Roma-Milan ‘Radio Pensieri’: “De Rossi e Pjanic devono giocare sempre”, “Rimpianti per i punti persi”

di Redazione, @forzaroma

(Redazione ForzaRoma.info) Ultimi battiti radiofonici a poche ore dal Natale. In attesa del cenone serale, nell’etere romano proseguono le riflessioni sulla giornata di campionato appena trascorsa. Il 4-2 al Milan ha rilanciato le ambizioni d’alta classifica della Roma, sesta a -4 dal secondo posto della Lazio.

 

Alle 8.30 inizia Radio Radio Mattino Sport & News. Questa l’opinione di Franco Melli sui giallorossi: “Sono convinto che la Roma abbia dei punti in meno, non per colpa sua. Vorrei evidenziare il fatto che la Roma ha fatto questa grande partita perché ha riunito tutti i migliori. La qualità premia. Zeman è tornato alla formazione della prima giornata, pensate quanto tempo è stato perso. Sono cadute tante convinzioni, tanti luoghi comuni. De Rossi e Pjanic devono giocare. Zeman doveva insistere sin dall’inizio sulla qualità, nel momento in cui metti Tachtsidis perdi tempo. La morale è che la Roma doveva essere al secondo tempo, e forse riuscirà comunque ad andarci”.

 

Tony Damascelli sminuisce il successo romanista: “Il secondo posto della Lazio vale molto di più del calcio spettacolare della Roma. Nessuno può mettere in dubbio la qualità dei calciatori giallorossi. Io metto in dubbio la capacità di Zeman di credere d’esser meno importante dei giocatori. La squadra merita la classifica che ha, non è vero che gli arbitri le hanno tolto qualcosa. Ha vinto contro una squadra che era riuscita nell’impresa di batter la Juventus, ma che resta modestissima. La Roma, ogni tanto, gioca un calcio che piace e diverte, ma a me piace la continuità delle squadre. Preferisco un altro tipo di sostanza. Come non mi piaceva il sacchismo, come non mi piace il contismo, non mi piace lo zemanismo“.

 

E’ il turno del bomber Roberto Pruzzo: “Era importante dare un segnale prima delle feste. La Roma ha vinto bene contro un Milan con una coppia centrale molto lacunosa. La squadra ha fatto il suo e l’ha fatto bene, in precedenza sono state perse delle partite incredibili. Ora è lì, attaccata al trenino di coloro che ambiscono al secondo posto. La Roma si porta dietro quelle due o tre sciagurate partite in casa. Lasciamo stare Verona e Parma, ci poteva stare di perdere, ma le tre gare con Samp, Bologna e Udinese non te le levi più dalle scatole. Hai preso un punto su nove”.

 

Roberto Renga esalta il lavoro del boemo: “La Roma ha fatto tre gol di testa, cosa insolita per le squadre zemaniane. Le differenze di classifica rispetto all’anno scorso non c’è, ma c’è un entusiasmo completamente diverso. E anche il rendimento di alcuni giocatori lo è. E’ il classico effetto Zeman, che è stato svelto e rapido nel cambiare il modo d’interpretare le partite, a volte adattandosi alla squadra avversarie. Quando azzecca la stagione, è capace di trasformare i giocatori. Alcuni sembravano scarsi, ora sembrano bravissimi. In questo momento la scelta di Zeman si sta rivelando fondamentale”.

 

Parola, infine, a Furio Focolari: “Io ad inizio stagione ho messo la Roma al secondo posto nei pronostici. Per me questa squadra era tra le migliori del campionato, la più forte dopo la Juventus. Se giocano i migliori undici, è normale che si vedano certe partite. Non intendo sminuire la vittoria di sabato, ma anche Pruzzo oggi farebbe gol contro la difesa del Milan. La Roma queste belle imprese le fa. Burdisso, Castàn, Balzaretti, De Rossi, Pjanic, Totti, Lamela, Osvaldo. Questi son tutti giocatori di primissima fascia. Non metto in dubbio che Zeman faccia anche cose buone, lo critico quando fa il talebano. Non dico che sia lo scemo del villaggio, ce l’ho con certi suoi atteggiamenti. Se fa un passettino indietro, schierando De Rossi e Pjanic, questa squadra incanta”.

