Social Tribuna, Real Madrid-Roma 2-0: Disperso sulla montagna delle aspettative

Accolto come l’uomo della provvidenza da un bagno di folla, Edin Dzeko sta deludendo le grandi speranze riposte in lui dal popolo giallorosso. Agli occhi dei tifosi il gol fallito ieri sera pesa più dei due assist serviti a Salah

di Bruno Di Benedetto, @BrunoDibe

Quel paesaggio che Edin Dzeko può raccontare di aver visto il 6 agosto a Fiumicino, quando per la prima volta usciva dall’aeroporto come giocatore della Roma, non è segnato sulle cartine, né del resto si para davanti al normale viaggiatore. Un enorme fiume di persone e un’imponente montagna di aspettative accoglievano l’uomo provvidenziale nella Capitale, mostrandogli fin dal primo momento la propria geografia sincera. Chiuso all’interno della macchina della società, Edin iniziava quel giorno un lento cammino attraverso la difficile regione, nelle profondità della quale era incaricato di ritrovare quel tesoro da tempo sepolto, noto con il nome di “scudetto”.

Questo incipit da racconto di avventura ci serve per ricordare come Dzeko non sia arrivato alla Roma come un giocatore “normale”. La città aspettava da tempo un grande bomber, “l’attaccante risolutivo“, quello che avrebbe fatto fare il salto di qualità e finalmente messo la squadra in condizione di lottare per il campionato; di conseguenza lo si è accolto con una manifestazione di affetto a metà strada tra la festa alla Nazionale nel 2006 e l’orda zombie di Walking Dead.  Contro ogni previsione, se non quella dei più pessimisti, sette mesi dopo il nostro esploratore sembra essersi smarrito: è più lento, più insicuro, e soprattutto non segna abbastanza. I tifosi, che dal canto loro avevano provato a seppellire l’incredibile figuraccia di Roma-Palermo sotto alla successiva doppietta, all’ennesimo appuntamento mancato, contro il Real al Bernabeu, sono esplosi sui social network.

Marco per esempio scrive: “Ho difeso Dzeko veramente fino alla fine, ma da oggi ho la conferma che purtroppo non è un top player. Oggi Spalletti ha voluto giocarsi tutte le sue carte, dandogli ancora fiducia e secondo me ha fatto bene. Dopo questa ennesima prestazione però dobbiamo seriamente pensare che per arrivare a risultati importanti abbiamo bisogno di un attaccante determinante… E Dzeko non è assolutamente così“. Ecco esposta in maniera chiara, concisa ed equilibrata, la lamentela dei romanisti nei confronti del centravanti bosniaco. D’altra parte Davide prova a sfumare il giudizio, facendo notare che “Dzeko però ha messo anche due volte in porta Salah. Ok, il gol sbagliato, ma non ha fatto malissimo“. Come ampiamente prevedibile, tuttavia, il tono generale è molto meno moderato; a parte le GIF di gente famosa che scuote la testa sconsolata, curiosa è soprattutto la tesi dei tanti, ma davvero tanti tifosi che vorrebbero Totti in campo al posto del Bosniaco.

Di seguito una serie di commenti, tutti premiati con numerosi ‘mi piace’: “Io vorrei che qualche intenditore di calcio mi spiegasse seriamente perché Dzeko può giocare e Totti no(Maurizio);Semplice domanda: ma tu c’hai Dzeko e Totti, chi metti tra i due!?!? Piccolo aiuto: uno è un Campione, l altro è uno scaldabagno!(Emanuele);Inaccettabile lasciare Totti in panchina per far giocare una ‘pippa’ come Dzeko. Il tributo del Bernabeu lo dimostra(Andrea).

Come reagire a questo genere di reazioni? Bhe, si potrebbe cominciare sottolineando come in esse sia implicita una critica a Spalletti, l’amato allenatore, ancora più amato dopo le dichiarazioni di scontentezza del post partita. Dispiace non lasciare spazio agli elogi rivolti al mister su twitter e facebook, tuttavia se questo è l’andazzo arriverà presto il giorno in cui Social Tribuna muterà nome in Social Spalletti (e questa è quasi una promessa). Tornando a coloro che preferiscono Totti a Dzeko, se si decide ignorare la critica al tecnico, non resta che spiegarsi tale atteggiamento come una pulsione suscitata dall’accoglienza rivolta dal Bernabeu al Capitano; vedere uno dei più grandi stadi del mondo alzarsi in piedi per Totti riempie davvero il petto di orgoglio (ma anche, aggiungiamo, di malinconia).

Tornando a Dzeko, la sensazione non è tanto che si critichi la prestazione in sé (se Salah avesse convertito in rete uno  o entrambi gli assist servitigli abilmente dall’attaccante bosniaco sarebbe difficile valutarlo molto negativamente). A rendere così intensa la reazione è la grande distanza tra aspettative e realtà. Non si tratta tanto di rabbia, quanto di delusione. A questo punto resta in bilico la decisione sul da farsi; alcuni la pensano come Fabrizio – “Dzeko non può giocare, e se si fa l’errore di farlo giocare, allora si può e si deve sostituire” – o addirittura come Alessandro – “Ora basta co Dzeko. Via a giugno e tornasse Sanabria, tanto i soldi per un bomber vero non li abbiamo“. L’altra campana la suona invece Axel:Ma quelli che criticano Dzeko ci capiscono così poco davvero o fanno solo per far casino? No perché se fate solo per far caciara ok, ma se ci capite davvero così poco forse è meglio che cambiate sport, ha messo 2 volte davanti alla porta i compagni con palloni che se li avesse messi Totti tutti a dire “ooh..uuuh”… ma ormai lo sport è criticare a prescindere Dzeko quindi ci si ricorda solo del goal sbagliato il primo tempo“.

Se pure siamo tentatissimi di prendere posizione come Social Tribuna, lasciamo al tempo il potere di determinare quale dei due partiti avrà ragione sull’altro. Nel frattempo tributiamo ad Andrea il merito per aver scritto il commento di sfottò più divertente della giornata: “Criticate Dzeko ma nessuno ha capito che è la reincarnazione di Gandhi; lui è contro la violenza, non vuole fare male agli avversari. Quindi si sposta, corre piano perché non vuole calpestare l’erba con disprezzo, e calcia il pallone piano e fuori sperando che qualcuno di cuore lo raccolga e lo allontani dalla violenza del campo“.

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  1. encat - 5 anni fa

    non posso credere che a questo punto ci sia ancora chi ha il coraggio di difendere Dzeko, probabilmente sono lazziali sotto mentite spoglie che sperano resti più a lungo possibile alla Roma

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