‘RADIO PENSIERI’, AGRESTI: “Forse Fonseca sta soffrendo questo clima intorno a Florenzi”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Stefano Agresti (Radio Radio – 104,5): “Fonseca forse sta soffrendo questo clima intorno a Florenzi. Se ne è parlato molto. A prescindere da tutto, mi sembra che Florenzi non venga visto da Fonseca. Sembra che lo stia mettendo nelle condizioni di andare via da Roma. Gianluca Mancini ha fatto meglio nell’emergenza, come centrocampista, piuttosto che da difensore. I gol di Dzeko sono fondamentali perché la Roma al momento non ha una valida alternativa. Non ci sono dubbi su questo. E’ un grande giocatore, nell’ultimo periodo non ha fatto bene, ha pagato anche una condizione fisica non buona per via dell’infortunio allo zigomo. Ci si aspetta che ricominci a metterla dentro.”

Gianluca Lengua (Radio Radio – 104,5): La mia idea è questa: Fonseca vuole legittimare le sue decisioni. Per quanto riguarda la questione Florenzi lui dice: “Non lo faccio giocare perché lo dicono i giornali, ma per mia scelta”. Non lo vede terzino ma la tensione si è alzata solo dopo Parma-Roma.  La storia di Balotelli parla per lui. E’ un peccato. E’ un giocatore che può fare la differenza ma i suoi comportamenti non lo aiutano. Giocatori con questo carattere sono così forti proprio perché hanno questo carattere. Sulle difficoltà di Dzeko credo che lo zigomo non gli abbia causato problemi. Rispetto alle prime partite la Roma poi ha giocato in maniera differente. Il bosniaco è stato più distante dalla porta e non sempre ha trovato un compagno per metterla dentro. E’ importante che Dzeko senta la fiducia del tecnico, quando ce l’ha, va forte. Infine è importante che non si faccia male. Senza i suoi gol la Roma difficilmente arriverà quarta.

Stefano Carina (Radio Radio – 104,5): “Nessuno ha detto a Fonseca che Florenzi avrebbe dovuto giocare. Se il capitano non entra nemmeno nelle rotazioni, il compito dei media è quello di parlarne. Sembra quasi che il mister voglia ribadire il fatto che Florenzi rientrerà secondo le sue condizioni. Forse Fonseca è rimasto anche stizzito dalle parole del ct della Nazionale Mancini. Solo contro la Sampdoria Gianluca Mancini ha fatto una prestazione da 7 in pagella. Ha stupito invece da mediano. C’è qualcosa che non va in Balotelli, nel momento in cui non ha più la serenità e la sicurezza di essere al centro del progetto va in tilt. Con Grosso lui non è più il fulcro delle Rondinelle. La Roma invece non ha un’alternativa oltre a Dzeko. Fonseca non può rinunciare al bosniaco. Aveva fatto 7 reti nelle prime 9 ma poi il periodo di calo. L’involuzione c’è stata. Nella prima parte di campionato c’è da dire che la Roma era anche una squadra più offensiva rispetto ad ora. Mi auguro che torni a segnare.”

Ubaldo Righetti (Tele Radio Stereo – 92.7): “Non penso che Zaniolo rimarrà per sempre alla Roma,  semplicemente perché è impossibile rifiutare i contratti che ti propongono le grandi squadre. La partita di domani è difficile: la Roma per crescere deve pensare che tutte le partite sono importanti. Quando giocavo preparavamo sia le partite di campionato che quelle di coppa alla stessa maniera”.

Federico Nisii (Tele Radio Stereo – 92.7): “Pallotta non mi è mai piaciuto come presidente, soprattutto perché non puoi fare delle promesse e poi non mantenerle: scrisse quella lettera dove prometteva di essere più presente e poi non l’ha mai fatto. L’unica cosa positiva è che ha preso la Roma e in otto anni l’ha valorizzata. Non mi preoccupa tanto la sfida di domani, quanto quella di giovedì a Istanbul: giocheremo contro una squadra in forma che ha appena vinto il derby, non sarà facile”.