 

Alle 10, su Centro Suono Sport, scocca l’ora di Mario Corsi, che tesse le lodi dell’allenatore: “Chiamarla vittoria mi sembra poco, è stato un asfaltamento. Zeman è il più grande allenatore che c’è in Italia perché lui in una società è una manna dal cielo, la Roma l’anno scorso ha vissuto in uno sbandamento totale. Mi auguro che Zeman possa rimanere alla Ferguson, se Lamela adesso tutti dicono che è un campione l’anno scorso si diceva che bisognava buttarlo via. Marquinhos chi è che lo ha preso? Romagnoli chi lo mette in campo a 17 anni? A Roma ci vuole un allenatore cosi, che ha detto che le gerarchie non ci sono più, c’è la squadra. Io metterei Zeman come allenatore-manager, leverei Baldini, Baldissoni che è anti-Zeman. Tacopina è un altro che odia Zeman. Area tecnica uno solo, Zeman. Pjanic in questo momento ama Zeman, Goicoechea ha fatto il fenomeno, un portiere cosi non lo vedevamo da tempo, ha fatto 3-4 parate da fenomeno. Questa società con Zeman ha fatto bingo”.

 

Ironico Bruno Ripepi: “Mi sono annoiato mortalmente, non vedevo l’ora che finisse, ho visto gli spettri, ho rimpianto lo scorso anno da morire, ho rimpianto giocatori come Josè Angel, Heinze, ho rimpianto il nulla. Dove è andata a finire quella Roma? Quanto ho voluto bene a quella Roma…”

 

Jonathan Calò parla di mercato ed arbitri: “Spero che siano acquistati due esterni a gennaio per permettere alla Roma di continuare a giocare ad alti livelli. Il discorso arbitrale è preoccupante, deve scattare l’allarme rosso, la Roma ha vinto sei partite su sette ed è ancora sesta. L’espulsione di Marquinhos è stato il vano tentativo di Rocchi di mettere in piedi il Milan. Quattro arbitri diversi e i risultati non sono cambiati”.

 

Sempre alle 10, su TeleRadioStereo, c’è l’introduzione di David Rossi: “Vittoria mai in discussione, ottanta minuti da grandissima squadra. Il margine poteva essere più ampio, non c’è nulla da dire. Mi piace sottolineare la doppietta di Lamela, che segna due gol da bomber, e un De Rossi da portare in trionfo. Mi fa particolarmente piacere che questa vittoria sia arrivata con questo centrocampo. Ma allora la Roma qual’è? Quella di Verona o quella scintillante di domenica?”

 

Tocca a Dario Bersani. “Aldilà dei singoli, mi ha colpito lo spirito. Per un’ora si è vista la Roma migliore del 2012. Questa squadra doveva delle scuse ai propri tifosi e credo che l’abbia fatto, risarcendo parzialmente la propria gente per un’annata mediocre, non pari all’aspettative. Sono rimasto abbagliato. La squadra è stata cinica, ho trovato straordinaria la fase di riconquista del pallone. Squadra cattiva, caparbia, lì c’è stata la vera differenza contro un Milan che veniva da un ottimo momento. C’è il rimpianto di non aver visto sempre questa Roma”.

 

Presente anche Alessandro Paglia: “La fase di riconquista del pallone è fondamentale. Se la Roma riesce a farla bene, con la qualità che ha davanti può far male. Non ci sono state tantissime occasioni da gol, in altre gare ne abbiamo viste di più. Il rimpianto è la sconfitta di Verona. E’ vero che Bergonzi ci ha messo del suo, ma serviva un altro atteggiamento. E’ solo la seconda volta che vediamo un centrocampo di tale qualità, se l’avessimo visto più volte, forse parleremmo di un altro campionato della Roma”.

 

Spazio finale a Marco Cherubini, giornalista Mediaset: “Il vero nemico della Roma è la Roma stessa. Se l’approccio è quello di sabato, può giocarsela con chiunque. Con questa testa, con questo atteggiamento, con questa capacità di leggere la partita, la stagione può essere interessante. Il Milan è arrivato con presunzione, lasciando campo alla Roma, permettendole di giocare in una certa maniera. Il pressing alto organizzato e la cattiveria agonistica mettono paura all’avversario. Ci siamo accalorati sugli uomini, sugli schemi e sulle posizioni, però se hai questa testa non vai a regalare certe partite come hai fatto con Udinese e Bologna. C’è talmente tanta qualità che non puoi permetterti di sprecarla. Vorrei vedere la Roma con la fame della Juve in tutte le partite”.

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