irriverentissimo che nella rivalità più accesa, quella in cui vale tutto, non è solo concesso, ma anzi incoraggiato dalla folla euforica. Quando è Roma-Lazio la città vive o muore intorno ad una partita di calcio, e quindi per un gioco. Quando è Roma-Lazio si è tutti bambini.

Ciò detto, cerchiamo di capire meglio e di fornire un’esauriente rassegna dei fatti social di ieri. La Roma ha vinto, anzi stravinto il derby. Sì, obietta qualcuno, grazie a un rigore che non c’era… “Meglio! – risponde il romanista – ci si gode molto di più!“. Guido De Angelis, commentatore fazioso della Lazio per Mediaset, in diretta non ci crede e grida alla cospirazione: “Questi sono regali che fanno alle squadre che devono andare avanti. Non è possibile“. Il romanista impazzisce. Ascolta e riascolta, guarda e riguarda il video. Poi va su facebook e commenta:  “Gomblotto!”, “Abbanga!!! (traduzione per principianti: ‘la banca!!!‘, ndr)”, e ride di gusto, mette “like” a tutto spiano, festeggia felice il giorno della sua festa. Fabrizio ci prova ad essere serio: “No ragazzi, comunque è una cosa vergognosa, è assolutamente un fatto che va contro lo Sport… Assolutamente io mi vergahahahah“. Seguono tre righe di ilarità.

Non un commento negativo. Fra pagine e pagine di web intasate di materiale giallorosso non una lamentela, nemmeno un “non c’è niente da festeggiare; chi ha la mentalità vincente non festeggia”. Tutti felici, tutti amici. Nainggolan capitano e migliore in campo: “Grande guerriero, ha onorato la fascia come si deve(Vittorio). Vainqueur e Rudiger finalmente parte della squadra: “Forse dovremo avere più pazienza e credere nei nostri giocatori(Andrea). Dzeko a segno solo quando conta: “Tre gol in tre partitelle da niente contro Juventus, Bayer e Lazio, e prestazioni sempre ottime. Ditemi se non è un attaccante questo!(Michele). Gervinho trascinatore di squadre e popoli: “Fa davvero la differenza ragazzi, che giocatore(Fabrizio). E infine Rudi Garcia, forse tornato con un po’ di stabilità in quella chiesa, eretta insieme ai suoi ragazzi tre anni fa, al centro del villaggio: “Oggi ha preparato la partita da grande tecnico. Ogni dettaglio, ogni situazione è stata ben studiata e ben sviluppata(Matteo).E #Garciavattene? Non va più di moda?“, chiedono da più parti. Questa volta a rispondere è solo il soffiare del vento.

Altri fatti che non possono non essere menzionati. Lulic interviene criminalmente sulla caviglia di Salah senza essere visto (né quindi punito) dall’arbitro. Impossibile riportare qui i commenti dedicati al bosniaco e alla sua intera genia; per trovarli ad ogni lettore romanista basterà guardare nella parte più profonda e oscura di sé. Si passa alle foto dei festeggiamenti nello spogliatoio: Nainggolan a petto nudo sembra dirigere le danze, ma su chi sia il vero protagonista del dopo-gara, Nicolò non ha dubbi: “Ora inizia la partita di Maicon“. A farsi la doccia con i compagni c’è anche De Rossi, assente in campo ma certamente sudato quando i compagni di squadra dopo un’ora e mezza trascorsa a sbracciarsi e a mostrare la vena in tribuna. Nello spogliatoio invece della Lazio non si sa cosa accade, però torna alla mente quella foto di Szczesny a Formello… un’altra piccola perla di cui sorridere.

Abbiamo quasi finito: c’è ancora Pioli che lamenta un match falsato dalle scelte arbitrali si becca gli insulti e aumenta il tasso di sfottò. Poi c’è Felipe Anderson che comincia ad esultare prima ancora che il suo missile si infranga sulla traversa. C’è Mauricio che prova ad acchiappare Gervinho ma prende aria, aria e soltanto aria. C’è infine qualcuno che si dispiace per l’assenza della Curva Sud ad una festa del genere, e stavolta dispiace proprio a tutti. Sarebbe stato più divertente, non c’è dubbio. Ma ognuno combatte le sue battaglie, ed è anche giusto così.

Dovrebbe esserci tutto. Ora la pausa, ciliegina sulla torta che allunga l’eco del derby di due settimane. I giallorossi riprenderanno il campionato da secondi in classifica, a Bologna. Quasi certamente non ci sarà Salah ma, Nazionali permettendo, Rudi Garcia dovrebbe poter contare su una rosa un po’ più lunga. Sperando che finalmente sia stata messa da parte ogni perplessità, la Roma e il suo popolo possono finalmente incominciare a divertirsi.

 

 

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