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Social Tribuna, Roma-Genoa 2-0: il nostro abbraccio è solo per dirti addio

Per l'ultima del 2015 i giocatori e il ds Sabatini si schierano con l'allenatore ma i tifosi non hanno dubbi: Garcia deve essere esonerato. Sadiq benedetto dalla formula "lasciatelo crescere in pace", mentre le nubi si addensano su Dzeko

Bruno Di Benedetto

Era nato con una vittoria poco convincente (0-1 in casa dell'Udinese), e con una vittoria poco convincente morirà tra pochi giorni il 2015 della Roma. Tra i due estremi si ricordano una crisi di gioco durata da gennaio a maggio, e riapparsa  drammaticamente a novembre, alcune importanti contestazioni dei tifosi alla squadra e alla dirigenza, la chiusura della curva, due derby vinti di cui uno cruciale per la qualificazione alla Champions League ora in corso, e un paio di sconfitte davvero memorabili. Nel complesso 52 partite disputate, 20 vittorie, altrettanti pareggi e 12 sconfitte. Questi i fatti e i numeri da sezionare all'infinito per comprendere a fondo i motivi per cui ad oggi, la Roma, almeno per i tifosi romanisti, non è un'isola felice del calcio. Crediamo di parlare a nome della comunità giallorossa se citiamo, correggendola e censurandola, la storica battuta pronunciata da Giovanni Garrone nel film Vacanze di Natale: "E anche questo 2015 se lo semo levato dalle...".

Procedendo lungo la via delle libere associazioni, il tifoso a questo potrebbe pensare: "Peccato che non ci siamo ancora levati Garcia"; in bilico sopra il burrone dopo Roma-Spezia, il tecnico francese sembra infatti miracolosamente sopravvissuto all'ennesimo pericolo, grazie alla vittoria ma soprattutto al sostegno dei suoi giocatori e di Sabatini. I molti romanisti a casa, così come i pochi recatisi allo stadio, non l'hanno presa benissimo. Al ds che garantisce: "Il sangue ci sarà, ma non sarà quello del mister", Davide ribatte con una deduzione: "Allora sarà quello delle vene nostre". Tradotto in termini più espliciti da Guido: "Sarà quello che saremo costretti a sputare noi fino a fine stagione.. Per carità, sempre forza Roma e speriamo (per l'ennesima volta) finalmente in un cambio di passo, come facciamo in pratica dopo ogni vittoria da un anno a questa parte...". E questo per quanto riguarda le reazioni contenute.

Quando infatti Florenzi segna la rete del 1-0, ed insieme ai compagni corre ad abbracciare il mister, la reazione spontanea di Ciro risuona con un delicato: "Abbracciate sto c***o". Alla pioggia di mi piace segue una discussione sulle possibili sfumature con cui interpretare il gesto. C'è chi come Leonardo e Danilo propende per una malevolenza zemaniana ("Forse sanno che con Garcia possono fare quel che vogliono"; "Se se ne va, la pacchia per loro finisce"), ma il partito di maggioranza preferisce spiegarsi la scena ponendo l'accento sulla differenza tra affetto umano e stima professionale. Che cosa significa ce lo spiega Johnatan: "In 3 anni di rapporto di lavoro si sviluppa anche un legame, non credete? Visto che è l'ultima partita di Garcia è stato bello vedere quell'abbraccio". Anche il commento di Jacopo ci può aiutare a capire, così lo riportiamo: "A prescindere da tutto quello che noi possiamo sapere, trovo per lo meno irrispettoso non riconoscere che è un bel gesto. Il calcio, il gioco, il campo è una cosa. Le persone e gli affetti sono un'altra".

Secondo questa visione, dunque, la squadra avrebbe tributato un ultimo caloroso saluto alla sua vecchia guida, ma con ciò non avrebbe preso posizione per la sua riconferma, che agli occhi dei tifosi appare un'opzione insostenibile. Sono però impressioni della prima ora; con il passare del tempo, considerate anche le summenzionate dichiarazioni di Sabatini, cresce la convinzione che la squadra stia effettivamente dalla parte del tecnico, e si diffonde di conseguenza la sensazione che l'addio di Rudi potrebbe non essere così scontato. Qui si nota l'elemento più interessante: se all'interno di Trigoria le opinioni sul futuro del Francese sono contrastanti, il popolo non sembra avere dubbi. Marco: "Pallotta non ti far venire idee strane. Abbiamo vinto con gli unici che stavano peggio di noi. Caccia di corsa Garcia". Alessio: "Confermare quel mediocre significa arrivare sesti a fine stagione. Poi trovalo a giugno uno che ti viene ad allenare senza soldi per il mercato e per la Champions. Alla prossima partita steccata si riparlerà subito di nuovo di Garcia in bilico e magari verrà anche esonerato, ma sarà troppo tardi". Seguono abbondanti i vari #GarciaOut e #GarciaVattene che ci fanno compagnia da inizio stagione.

Cè dunque una profonda scissione tra l'ambiente cittadino, fortemente contrario alla riconferma dell'allenatore, e una società che sembra tutt'altro che decisa (forse anche a causa della mancanza di alternative tecniche). Sullo sfondo si segnalano da una parte le prime serie contestazioni rivolte a Dzeko, espulso scioccamente al termine di un'altra partita fatta di tanta quantità e (purtroppo) zero gol segnati - dall'altra il primo gol di Sadiq, l'attaccante classe '97 entrato per sopperire alla mancanza del bosniaco e provare a tenere su il pallone in inferiorità numerica. Quella di Giovanni può suonare come una bestemmia: "Meglio Sadiq in 20 minuti che Dzeko in mezza stagione", ma sulla pagina facebook della Roma prende oltre 300 like. I più moderati invitano alla calma, alla pazienza nei confronti di Edin, che segnerà anche poco ma il cui valore è evidente in ogni sua giocata. Benediciamo comunque Sadiq con la divertente frase rituale che accompagna ogni giovane giallorosso di belle speranze: "mo-mi-raccomando-non-cominciate-a-fare-proclami-su-Sadiq-lasciamo-crescere-sto-ragazzo".

Auguriamo quindi in bocca al lupo al 18enne nigeriamo, e a tutti voi lettori di passare un buon Natale e un buon capodanno.