‘RADIO PENSIERI’, MELLI: “Preoccupato dalla discontinuità di Dzeko, serve un’alternativa”

‘RADIO PENSIERI’, MELLI: “Preoccupato dalla discontinuità di Dzeko, serve un’alternativa”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Roberto Renga (Radio Radio Pomeriggio – 104.5): “Ibrahimovic non funzionerebbe nella Roma e nelle squadre che sono in fiducia. Totti era bravissimo a fare l’attore, ci faceva ridere tantissimo. Auguro a De Rossi di rimanere al Boca: gli piace la città e si trova bene. Il voto a Pallotta si dà alla fine e per farlo dovrò considerare anche il bilancio, non solo i trofei: ora come ora non sarebbe un buon voto”.

Tony Damascelli (Radio Radio Pomeriggio – 104.5): “Con gli investitori stranieri, Inter e Roma tra qualche anno cambieranno nome: è tipico dello sport americano perché pensano solo al denaro”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104.5): “Meglio Ibrahimovic a 38 anni che Petagna nel fiore della sua carriera: è come se mangiassi un’amatriciana con il guanciale e una con il prosciutto. Totti a 40 anni ha portato la Roma in Champions: Ibrahimovic non è una minestra riscaldata, ma una ribollita che è buonissima. Fonseca ha usato il buon senso: ha fatto delle promesse, è cauto perché sa che vincere in Italia è difficile, ma il suo bilancio è positivo. Non escludo niente su Florenzi: può sia rimanere a Roma che lasciare la squadra. Di Dzeko mi preoccupa la discontinuità e il fatto che segni poco, serve un’alternativa. Tra Mariano e Pinamonti scelgo il secondo: al Genoa si è rovinato, è un giocatore di prospettiva, a patto che trovi una squadra che lo metta in condizione di fare bene”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104.5): “Fonseca è un allenatore di grande buon senso, è stato molto bravo anche in situazioni d’emergenza. Realisticamente gli rimangono due competizioni da provare a vincere: Europa League e Coppa Italia. Se non dovesse arrivare un trofeo e ci dovesse essere il cambio di proprietà, Pallotta entrerebbe nella storia come il presidente che non ha vinto nulla. Dzeko è avanti con l’età, per questo bisogna trovare un’alternativa valida: prima si deve cedere Kalinic, dopo si potrà lavorare per Mariano Diaz, inutilizzato da Zidane. Il giocatore del Real Madrid è più fattibile rispetto a Petagna, perché la Spal non lo cederà a gennaio, neanche per un’offerta importante”.

Antonio Felici (Centro Suono Sport – 101.5): “Di Francesco è stato trattato troppo male per quello che ha fatto: sono convinto che avrebbe fatto bene anche lui con questa squadra, perché conosce l’ambiente e la società.É stato determinante nel far rimanere Dzeko a Roma: ha sempre puntato su di lui. Nonostante gli errori che ha fatto, Di Francesco ti ha portato in semifinale di Champions e questo è il miglior risultato degli ultimi anni. Fonseca viene da un ambiente completamente diverso, è normale che ora abbia queste priorità: quelle di tornare in Champions e andare avanti nelle coppe”.

Francesco Balzani (Centro Suono Sport – 101.5): “La priorità di questa società è ricevere più soldi da Friedkin, mentre spero che quella di Fonseca sia di vincere un trofeo. A gennaio sentiremo parlare di Vitek perché l’affare riprenderà interesse: la situazione non è ottimistica, le notizie su gli annunci sullo stadio vengono date una volta a settimana e poi non c’è niente di concreto”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “Mi piace molto Fonseca anche quando parla di scudetto in quel modo. Che la Roma non venga considerata per la corsa scudetto credo sia un fatto positivo, anche se spero che prima o poi ci rientrerà. Questa Roma ha allungato due volte il contratto a Totti, poi gli ha offerto di fare il direttore tecnico e lui ha rifiutato schifato. A De Rossi è stato offerto di fare, oltre al campo, quello che voleva. Poi si può discutere sul come e quando gli sia stato detto. E se si fosse rinnovato il contratto a De Rossi non si poteva pretendere di vincere. La Roma ha il sacrosanto diritto di decidere, qualunque decisione si prenda in ogni caso non si riuscirà mai a mettere tutti d’accordo”.

Piero Torri (Teleradiostereo 92.7): “Prima dell’estate non credo che ci siano possibilità di vedere la prima pietra dello stadio. Lotta scudetto? Se la Roma fa 12 punti nelle prossime 4 poi si possono rifare i conti. De Rossi? Per me il suo allentanamento è un errore strategico grave. Credo che la società avrebbe dovuto conservare l’indipendenza e la particolarità della Roma, la sequenza di capitani romani. Lo avrei tenuto pure senza cartilagine al ginocchio. Totti? Gli è stato scritto sul contratto che quello sarebbe stato il suo ultimo anno, e ancora dicono che lo hanno fatto smettere”.

Stefano Petrucci (Teleradiostereo 92.7): “So per certo che Fonseca si offende quando gli viene detto che la Roma è un trampolino e un posto di passaggio. Non si sente di passaggio, assolutamente”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Penso che in un contratto si possa mettere l’opzione con lo stadio e quella senza stadio. Poi se si vuole chiudere si chiude, si garantisce un minimo di guadagno a chi vende. Mi aspetto che eventualmente Friedkin faccia tesoro degli errori di Pallotta, facendo il contrario di quello che ha fatto lui. Ma deve rivalutare tutto ciò che è nella storia della Roma, magari studiandola un po’, a partire da Totti e De Rossi. Poi non deve vendere, altrimenti è sempre lo stesso errore. Sarebbe quello l’aspetto positivo più immediato, un po’ come Commisso che non ha venduto subito Chiesa. Su Pastore mi faccio più di qualche domanda. Poi bisogna vedere se c’è qualcuno che ti darebbe i soldi che servono, anche di ingaggio. Perotti è in un buon momento, magari trovi qualcuno che se lo prende. Se dovesse vincere le prossime due partite per la Roma cambierebbero le prospettive”.