Alessandro Austini (Tele Radio Stereo – 92.7): “Totti stava nello stesso hotel di Friedkin, non sappiamo se si siano incontrati. Magari era lì per altri motivi, forse per parlare della sua nuova attività. Con le parole di ieri è stato molto chiaro: non tornerà alla Roma. Pallotta venderà a quel prezzo compreso lo stadio: i tempi della trattativa tra Pallotta e Friedkin sono molti stretti rispetto a quelli della costruzione dello stadio, perché la burocrazia e la politica stanno allungando ancora di più i tempi. All’inizio Friedkin avrà bisogno di Pallotta per un discorso di scalata, sarebbe troppo difficile acquisire la quota di maggioranza senza il presidente. Raiola ha provato a prendere come assistito Zaniolo, ma fortunatamente Nicolò non ha accettato. Sono rimasto sorpreso da Smalling e Mancini”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattina – 104.5): “Totti ha preso una decisione, ma non ha mai detto che con Friedkin non tornerà: lui ha semplicemente detto che non è convinto che Friedkin comprerà la Roma. Non ho certezze su chi prenderà la Roma e se Pallotta la venderà, l’unica certezza è che a Trigoria c’è il cartello vendesi e che si è fatto avanti un investitore interessato“.

Gianluca Lengua (Radio Radio Mattina – 104,5): “Friedkin forse si è incontrato anche con Balzaretti, sicuramente sono stati nello stesso hotel e nello stesso momento. Nessuno finora ha interpellato Pallotta: cosa sta succedendo? Perché sta vendendo? E venderà davvero? Come sappiamo tutti quanti, dietro la Roma non c’è solo lui ma anche altri investitori che hanno messo dei soldi nella società nel Delaware. E loro li hanno messi pensando che ne sarebbero tornati di più: ora loro chiedono il conto a Pallotta. Fosse per lui, non venderebbe, ma visto che ci sono altri investitori deve sicuramente ascoltare le offerte. Degli ultimi anni non gli sono piaciuti i ritardi nello stadio e soprattutto l’ha deluso molto Monchi, che aveva portato anche a casa sua. Totti è rimasto male di molte persone che l’hanno tradito nella Roma e Friedkin non penso cambierebbe tanti uomini a Trigoria. Florenzi? Sta bene, l’abbiamo visto in nazionale”

Furio Focolari (Radio Radio Mattina – 104.5): “Totti è ancora un uomo ferito, quello che sono riusciti a fare gli americani è qualcosa fuori dal mondo, poi ognuno fa come vuole. Se fossi Friedkin la prima cosa che farei è chiamare Totti: con lui riporteresti i tifosi a casa, rimetti la chiesa al centro del villaggio. La Roma avrebbe dovuto trovare un ruolo a Francesco, non metterlo da parte. Brescia? Se leggete i siti dei tifosi, nessuno è dalla parte di Balotelli, sono tutti per Donnarumma. Balotelli ne ha fatta una delle sue: si è lamentato perché non gli hanno dato il fratino dei titolari”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattina – 104.5): “Credo e spero che la Roma non abbia difficoltà a battere il Brescia”. 

Franco Melli (Radio Radio Mattina – 104.5): “Mi hanno colpito le parole di Totti. A distanza di tempo mi sembra che non riesca a dimenticare la Roma, come se gli avesse fatto del male”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattina – 104,5): “Il futuro di Totti sarà ancora alla Roma. Non so tra quanto, ma tornerà. Se lo chiama Friedkin lui ci pensa, ma dipende però dal ruolo. Certo deve essere uno importante, non il gagliardetto come gli hanno fatto fare. Roma-Brescia? Non vedo difficoltà, solo la Roma può rendersi la vita difficile”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattina – 104,5): “Secondo me Totti per due o tre anni vuole disintossicarsi dalle annate vissute con Pallotta. Lui oggi non ha bisogno della Roma, vuole acquisire altre capacità e fare esperienze diverse nel calcio. Spero che chi prenderà la Roma pensi al business ma soprattutto alla squadra, perché Pallotta ha pensato soprattutto allo stadio. La Roma contro il Brescia deve vincere, mi sembra una partita scontata”.

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