Roma-Lazio ‘Radio Pensieri’: “Questa è la peggiore Roma di tutti i tempi”, “Questi dirigenti hanno messo il silenziatore a una città”

di Redazione, @forzaroma

Rabbia che in qualche caso sfiora la disperazione.nelle opinioni riguardanti il derby perso dalla Roma. Nelle’etere romano Luis Enrique e la dirigenza vengono messi con le spalle al muro.

Si comincia alle 9 con la trasmissione sportiva di Radio Radio “Vorrei fare una domanda.- spara subito Tony Damascelli – Ma nel progetto esiste il tiro in porta? Sento ancora molte coccole e carezze rivolte alla Roma, soprattutto perché ha giocato in dieci. Luis Enrique si chiede cosa ha fatto per meritarsi questa merda, io rigirerei il concetto. Cosa ha fatto per meritare questa squadra? A Roma si usa molto il freno a mano nei confronti di Baldini e Sabatini, non ne capisco il motivo”.

“Qui è tabula rasa, tabula rasa! Questa è la peggiore Roma di tutti i tempi.- afferma Franco Melli – Luigino si lamenta d’essere rimasto in dieci, ma per colpa di chi è rimasto in dieci? La partita è stata condizionata? E’ chi si è messo nelle condizioni di farsi condizionare? Per la sua tattica sconclusionata si è fatto condizionare. Dove sono gli amanti di Luigino? Ma perché, quando gioca in undici vince? Ha perso dodici volte! Sarebbe giusto che Baldini si licenziasse. La Roma adesso deve cercare di vincere delle partite, la situazione di classifica è apparentemente mortificante, ma potrebbe diventare una cosa terribile. Ci sono tre o quattro squadre che stanno a tre o quattro punti dalla Roma. Non si può mollare a dodici partite dalla fine, ma c’è un’aria di resa. Bisogna essere umili. La Roma fin qui è stata un concentrato di presunzione”.

“Il gesto di Juan è stato meraviglioso, ha fatto sì che tutta Italia si stesse accorgendo di quanto stava accadendo.- le parole di Roberto Renga – Sarebbe stato bello che tutti i giocatori di Roma e Lazio fossero andati sotto la Curva a fare quel gesto. De Rossi dice che manca esperienza alla squadra, ma ci sono tanti giocatori oltre i trent’anni. A me non sembra che sia così, a me sembra che ci siano stati acquisti sbagliati, alcuni pagati circa 20 milioni. C’è una profonda tristezza, la transizione non esiste nel calcio, si partecipa altrimenti si va tutti al mare. I dirigenti nuovi hanno buttato all’aria tutto ciò che c’era prima. Io ho visto dei giocatori “regalati” come Vucinic, Ménez, Borriello e Pizarro. I danni ormai sono stati fatti, sarà dura risalire. Bisognerà avere idee chiare. L’allenatore secondo me dev’essere Luis Enrique, la squadra è stata fatta per lui. Se cambi guida tecnica sei costretto a ripartire da zero. Stanno ammazzando Totti, gioca sempre fuori ruolo”.

“La Lazio è il contrario della Roma, è una squadra tosta, che gioca con intelligenza.- dice Furio Focolari –  L’episodio dell’espulsione è determinante, ma è un errore tipico della Roma. Poi c’è il gol di Mauri, era rimasto solo Zeman in Italia a difendere a zona sui calci di punizione. La mia sensazione è che se la Roma fosse rimasta in undici, sarebbe cambiato poco. La partita avrebbe avuto lo stesso sviluppo, la Lazio ha giocato più da squadra. Totti ha fatto una grande partita, è l’unico che ha giocato con un’intensità pazzesca, è stato il migliore assieme a Borini. Insistere con Luis Enrique? L’errore più grande sarebbe perseverare. Baldini continua a difendere l’indifendibile, la Roma non può andare avanti così. Questo allenatore è inadeguato quantomeno per il calcio italiano”.

Alle ore 10 su Centro Suono Sport comincia “Te la do io Tokyo”. L’esordio di Mario Corsi è “Bisogna cercare di analizzare senza urlare, bisogna capire cosa sta succedendo. Si parla dell’arbitro: il regolamento dà rosso per il portiere, l’arbitro ci ha impiccato la partita, non per il rosso ma durante tutta la partita per le ammonizioni, Biava, Dias e tutti gli altri. La Lazio ha cominciato a menare come fabbri, i nostri sono meno avvezzi ma appena ci provano si beccano i gialli. L’arbitro o ha sbagliato o è pro Napoli. E’ tutta la partita che l’arbitro ci ha devastato, un arbitraggio delinquenziale e lì la società dovrebbe capirne le ragioni.

