Con la Roma che inanella la sesta vittoria consecutiva, Spalletti va di moda più di qualsiasi tormentone social. Nella settimana in cui il "like" si specializza, per i giallorossi sono solo cuori e faccine che sorridono
Mettiamo le mani avanti: di trend settimanali migliori di "Petaloso" ce ne sono stati infiniti, e infiniti fortunatamente ce ne saranno. Sarà stata un po' curiosa la storia del piccolo Matteo, inventore del termine approvato dall'Accademia della Crusca, ma le varie riprese parodistiche del tema non si può dire che siano state particolarmente divertenti.
"Pelatoso" però fa ridere. Elegante perché basta scambiare le due lettere, calzante perché Luciano Spalletti a Roma, da un mese e mezzo ormai, è più virale di qualsiasi moda social. Ecco, l'unico appunto lo si potrebbe riferire al significato del termine. Se a rigore il suffisso "-oso", indica "per lo più presenza o abbondanza della qualità o della condizione espresse dal sostantivo da cui deriva (in questo caso 'pelato', ndr)" - ecco che la nostra definizione di Pelatoso risulta essere: pieno di pelati.
Un non sense? A prima vista potrebbe sembrarlo, ma dall'alto dell'ottimismo di una sesta vittoria consecutiva qualche romanista magari si può sentire autorizzato ad immaginarsi un Circo Massimo pieno di tifosi pelati in onore del tecnico di Certaldo.
Tornando sulla Terra, nella Roma di fine febbraio si respira un clima di positività che mancava da un annetto e mezzo: la squadra ora "dà spettacolo in campo", e rispetto all'inizio dell'anno "ha fatto passi da gigante dal punto di vista del gioco" (Serena). I giocatori rafforzano la fiducia in se stessi e convincono automaticamente anche i tifosi; esemplare il caso di Rudiger, bidone in autunno e oggi per Cristian: "giocatore vero, cattivo come servono a noi. 23 anni e grandi prospettive. Riscattare subito". Gli acquisti del mercato invernale, accolti da massicce perplessità, vengono ora esaltati per contrasto. L'allenatore è idolo, e "se l'avessimo preso dopo Roma-Spezia, oggi saremmo secondi" (Giorgio).
Del "Totti gate" scoppiato sette giorni rimane ancora qualche eco nei commenti a un video in cui il Capitano, con la partita in corso, tira uno scherzo ad uno dei dirigenti in panchina. Fabio, uno di quegli utenti che in questa settimana di discussioni si è reso noto ai frequentatori dei social giallorossi (a Roma succede anche questo), coglie la palla al balzo per lanciare un rimprovero: "Roba che neanche Cassano avrebbe fatto... mancanza di rispetto nei confronti di squadra e tecnico; dimostra di fregarsene di quel che accade intorno a lui". Erion gli risponde: "Ti porto un video dove Ibrahimovic prende per il c**o il medico sociale (facendogli credere che si è infortunato qualcuno e facendolo entrare in campo), ma ci sono anche tanti altri esempi. Queste cose fanno spogliatoio, te l'assicuro.... al contrario delle dichiarazioni, quelle sì dannose". "Robetta", si direbbe a Roma, ma utile a darci il pretesto per linkare il video dello scherzo di Ibra (QUI), molto divertente.
E praticamente è tutto qui. Come già una volta avevamo constatato (era dopo un Roma-Cesena), quando le cose nella realtà vanno molto bene, sui social network la gente si senza più propensa a mettere "mi piace" - e da qualche giorno anche "love", o "ahah", o "wow" e così via - piuttosto che rilasciare particolari commenti. Con ciò non resta che aspettare la prossima settimana, quando Roma-Fiorentina potrebbe costituire un capitolo importante del campionato giallorosso, e forse un passetto in più verso la concretizzazione di quell'immagine di un Circo Massimo Pelatoso.
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