‘RADIO PENSIERI’, VOCALELLI: “Per la ripresa della A non mi farei guidare da Francia e Germania”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Max Leggeri (Centro Suono Sport – 101,5): “Questa mattina attraverso alcuni giornali, tra cui in primis la Gazzetta dello Sport, media partner del club, la Roma ha fatto filtrare un chiaro ammonimento nei confronti della tifoseria: ‘se non riprendiamo a giocare, rischiamo un ulteriore ridimensionamento tecnico’. Caso strano, proprio il giorno successivo alla presa di posizione esemplare e condivisibile della Curva Sud sullo stop al campionato. Sono infastidito e mi chiedo perchè la Roma non emetta un comunicato ufficiale sulla vicenda per chiarire la propria posizione. In un momento così difficile per l’intera popolazione, si aggiunge anche il timore che possano esser ceduti ulteriori pezzi pregiati come Zaniolo e Pellegrini. I tifosi della Roma, al pari di quelli di altre tifoserie, hanno declamato ancora una volta il loro amore per la squadra, ma in calce a questo amore hanno chiesto di fermarsi, perchè il calcio senza pubblico è svuotato di qualsiasi significato. E’ una pagina veramente molto triste

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,2): “Non dobbiamo prendere come spunto né la Francia che si ferma né la Germania che riparte. Non mi farei guidare da cosa fanno gli altri, ma dalla voglia di ricominciare nella nostra situazione. Poi bisogna capire in che condizione ripartono i tedeschi: i calciatori, come annunciato per quelli italiani, saranno in una bolla come è previsto per quelli di Serie A o possono tornare a casa? Prendere solo il pezzo finale della decisione non serve a dare una visione complessiva della situazione”

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104,2): “La ripresa del campionato in Germania non incide su di noi come avrebbe fatto un eventuale stop del governo tedesco. Se la Merkel avesse deciso di fermare tutto ci sarebbe stata sicuramente una ricaduta sul nostro calcio. Spadafora? Dall’intervista di Conte di oggi mi sembra si parli ormai di un Ministro dello Sport dimissionario”.

Tony Damascelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,2): “Non tutti i calciatori vogliono tornare in campo ed è normale, umano. E’ un fatto psicologico”

Alessandro Austini (Teleradiostereo – 92,7): “Oggi la Germania comunicherà la sua decisione sulla Bundesliga e tutto il calcio europeo starà a guardare. Sarà una scelta importante per tutti. La Roma riprenderà domani con gli allenamenti, ma non ho idea di quando rivedremo il pallone. Bisogna capire chi comprerà il club, Pallotta sta capendo cosa fare: cedere anche a prezzi sfavorevoli o tenere il punto per non perdere soldi” .

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “L’interesse di cvc per i diritti televisivi della Serie A dimostrano che il calcio italiano ha ancora un grande appeal. Bellissimo rivedere i giocatori correre sui prati verdi”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Io la situazione dell’Italia la vedo difficile. Il calcio? Ci sono società che stanno in grande difficoltà. L’impressione che ho è che nessuno si vuol prendere la responsabilità di decidere. Con questo protocollo mi sembra quasi impossibile che si riparta. Il calcio senza pubblico è un altro sport”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Il fatto che i tamponi vengano fatti ai giocatori e alla gente no non è un problema o una colpa del calcio. Ci pensasse il Governo. Leggo tanto populismo in giro. Io penso che il calcio debba rientrare presto nelle case degli italiani, per tirare un po’ su il morale della gente”.

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Non dobbiamo copiare la Germania perché sono diversi da noi sotto tanti aspetti. L’Italia è una barchetta in mezzo all’Oceano e c’è un timoniere che non conosce le tempeste e le rotte giuste. Abbiamo dato un’importanza eccessiva al Ministro dello Sport. Le Leghe possono benissimo decidere il proprio futuro. Spadafora di calcio e di sport in generale capisce poco”.

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