La partita, impiccata o no, si fa. Mi ricordo con Liedholm che in 10 le partite si vincono. A parte Klose, è una squadra di seghe, ma noi non abbiamo mai tirato in porta, l’unico è stato Borini, poi la porta non l’abbiamo mai presa. Abbiamo due giocatori che hanno provato a massacrare la Lazio, Borini e Totti. Fine. La Lazio giocava con 8 riserve di 8 pippe, poi ho visto le solite incursioni, i soliti tagli, se avevano Lulic e Rocchi ci facevano 3-4 gol nel secondo tempo. Abbiamo perso un’altra partita, senza fischi, con il silenziatore. I laziali della Roma avranno festeggiato, come Fenucci. Vorrei sapere cosa sta pensando lui della vittoria della sua squadra.

La Roma ha delegittimato, ha svuotato, ha deromanistizzato, ora ha mandato via la Mazzoleni, ieri ho saputo che la Raptor prende i soldi dalla Roma, 40mila euro al mese. Bisogna andare a fondo per capire cosa succedendo alla Roma.

Taddei, che tutti pensano che è un gran bravo ragazzo, scoppia ieri nelle dichiarazioni. Se si è incazzato pure Taddei, per essere avvelenato lui, vuol dire che ha percepito quello che abbiamo percepito noi. E ora invece rischia la multa.

Qui c’è un silenziatore, ci sono cose che se non ve lo chiedete adesso non ve lo chiedete più.

La Roma sta indietro alla Lazio per colpa dell’allenatore e della società, non c’è grinta. A Palermo tu vai con una squadra alla quale tu hai detto “hai fatto più del dovuto”.

La Roma sta facendo un campionato dove tutti ci prendono in giro.

“Rimane un mistero perché Dias rimane in campo. – le parole di Jonathan Calò – Dodicesima sconfitta, non c’è un obiettivo che hai portato a casa, l’Europa League finita a agosto, eliminata dalla Coppa Italia senza tirare in porta, due derby persi, dieci punti dal terzo posto. Se ci vogliamo consolare con la bella partita di Bologna e Napoli, siamo arrivati a un punto dove dobbiamo chiederci “quale costruzione, quale mattone si è messo?”. Oggi al 5 marzo questa è la stagione più fallimentare degli ultimi anni, non avevi neanche le coppe. Abbiamo fallito tutti gli obiettivi possibili ed immaginabili. Nessuno chiedeva di vincere subito ma neanche di fare queste figure barbine. Lo Slovan ha fatto solo un punto in Europa, la Juve ci ha preso in giro, umiliati, non perdevamo un derby dal ‘98, non mi si venga a dire “aspettiamo maggio”. E’ finito tutto, non c’è rimasto niente.

 

“L’unica cosa è inverto i fattori: società-allenatore. – ammette Riccardo Angelini Galopeira -Era difficile non prevedere cosa sarebbe accaduto. Baldini ci fa sapere che a questo allenatore non è stato chiesto un numero di vittorie ma una squadra. Luis Enrique è venuto a fare questo, non si poteva non prevedere.

 

Alle 10 anche su Teleradiostereo si commenta la sconfitta nel derby “Oggi sono ancora convinto dell’idea, di una Roma che può diventare grande.- dice Davide Rossi – Però, da ieri la stagione è finita, il campionato 2011-2012 della Roma è finito. Di queste ultime dodici partite non me ne frega un cazzo, non ne parlerò se non in chiave futura. A me piace la parola progetto, ma questa parola vuol dire costruire qualcosa che se casca in piedi, va rivista e sistemata. La sostanza dice che stagione è finita. D’altronde questo ci hanno detto fin dall’inizio, ci siamo ingolositi per qualche settimana, ma così ci hanno impostati. Non lo dico per populismo, i tifosi hanno aspettato otto mesi, due eliminazioni per andare in 50 a Trigoria a tirare due pomodori. Stavolta a Roma è stato più facile lavorare che in altre zone d’Italia, i tifosi hanno sopportato di tutto, due derby persi, l’eliminazione da parte dello Slovan Bratislava. Luis Enrique poverello? Poverello un cazzo. Il bonus è stato ampiamente consumato. Da adesso in poi inizia il mercato della Roma. Faremo valutazioni dei giocatori, il loro rendimento, noi non guarderemo il risultato ma vorremo vedere i difensori che difendono, attaccanti che attaccano, giocatori che sanno giocare. Per me Luis Enrique sarà un grandissimo allenatore, lo dico oggi, può fare come e più di Guardiola, ma adesso non ci sta capendo un cazzo. Le idee, da pure, per essere attuate vanno sporcate. L’idea è bella, bellissima, sono convinto ancora oggi che sia vincente e giusta, non sono però convinto che si stia attuando nel modo giusto. Siamo a marzo e non sono stati fatti passi avanti, ci rubano palla a centrocampo, imbucata al centro e prendiamo il gol. Dov’è il percorso? Per arrivare all’eccellenza si passa anche per le sconfitte, ci credo, lo so, ma io non vedo progressi. Dov’è la Roma di Napoli e Bologna? Dove sta? La risposta deve darla Luis Enrique. Ci vuole gradualità, per ora non ci sono i giocatori per fare quello che vuol fare l’allenatore. Ci si può arrivare. Se il migliore in campo è Borini, ci sarà qualcosa che non funziona? Dovevamo essere la squadra tacco e punta, e ci attacchiamo ad un manovale del gol? La coerenza di Luis sfocia nell’integralismo, è troppo netto nelle cose, non va bene. Da qui alla fine della stagione c’è bisogno di concretezza”.

