‘RADIO PENSIERI’, MELLI: “Con Friedkin nuova vita”. FOCOLARI: “Non ho dubbi, sarebbe meglio di Pallotta”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Un bene l’interesse di Friedkin perché trovare qualcuno che voglia investire nel calcio italiano non è una cosa semplicissima. Dobbiamo abituarci a padroni fuori dall’Italia, l’unico pericolo è che questo crei un po’ di sbandamento nella società e magari nei giocatori. Scambio Florenzi-Esposito improponibile, anche perché il primo si troverebbe la strada ostruita anche all’Inter”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “L’ingresso di Friedkin sarebbe una grande notizia. Diamo per scontato che la Roma voglia vendere e che ci sia l’acquirente, significherebbe uscire dalla mediocrità finanziaria di questi dieci anni. Dobbiamo ragionare con ottimismo e dire che quello che arriva sarà meglio di quello che c’è stato, sennò ci rimettono sempre i tifosi. Si può parlare di nuova vita”. 

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Sembra che siamo vicini a una svolta, meglio di Pallotta e non ho dubbi. Friedkin è quello che ha prese le concessionarie della Toyota negli Stati Uniti, ma tutto ruota intorno allo stadio. Gli dicono che è cosa fatta, ma chi si sente di noi di dire la stessa cosa? Io non me lo sento, deve essere ancora approvato in via definitiva. Non capisco lo scambio Florenzi-Esposito: il primo è diventato un soprammobile nella Roma, ma che senso ha valorizzare un giovane di un’altra squadra sapendo che a giugno va via?”.

Stefano Carina (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “I documenti che girano dimostrano la volontà di Pallotta di vendere. Ora abbiamo imparato a conoscerlo, ritengo che voglia aspettare di capire come andrà a finire la questione stadio. Fino a quando non capisce questo, non so quanto possa esserci un’accelerazione a breve. Florenzi-Esposito? Improponibile. Quest’estate nell’affare Dzeko la Roma ha chiesto Esposito e l’Inter ha detto di no, Conte gli ha preferito Lazaro. La Roma sarà costretta a fare qualcosa: a destra Florenzi Fonseca non lo vede, Zappacosta rientra a febbraio… Ci sono solo Santon, Spinazzola e Kolarov e mi sembrano pochini. Poi dipenderà dalle condizioni di Cristante, che ha deciso di non operarsi: c’è la speranza ma non la certezza che possa tornare a gennaio”.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Se la Roma non si pronuncia neanche dopo la chiusura della borsa vuol dire che è una cosa abbastanza concreta. La cosa mi fa pensare… Scambio Florenzi-Esposito? Lo farei per un fatto tecnico, all’occorrenza se Dzeko dovesse saltare un tempo di una partita si saprebbe con chi sostituirlo”.

Max Leggeri (Centro Suono Sport – 101,5): “La Goldman Sachs, che gestisce di fatto la Roma perché principale canale di finanziamento del club, a mio avviso ha staccato la spina all’esperienza americana griffata Pallotta e contestualmente raccolto una serie di manifestazioni di interesse per il pacchetto di maggioranza della Roma. Che l’esperienza di Pallotta fosse arrivata agli sgoccioli o quasi era chiaro e i segnali erano già arrivati negli scorsi mesi: da una parte i disinvestimenti effettuati a livello sportivo, dall’altra la sua perdurante assenza fisica sommata all’emissione di un bond a scadenza 2024, che sancisce la chiusura dei rubinetti finanziari da parte delle banche. Dopo essermi bruciato con l’esperienza Pallotta, finché non vedrò non crederò alle reali potenzialità di questo gruppo Friedkin o di altri soggetti interessati. Certamente per quella che è la situazione finanziaria del club, mi auguro subentri al più presto un proprietario solido, che abbia realmente voglia di costruire una squadra vincente”.

