‘RADIO PENSIERI’, AGRESTI: “Piatek e Mertens non sono nomi da grande Roma. A Friedkin va dato tempo”

‘RADIO PENSIERI’, AGRESTI: “Piatek e Mertens non sono nomi da grande Roma. A Friedkin va dato tempo”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Roberto Renga (Radio Radio – 104.5): “Non credo che si possano fare i nomi della nuova Roma, non c’è ancora il closing. Si chiuderà, ma ci andrei molto cauto. Non saprei come sarà la Roma del futuro, ma so che gli posso chiedere di non perdere i giocatori che quest’anno sono andati bene, quindi tenere Mancini, Pellegrini e Zaniolo. Se tornasse Politano sarei molto contento, in Primavera ricordo che giocava poco e gli davano compiti tattici, poi ho visto che era bravo nel prestito a Perugia, ma l’hanno ceduto. Non c’è motivo di vendere ora, la Roma è uscita dai debiti economici e dalla situazione con l’Uefa. Spero possa capire che può spendere, ma in maniera intelligente, di certo non chiederei di prendere Messi”.

Stefano Agresti (Radio Radio – 104.5): “Quelli che si fanno ora sono nomi per questa Roma, che possono rinforzarla già a gennaio. Poi quello che farà Friedkin non lo so, bisogna aspettare che arrivi e si chiarisca le idee. Sono giocatori importanti ma non da grande Roma, non sono quelli che ti fanno fare il salto di qualità. Se prendi Mertens e Piatek penso che tu faccia un mercato di conservazione della posizione attuale, non per crescere. Ma non è neanche giusto che chiediamo a Friedkin di prendere dei fenomeni. Arriverà a mercato di gennaio praticamente chiuso, studierà e poi in estate deciderà quanto vuole investire. Lì capiremo il suo modus operandi. Non posso pensare che arrivi e venda Zaniolo, anche per una questione di immagine”.

Franco Melli (Radio Radio – 104.5): “Per anni la Roma è stata considerata come l’anti-Juve, ora con questo nuovo tycoon possiamo pensare a un progetto a metà tra i grandi risultati sportivi e il business. Per questo Stadio della Roma ci sono sempre intoppi, indagini, colpi di scena, burocrazia, sono 8-9 anni che se ne parla. Capisco che il nuovo entrato possa pensare di scegliere un altro terreno per avere, prima o poi, questo benedetto stadio”.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio – 104.5): “La Roma ha fatto meno della Lazio in quest’anno, ma si combina l’entusiasmo del campo con quello che succede fuori. Pallotta ha fatto passare alla Roma anni tutt’altro che straordinari facendo pensare che non ci potesse essere un cambio di passo a breve. Per premesse e situazioni non poteva essere un anno migliore. Stadio? Ricominciare tutto l’iter sarebbe complicato, credo che piuttosto che cominciare tutto da capo Friedkin insisterà su Tor di Valle, almeno il primo periodo. Penso si continuerà su quel progetto e cercherà di fare lì lo stadio”.

Tony Damascelli (Radio Radio – 104.5): “La Roma ha capito che può decollare con il nuovo proprietario. Lui è uno che può dare alla Roma un’identità più definita rispetto all’epoca di Pallotta e gli americani di Boston. La Roma sta bene e magari è invidiata da chi ha altri problemi. Senza stadi di proprietà il calcio italiano non farà mai il salto di qualità”.

Carlo Zampa (Nsl Radio e Tv – 90.0): “A Pallotta va dato il merito di aver dato comunque una struttura professionale alla Roma. Adesso però gli manca di riuscire a vincere qualcosa, non è soltanto un’azienda che si basa sulla plusvalenza. Con Friedkin aspetto i fatti concreti. De Rossi e Totti stanno pendendo strade diverse ma spero di rivederli a Roma: potrebbero essere un riferimento per Friedkin. L’imprenditore texano deve essere un presidente, Pallotta è stato solo un proprietario. In vista del 2020 spero di vincere almeno la Coppa Italia”.

Angelo Mangiante (Nsl Radio e Tv – 90.0): “Già che Friedkin si avvicini alla Roma per un sentimento pure nei confronti della città mi rende orgoglioso. Spero che Friedkin venga consigliato bene, cosa che non è successa sempre con Pallotta, e che riempia lo stadio. Normalmente l’Olimpico non va oltre i 30 mila spettatori. Bisogna portare più gente allo stadio. C’è bisogno anche che Friedkin venga qui e capisca il modo di pensare dei romanisti. Da quel che so non è all’ordine del giorno un ritorno di De Rossi”.

Roberto Infascelli (Nsl Radio e Tv – 90.0): “C’era un’aria frizzante intorno a Friedkin dopo la difficile era Pallotta. Quest’ultimo è stato sanguinato mentalmente, nella voglia di tornare a Roma. Così si spiega la lunga assenza dalla capitale. Friedkin metterà suo figlio Ryan per evitare gli errori del passato. Pallotta voleva esportare all’estero il brand: è vero che la Roma è più conosciuta adesso ma non ha veri e propri tifosi. Il suo essere principalmente manager non ha aiutato nelle difficoltà della piazza. Si è perso per strada. Il 2019 è stato tremendo per la Roma e nessuno se lo aspettava per come si arrivava dall’anno precedente. L’importante ora è ascoltare Fonseca, l’uomo copertina”. 

Dario Bersani (Nsl Radio e Tv – 90.0): “E’ stato un anno complicato che ha tolto soddisfazione ai romanisti. Un stagione che ha dato indizio sul possibile addio di Pallotta, considerando anche la lunga assenza. Speriamo che Friedkin abbia a cuore la Roma e che porti aria fresca nella capitale: mi sembra molto motivato. Il magnate texano deve fare affidamento su due certezze: Petrachi e Fonseca. Quest’ultimo è una delle cose più belle che ci sia capitate negli ultimi anni. Pallotta ha voluto troppo “capitalizzare” la citta di Roma. Il progetto era ambizioso ma non si è vinto nulla”.

Alvaro Moretti (Radio Radio – 104.5): “Parlando con le persone che hanno lavorato insieme a lui abbiamo saputo che Friedkin non vuole ancora uscire allo scoperto. C’è una differenza grande con Pallotta: Friedkin ha un interesse reale per Roma legato ad una frequentazione abituale della capitale. L’intenzione è fare un investimento duraturo. La Ryder Cup 2020 attirerà l’attenzione degli inglevi verso Roma e per l’imprenditore texano è una grande opportunità per i propri affari. Credo che ci vorrà un mese per finalizzare il tutto. Vedremo grandi giocatori alla Roma. Lo scambio Under-Politano? Firmerei subito. E’ una operazione reale che si può fare”.

Roberto Renga (Radio Radio – 104.5): “Dobbiamo andare cauti: fino a quando non si conclude tutto con le firme non possiamo essere sicuri che Friedkin arrivi alla Roma. Quando leggo del mercato già impostato con il nuovo presidente divento matto. Mi sembra complicato l’affare Politano: si potrebbe far uno scambio ma non credo che Conte voglia Under”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio – 104.5): “Sul mercato io prenderei Cavani dal Psg. Alla Roma serve un grande giocatore per dare una sterzata decisiva. Solo questi profili ti possono portare a vincere il campionato. L’ex Napoli però sembra ad un passo dall’Atletico Madrid”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): ““Lo scambio Under-Politano sarebbe una grande operazione. Il turco non è mai riuscito ad incidere veramente. L’esterno dell’Inter mi sembra più completo e decisivo rispetto all’ex Basaksehir. Tra l’altro è pure italiano”.

 

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