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Social Tribuna, Roma-Atalanta 0-2: “E anche quest’anno… vinciamo l’anno prossimo”

La disfatta dei giallorossi in casa azzoppa il campionato e fa esplodere un clima teso dall'inizio della stagione. Il web rilancia l'assalto a Rudi Garcia: il rapporto tra i tifosi e l'allenatore sembra proprio giunto al capolinea

Bruno Di Benedetto

Esattamente un mese fa, alla vigilia della partita contro l'Inter, la Roma era prima in classifica. Era bello essere in testa al campionato da due giornate, ma già allora, qualcuno lo ricorderà sicuramente, in città si respirava un'aria strana: sì, Gervinho e Salah segnavano a ripetizione, ma la squadra aveva recentemente collezionato due grigie figure in Champions League, a Borisov e a Leverkusen. Inoltre la difesa aveva incassato tanti gol, alcuni proprio evitabili, e tra i tifosi, pur tranquillizzati in quel momento dai numeri della classifica, sopravviveva la convinzione che mancasse un'identità di gioco. Intanto il primo allenatore della classe, Rudi Garcia, si godeva una breve siesta al riparo dalle voci che dalla prima giornata (Verona-Roma) lo avevano intimato a più riprese di andarsene. Due vittorie (una nel derby), un pareggio e tre sconfitte dopo, ci sembra di comprendere meglio quel clima particolare: non era una pace, era una tregua.

#GarciaVattene, #GarciaOut #SaveRoma: davanti agli occhi il miracolo della moltiplicazione degli hashtag. Da uno a tre nel giro di 31 giorni. E stavolta non sono solo i romani sulle pagine per tifosi accaniti, ma anche tanti stranieri dal profilo ufficiale della società: utenti con cognomi arabi attaccano l'allenatore della Roma, spesso aggiungendo con un certo compiacimento che senza Salah le cose si sono fatte decisamente più difficili. "Cappello! Cappello!", inneggia un ragazzo di nome Peter storpiando il nome dell'allenatore del terzo scudetto. Lui sbaglia a scrivere, ma tutto intorno c'è l'intero web giallorosso con la mano per votare il sostituto di Rudi. Spalletti e Conte sembrano favoriti in un exit poll in cui anche Mazzarri si trova davanti a Garcia.

Ormai è chiaro: Roma, intesa come la città dei tifosi, non crede più nel suo mister. "Possiamo fare una petizione per cacciare via Garcia? - propone Salvatore - Facciamogli capire che non è più gradito, che la tifoseria non lo vuole. Vogliamo vedere una squadra che gioca a calcio!". "Che amarezza - riflette Lorenzo - ho sempre giustificato Garcia e lo ringrazio per questi due anni, ma se sbaglia anche la partita contro il Bate per HA FINITO ed è da esonero. Se poi avesse il coraggio di consegnare le dimissioni già oggi... le accetterei. Troppi fantasmi stavolta impedirebbero una vera rinascita ormai". Pino infine scrive direttamente un modello di lettera di dimissioni: "Ho capito che la rosa non mi segue più perché purtroppo ho commesso troppi errori in questi anni a Roma. Quindi per dimostrare il bene della Roma ho deciso di dare le dimissioni sperando che questo funga da scossa alla squadra e auguro il meglio all'allenatore che mi succederà. La stagione si può ancora recuperare,ma io non sono in grado di farlo. Daje Roma".

Ci sembrano tre commenti moderati, e perciò ancora più significativi. Non è solo il tifoso accecato dalla rabbia a voler esonerare Rudi Garcia, ma anche quello che riflette con calma, valutando i pro e i contro. A dieci giorni dal primo vero banco di prova della stagione (Roma-Bate) e a due settimane da uno scontro dentro-fuori per la corsa allo scudetto (Napoli-Roma, il 13 dicembre), molti già si mettono le mani nei capelli, annusando l'aria e constatando che "anche quest'anno... vinciamo l'anno prossimo". Sia o non sia giustificato un tale pessimismo, la sensazione è che difficilmente si potrebbe costruire un'apologia dell'allenatore giallorosso. Significativo in questo senso, è che comunque nessuno provi ad imbastirne una, nemmeno sui social network. "Ho già capito che come al solito non cambierà un c***o", constata Francesco, il quale non credo più ad un'uscita dalla crisi. Arreso quanto lui è Joseph: "ciclo finito: è meglio per tutti che le strade si dividano".

Il mister è abbandonato, poco sentimento è rimasto per lui: lasciato in pace quando vince, bersagliato quando perde. Ascoltando i messaggi della dirigenza, determinata a portare avanti il rapporto con Garcia fino al termine della stagione, vengono in mente immagini e pensieri di un amore finito. Diceva un noto cantautore che "quando l'amore che strappa i capelli è perduto ormai", nella migliore delle ipotesi, verificatasi nel caso in questione proprio un mese fa, "non resta altro che qualche svogliata carezza, e un po' di tenerezza".