Checco Oddo Casano (Centro Suono Sport – 101,5): “La documentazione emersa oggi a firma Goldman, certifica le indiscrezioni che da mesi girano intorno alla proprietà giallorossa. La Roma è stata messa in vendita da diverse settimane e sono tanti i gruppi interessati. La situazione finanziaria del club è peggiorata, così come sembra ormai diminuita la voglia di Pallotta e soci di investire in questo club. Dopo aver raggiunto un fatturato record nel 2018, ci sono stati disinvestimenti chiari che hanno ridotto il valore sportivo del club. Friedkin è un soggetto realmente interessato, ha visionato tutte le strutture della società nei giorni scorsi e sta studiando i conti della Roma da diverse settimane. Non credo minimamente all’ipotesi del socio di minoranza, perché nessuno fa il benefattore. Questo gruppo e altri vogliono l’intero pacchetto di maggioranza e la scadenza della ricapitalizzazione a dicembre 2020 detterà i tempi per un passaggio di mano, che appare ormai inevitabile”.

Antonio Felici (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport – 101,5): “Fonseca mi sembra uno in grado di fare da ombrello al suo gruppo: gli interessi personali dei singoli giocatori possono produrre un risultato collettivo. Smalling ha tutto l’interesse di fare una grande stagione, anche se volesse tornare allo United. Mkhitaryan si vuole rilanciare, Zaniolo vuole l’Europeo. La storia ci insegna che quando c’è un passaggio di proprietà, l’impatto sulla squadra c’è sempre. Guardiamo la Sampdoria oppure il Milan, ma anche la stessa Roma”.  

Francesco Balzani (Te la do io Tokyo – Centro Suono Sport – 101,5): “Nessuno può dire più di no al fatto che Goldman Sachs abbia messo in vendita la Roma. Si stanno cercando compratori in maniera insistente, probabilmente Pallotta si è stufato e ha dato mandato di trovare un acquirente. La Roma non la vedrei scossa da un cambio di proprietà, non ci sarà un contraccolpo perché non c’è un legame tra squadra e società come c’era durante la gestione Sensi o quella Viola. Chi può risentire di questo scossone?”.

Carlo Zampa (Nsl – 90.0): “Il calcio moderno è questo, siamo costretti a vedere su una brochure che la Roma sta cercando soci, e questo Pallotta l’ha sempre fatto. Bisogna vedere che soci arriveranno, se commerciali, per sponsorizzare lo stadio ad esempio, oppure soci che puntano al pacchetto di maggioranza. Pallotta in questi anni ha fatto di tutto per valorizzare il club, manca solo lo stadio che resta una priorità di questa proprietà. L’assenza di Pallotta fa riflettere: è stato anche in vacanza in Italia e non è mai venuto a Roma. Spero solo che arrivi qualcuno che porti la Roma in alto, dove merita di stare”.

Patrick Vom Bruck (Nsl – 90.0): “É una situazione complicata, spero che venga qualcuno che non veda la Roma come una tappa di passaggio: già abbiamo questo senso di precarietà con i giocatori che arrivano e fanno bene, evitiamo ciò anche con la società. Pallotta era interessato ai soldi: ha valorizzato il club, ma ci sono ancora spese molto alte e manca lo stadio. L’unica mia paura è che questo passaggio richieda tanto tempo, come fu per il passaggio da Sensi a Pallotta”.
Massimo Caputi (Nsl – 90.0): “La vera notizia sarebbe la cessione totale della Roma a un nuovo imprenditore: era da tempo che si cercavano altri soci, che in futuro potrebbero diventare di maggioranza. Ci sono due tipi di presidenti in Italia: il presidente padrone, come De Laurentiis, e i gruppi che gestiscono i club: Pallotta fa parte di questa seconda tipologia. Lo stadio non è importante solo dal punto di vista economico, anche da quello tecnico per ottenere risultati. Kean è il profilo giusto per la Roma: è un giocatore giovane di prospettiva, che deve essere solo l’alternativa a Dzeko, senza creare competizione tra i due”.