 

“Parlando solo del derby, le analisi vanno riportate al post Fiorentina-Roma.- dice Dario Bersani –  La squadra è stata condizionata da un episodio che non è caduto dal cielo. Non riesco ad imputare a nessuno scarso impegno, c’è da fare un discorso più complessivo, un bilancio. I numeri parlano di un fallimento in piena regola. E’ difficile ormai anche salvare il salvabile, non merita sconti chi fa felice i dirimpettai, chi ha costruito questa squadra facendole perdere sette partite delle ultime dodici. Siamo a medie da Roma anni settanta, che però era una squadra senza grosse velleità, disperatamente attaccata alla necessità di non precipitare. Non merita indulgenza a chi ha permesso ai dirimpettai di vincere due derby nella stessa stagione. Da qui a maggio sarà un’agonia, i tifosi hanno finito la dose di attesa, pazienza e curiosità. Per tornare ad una stagione negativa come questa dobbiamo fare uno sforzo. Anche nelle annate più deludenti c’era qualcosa da salvare, con Bruno Conti giocammo la finale di Coppa Italia, lo scorso anno almeno s’erano vinti i derby. Qui sei uscito ad agosto dall’Europa con lo Slovan, hai perso due stracittadine, sei uscito alla prima partita seria di Coppa Italia, si perde di media una partita ogni due e mezzo. E’ giusto non vivere di certezze, la coerenza non è difendere a tutti i costi, andando contro l’evidenza. La coerenza è verificare l’intelligenza e la bontà di un’idea, mettendosi in discussione. Da adesso in poi sarà poco più che accademia. C’è delusione nel constatare che questi dubbi non li esterna nessuno. Chi ha scelto Luis Enrique deve porsi il dubbio se questo è davvero l’allenatore giusto per la Roma o per il calcio italiano. Si vede sempre lo stesso copione, tutto ciò va analizzato seriamente. La misura è colma, due derby su due è troppo per chiudere la stagione confezionando il fiocco. La Roma non può continuare a coprirsi di ridicolo così”.

“Bisogna capire se il gioco che vuole fare Luis Enrique è attuabile in Italia, o se ci vogliono giocatori diversi.- dice Max Tonetto – Pensavo che ci fosse più gradualità, che l’allenatore prima capisse il potenziale della rosa a disposizione per poi arrivare gradualmente alla sua idea di calcio. Questa è una colpa, se ti rendi conto che non hai le risorse idonee per fare quello che vuoi fare, ti devi adeguare a ciò che hai a disposizione. Se col tempo si farà prendere tutti i giocatori giusti, allora potrà attuare il suo calcio. Le squadre avversarie hanno capito che devono difendere in maniera aggressiva e ripartire. Il problema principale è capire se ci sono i giocatori adatti per fare questo tipo di gioco. Se non è così, il mercato estivo dovrà essere importante. Per giocare in questo modo bisogna avere una qualità assoluta”.

Giriamo la nostra manopola su Rete Sport “Il progetto va ridisegnato tutto, in ogni parte. Qui non è solo il tecnico che non va sono soprattutto i giocatori. Pjanic gioca infortunato perché non c’è il cambio. Se vedi l’alternativa al bosniaco te vie’ da piagne… – dice Ugo Trani – Ieri alcuni giocatori della Lazio non hanno fatto nemmeno la doccia e l’Atalanta ha smesso di giocare al 20’ del secondo tempo. La cosa è umiliante. La Roma ha fatto una media di 1,5 punto a partita. Per quello che ha fatto questa squadra meriterebbe di essere penultima in classifica, in una stagione dove non hai avuto nemmeno grossi problemi di infortuni, anzi eliminato dalle Coppe ti sei allenato sempre”. “Ora serve solo dare una dignità a questo finale di campionato – dice Federico Nisii – La qualificazione all’Europa League è una normalità per la storia della Roma, è la regola. Non può essere considerata la Coppa dei poveri da chi ha la bacheca vuota. E le squadre di Manchester dimostrano con l’impegno quanto sto dicendo. Questo è un sesto posto da mantenere che è tutt’altro che scontato. Il trenda della Roma è pericoloso”

“L’unica cosa che conta è che la Roma decida il suo futuro – dice Luca Valdiserri – Non è giusto fare il conto e giudicare a fine campionato perché è tardi. Si è seminata un’idea di gioco che forse il prossimo anno si vedrà ma è il tecnico che deve dire se ci crede davvero, quanti giocatori ha dalla sua parte e quelli che vanno bene per il suo gioco. Lo deve dire lui!!!”

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