Stefano Carina (Radio Radio Mattino – 104,5): “Friedkin? Dobbiamo comunque immaginare una proprietà stile PSG, che Friedkin arriva e compra Mbappé e Pogba. Nei primi due anni, inoltre, il progetto della Roma dovrebbe continuare sulla linea attuale. Ma non mi aspetto dei grandissimi stravolgimenti, almeno a stretto giro. Però attendersi che possano restare i pezzi migliori sì”.

Tolti i 600 milioni tra aumento di capitale attuale (150), i debiti (272) e i precedenti 2 aumenti di capitale (180) si arriva ad un totale di 600 mln che riducono il guadagno netto a 150. Poi quando puoi fai correggere, grazie

Gianluca Lengua (Radio Radio Mattino – 104,5): “Kalinic non è servito a nulla, tralasciando gli infortuni. Fonseca è severissimo, se un giocatore lo convince gioca, altrimenti sta in panchina fino a che non viene ceduto. Cosa in cui non sono riusciti gli allenatori precedenti. In difesa qualcosa andrebbe fatto, magari un centrale o un esterno. A centrocampo dipende da Cristante, che però dovrebbe tornare entro febbraio. Me la prendo comoda sui suoi tempi, perché non si è operato e potrà rientrare in campo solo quando avrà il via libera, è un punto molto delicato. Come trequartisti c’è abbondanza, davanti serve qualcosa. Fonseca chiede rinforzi all’altezza, ma ne entrano solo se esce qualcuno. Magari Jesus può andare via, ha un contratto pesante e Cetin non ha deluso. Non credo che ci saranno grandi operazioni, per Pastore è difficile soprattutto a causa dell’ingaggio e lui sta benissimo a Roma. Io più che parlare di mercato comincerei una campagna per non far cedere Pellegrini e Zaniolo. Contro Toro e Juve sarà un esame di maturità importante che ti permetterebbe di continuare la striscia positiva da dopo Parma. Il Torino è squadra di media classifica, se con la Juve si riuscisse a fare risultato a gennaio, e non a fine stagione, sarebbe un grande traguardo”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Kean sarebbe un ottimo acquisto. Come repertorio Pinamonti è meglio di Dzeko, porterebbe freschezza. Ho visto fargli fare dei gol che Dzeko si sogna. Do un 7 al 2019 della Roma. Nel 2020 la grande novità sarebbe il cambio del proprietario, sperando che sia più munifico rispetto a Pallotta. La Roma ha bisogno di questo, ha sempre navigato nei quartieri alti, ma non ha mai vinto niente e in alcune stagioni ha deluso. L’ultima senza Champions è stata una diminutio significativa, anche come acquisti e cessioni, quando ha preso grandi giocatori come Salah poi li ha subito venduti per urgenza di incassare. La Roma avrebbe bisogno di una proprietà con maggiori prospettive dal punto di vista degli investimenti”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Difficile trovare un giocatore che ricopra il ruolo di vice-Dzeko, che non sia un titolare ma faccia le sue prestazioni, è un casino. A meno che non ti inventi il Pinamonti o il Vlahovic della situazione, i giovani potrebbero funzionare. Altrimenti giocatori intermedi che stiano bene è difficile trovarne. La Roma sta andando bene, è cresciuta molto in consapevolezza e qualità di gioco, anche nei singoli. Lazio e Roma sono due squadre che non si devono porre limiti. Le due davanti non sono così sicure di non avere dei problemi e devono essere pronte entrambe ad approfittarne. Intanto al rientro, però, per me la Roma farà 6 punti contro Toro e Juve”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Fonseca si è integrato subito nel tessuto connettivo del nostro campionato. Ha capito subito che in Serie A non puoi essere troppo offensivo e quindi si è adattato coprendo la difesa e puntando sule ripartenze di Pellegrini, Zaniolo e Dzeko. Diawara e Veretout davanti alla difesa sono complementari. Ora, però, si deve restare con i piedi per terra. Se si parla di scudetto le cose possono andare male. Non so se il Genoa darebbe via Pinamonti, hanno grandi aspettative che però un po’ sono state disattese. Alla Roma do 5 per i primi mesi del 2019 e 7 nella seconda parte quindi 6,5. I trofei incidono nella valutazione, la Lazio ha vinto Coppa Italia e Supercoppa ed è stata superiore alla Roma per risultati. La Roma potrebbe aver svoltato con Fonseca, al di là del cambio di proprietà. Penso che possa essere la sorpresa di questo campionato con la Lazio. Tutti si aspettavano Napoli e Atalanta, invece Roma e Lazio stanno lì a competere con le più grandi. Arrivando in Champions League farebbero qualcosa di grande e di inaspettato, per come sta andando ora. Mi aspetto che continuino, ci sono le premesse. Al ritorno delle vacanze secondo me la Roma può fare 6 punti con Torino e Juventus”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “Fonseca si è preso la Roma, lui a differenza di altri è arrivato in punta di piedi, c’è stata molta diffidenza nei suoi confronti, ma poi la squadra ha cominciato a giocare bene nonostante le difficoltà per gli infortuni. Per me il 12 gennaio con Roma-Juve si decide la stagione. Se la Roma vince la classifica cambia e si può sognare. C’è da vincere un trofeo quest’anno, o l’Europa League o la Coppa Italia, altrimenti non sarà una stagione positiva”. 

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