Gianluca Lengua (Radio Radio Mattina – 104.5): “Friedkin è il 504esimo uomo più ricco del mondo, importa Toyota negli Stati Uniti e sta valutando l’entrata all’interno della cordata della Roma, con l’acquisizione delle quote, per poi magari fare la scalata e diventare azionista di maggioranza. Sono arrivati a Roma dei suoi emissari per parlare con chi amministra il club, ci sarebbe stato un incontro allo studio Tonucci. I quattro fogli, che la Roma tramite Goldman Sachs sta presentando agli investitori, sono una sorta di menu dove viene presentata la Roma con il suo piccolo palmares. Sul documento c’è scritto che è in programma la costruzione di uno dei più grandi complessi sportivi e d’intrattenimento in Europa. È l’imprenditore deve capire il rischio: Pallotta in questo caso fa il suo lavoro da venditore, spiega il suo asset nel migliore dei modi. Dall’altra parte l’imprenditore deve essere furbo e capire ‘Cosa mi sta dicendo Pallotta? É vero che si farà lo stadio?’ E poi mi chiedo: con tutte queste belle prospettive, ora che Pallotta è arrivato alla meta perché ha deciso di vendere?”

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “L’obiettivo di questi nuovi americani è diventare proprietari della Roma e non semplicemente soci. Chi compra la Roma e gestisce lo stadio sa che dovrà prendere un mutuo per coprire gli investimenti, che poi verranno ripagati dal progetto stesso. Comunque ad ora non c’è nessuna voce ufficiale che ha confermato l’interesse di Friedkin. Trattativa inizia a essere un termine giusto, probabilmente con la sospensione del titolo in borsa della Roma la Consob chiederà chiarimenti”.

Simone Canovi (Nsl – 90-0):“É normale che si cerchino nuovi investitori, che sia quota parte o totalità del pacchetto azionario: ci sta questo ragionamento perché sono investimenti importanti. Anche l’assenza del presidente da un anno e mezzo avrebbe dovuto dare qualche segnale. Kean è un giocatore che tecnicamente farebbe comodo alla Roma, ma dal punto di vista economico mi crea qualche perplessità: vista la situazione finanziaria dei giallorossi, sarà molto difficile prendere il giocatore in prestito. Per Smalling si sta lavorando per il riscatto, ma quanto conviene spendere 15 milioni per un giocatore di 30 anni? Se si cerca nei vari campionati ci sono giovani di talento a molto meno”.

Roberto Infascelli (Nsl – 90.0): “Vedere la Roma spiattellata in rete come un prodotto mi ha messo tristezza, ma questa è una notizia che non è una notizia: la Roma da tempo stava cercando investitori. Friedkin rispetto a Pallotta è meno radicato nel mondo della finanza: non prenderebbe un asset da risistemare, per quello ci ha pensato Pallotta. Quello era l’obiettivo principale, valorizzare la squadra, la società e venderla. Manca lo stadio: in Italia te lo fanno fare se hai i soldi e se ti danno l’autorizzazione”.

Franco Melli (Radio Radio Mattina – 104.5): “Esposito con Dzeko in queste condizioni è una bella integrazione, Ibrahimovic non viene perché va al Bologna. Friedkin? Ma perché un investitore dovrebbe spendere 800 milioni per prendere la Roma? Il fatto del nome lo diceva anche Sensi, lo stadio non è pronto, un imprenditore farebbe un investimento al buio”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattina – 104.5): “Esposito diventerà un grande giocatore, ma non lo prenderei per fare il vice Dzeko: è un ragazzo di 17 anni che verrebbe per fare esperienza, ma non può cambiare le sorti della Roma. Sulla vendita del club sono molto critico, perché tutto quello che ci sta scritto sul documento di Goldman Sachs non è vero: lo stadio non c’è, come fa Pallotta a chiedere 800 milioni?”

Roberto Renga (Radio Radio Mattina – 104.5): “La notizia della Roma in vendita è clamorosa, ma ci sta. Il documento parla di uno stadio già fatto, avrei fatto anche io così, anche se basta il nome Roma per venderla. Esposito è un buon giocatore ma è una seconda punta, per quest’anno questo scambio di prestiti lo farei, tanto Florenzi non è utilizzato”.

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