‘RADIO PENSIERI’, MELLI: “Roma spaccata in due”. BALZANI: “Florenzi il perfetto capitano di questa società”

‘RADIO PENSIERI’, MELLI: “Roma spaccata in due”. BALZANI: “Florenzi il perfetto capitano di questa società”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Mario Sconcerti (Teleradiostereo 92.7) “Cessione della Roma? Se qualcuno ti gira intorno deve farlo seriamente, con un’offerta supportata dalle banche. Per adesso non credo a niente, non a offerte ma a interessi. E’ tutto fermo ai blocchi perché è ufficiale che Pallotta non vende. E scardinare chi non vuole vendere è più costoso. Una cosa comunque è pagare l’affitto per lo stadio, un conto è averlo di proprietà. Pagando l’affitto, se prima valevi 200 poi vali 200 più 200 dello stadio, il patrimonio resta lo stesso. Avere la certezza che lo stadio si farà comunque aumenta il valore del club. Sensi è un giocatore molto interessante con Veretout, Pellegrini e Zaniolo fanno un bel quadrilatero. Il ruolo di Zaniolo? Quando si dice di un giocatore, che ci sembra grande, che viene messo in un ruolo sbagliato per una questione di 5-10 metri sono portato a dare sempre responsabilità al giocatore, soprattutto a uno così giovane. Sono d’accordo che non sia un esterno, ma molti numeri 10 sono partiti da ali, come Ancelotti. Il giovane va comunque premiato facendolo giocare”.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Totti? Non non siamo più abituati a qualcuno che parla chiaro e schiettamente, automaticamente pensiamo che dietro ci sia sempre altro. Ieri è andata in onda una conferenza molto sincera e schietta, sulla genuinità non avrei dubbi”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Nel comunicato fatto ieri della Roma ho visto una velata minaccia di portare Totti in tribunale. Ieri Francesco potrebbe essersi precluso la strada da dirigente”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Anche io ho avuto la sensazione che Totti sia stato estremamente sincero. La pesantezza di quello che ha detto è clamorosa, non ricordo una conferenza così pesante negli ultimi 20 anni. Con tutta la sincerità che ho visto nel suo atteggiamento, uno che ha il suo peso subisce per forza delle pressioni. Dalla conferenza di ieri ne esce distrutta la Roma. Già il fatto che lui sia stato ospitato nel Salone d’Onore del Coni è un segnale, ovvero ‘Io Malagò, presidente del Coni, non sto dalla parte di Pallotta’”.

Marco Mensurati (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Le parole di Totti? Non mi ritornano molte delle sue informazioni, ho informazioni diverse ma se lui ha detto queste cose a Borsa aperta, saranno sicuramente vere. Da quello che mi risulta, la Roma sta valutando di presentare alla Consob una sorta di esposto per aggiotaggio. I presupposti ci sono tutti”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Credo che da ieri la Roma sia spaccata in due: c’è la Roma dei Tottiani, e poi c’è l’altra Roma”.

Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La deromanizzazione è una favola metropolitana che c’è all’interno del Raccordo. Gli americani sono arrivati e hanno subito fatto un contratto onerosissimo e lungo a De Rossi. Stessa cosa vale per Totti, senza dimenticare che hanno ripreso sia Florenzi che Pellegrini. Mi sembra una cosa senza senso”.

Antonio Felici (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport 101.5): “La forza prorompente di Francesco Totti è la sincerità, ha scoperchiato la verità. Ora mi aspetto degli strascichi, le scorie ci saranno. Da un lato oggi mi sento un po’ svuotato. Ieri abbiamo capito in maniera incontrovertibile perché non vogliono i romani e romanisti dentro la Roma. Essendo tifoso, vuole il bene della Roma e quindi vuole vincere. A quelli probabilmente è venuta una paralisi quando hanno saputo che aveva contattato Conte. Il romano e romanista chiede anche di non raccontare bugie alla gente, ma di dire la verità. Questo a loro non va bene”.

Francesco Balzani (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport 101.5): “Ieri la guerra è finita, Totti ha messo fine alla guerra. Le parole che verranno dette adesso sono parole nella burrasca. Ieri Totti ha messo un punto, non solo per sé ma per tante persone, adesso si può ricominciare. Totti è sempre stato molto credibile in tutto quello che ha detto, Pallotta no. Sono verità che già conoscevamo, la verità fa tremare i deboli. Oggi Florenzi è il perfetto capitano di questa società, i caratteri forti come Totti e De Rossi invece non si piegano. Da oggi si apre un’era difficilissima, ieri Totti ce l’ha annunciato”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Totti ha perso tempo, poteva parlare un anno prima. La gente, però, già sapeva le cose che lui ha detto. Ora bisogna capire cosa vorrà fare il club: c’è molta perplessità, con un mercato duro, un ds che ancora non c’è, e un allenatore nuovo. Sarà una stagione difficile. Ha fatto bene Totti, però, a mettere i puntini sulle i e liberarsi del peso che aveva dentro”

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Gran bella conferenza stampa, ma adesso tocca al mercato e al campo. Se Fonseca non vince bene le prime cinque partite, sono cavoli amari. Trigoria è scoperta, tutti sanno quello che succede lì dentro. Ora bisogna vincere”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “Roma si è ritrovata attorno a Francesco Totti, ma è da 20 anni che è così. Io voglio fare una voce fuori dal coro: vedere Totti sparare certe bordate non mi è piaciuto. Da dirigente doveva studiare di più. Non ci voleva mica Totti che una società che ha un presidente da una parte del mondo e quello che decide a Londra, la squadra non può funzionare bene. La quotidianità è importante, e alla Roma non c’è. Ora è un bel casino, è una ferita che sanguinerà per tanto tempo. Ho grande amarezza. Più sento le parole e più capisco che la Roma perde un simbolo ma anche uno che poteva diventare un grande direttore tecnico. Era un patrimonio da conservare”.

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