02:30 min
forzaroma rubriche radio pensieri ‘RADIO PENSIERI’, AGRESTI: “La commozione di Gasp va apprezzata, è un uomo”

rubriche

‘RADIO PENSIERI’, AGRESTI: “La commozione di Gasp va apprezzata, è un uomo”

Redazione
Le parole di giornalisti ed ex calciatori sulla Roma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Italia. Una pluralità di stazioni che fungono da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "Penso che la commozione di Gasperini vada apprezzata. Parliamo spesso della freddezza di questi super professionisti, c'è un elemento caratteriale che loro devono avere per gestire un gruppo, una squadra, una città, una società. Ma dietro ci sono gli uomini, e quando si commuove ricordando i 9 anni di Bergamo c'è da apprezzarlo. Io continuo a pensare che lo stupore di Gasperini per la durezza delle parole di un gentiluomo come Ranieri sia condivisibile, quello che ha fatto oggi Gasp è stato assolutamente corretto".

Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "E' chiaro che lui abbia vissuto una settimana di tensioni, ma mi preoccupa di più se si mette a piangere domani sera. Sul piano umano è comprensibile. Lui con Ranieri ora ha dei problemi, probabilmente pensando agli anni belli di Bergamo si è commosso. Va capito se si è commosso con pentimento per aver lasciato Bergamo o se normalmente".

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "Io non ci trovo niente di disdicevole nelle parole e nelle lacrime di Gasp. Sentirsi dire che è la quarta scelta non deve avergli fatto piacere e probabilmente lo ha portato a mordersi la lingua".

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "Non mi piacciono le lacrime di Gasp, sembra sottolineare come a Bergamo abbia lasciato il mondo ideale mentre a Roma abbia trovato un mondo si serpenti".

Ugo Trani (Teleradiostereo - 92,7): "Non penso che Gasp farà fare il viaggio a vuoto ai giornalisti. Nell'ultima conferenza aveva detto che nelle prossime sei partite avrebbe parlato solo di calcio, ma se la prima domanda sarà sull'argomento che ha tenuto banco da venerdì scorso dirà che quello che doveva dire lo ha già detto dopo la partita e che lui non dovrebbe entrare nella vicenda perché farebbe il male della Roma. Anche perché lui si aspetta che entrino i Friedkin sulla vicenda. I Friedkin non hanno ancora preso una decisione netta e in tal senso i risultati possono essere decisivi, hanno sempre fatto la differenza. Secondo me loro davvero vorrebbero andare avanti con Gasperini, una vittoria contro l'Atalanta rafforzerebbe tanto Gasp. Ma i Friedkin ci penseranno tante volte, perché hanno scelto Ranieri prima di Gasperini affidandogli le chiavi di Trigoria. Fino a poco tempo fa pendevano solo dalla parte di Ranieri, ma la sparata in pubblico ha cambiato tantissimo".

Piero Torri (Radio Manà Manà - 90,9): “La situazione è oltre la crisi di nervi. Il silenzio di Ranieri non avrà un effetto pacificatore. Spero soltanto che la squadra non sia travolta da tutto quello che sta succedendo, anche se dubito che dentro lo spogliatoio non si parli di questa situazione. Qualunque sia la decisione dei Friedkin, la prossima stagione è già compromessa

Lorenzo Pes (Teleradiostereo - 92,7): “I toni si sono abbassati dopo la call tra Gasperini e Friedkin. La proprietà, però, non ha ancora preso una scelta. Ranieri non ha intenzione di farsi da parte. In conferenza mi aspetto un Gasperini tranquillo. Qualche puntino sulle i potrebbe metterlo ma senza esagerare"

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino - 104,5): “Non mi aspetto niente di nuovo, spero che la Roma trovi le energie per la partita. Mi auguro che la questione tra Gasperini e Ranieri venga messa da parte. Ogni partita è quella della svolta e si parla solo delle vicende extra campo, prendessero una decisione"

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino - 104,5): “La Roma arriva male alla partita contro l’Atalanta. Tutto le polemiche non fanno bene alla squadra. I Friekdin hanno una grossa responsabilità, non hanno saputo costruire una società in grado di gestire un’avventura calcistica. Ranieri doveva essere il punto di riferimento della parte tecnica e così non è stato".