Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

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ROBERTO MAIDA: "La questione di Spalletti è ancora molto nebulosa, ma non sono preoccupato dalle sue dichiarazioni. Sono frasi che si dicono, in più non c'è stata alcuna smentita. Quindi lui ha detto ciò che sente, ciò che prova. La Roma è in una situazione di stallo, non c'è alcuna negoziazione in corso, lo ha detto Gandini. Non è un bel vedere per la Roma: ci sono il tecnico in scadenza, il capitano in scadenza e il vice-capitano in scadenza. Monchi ha offerte molto più remunerative e ambiziose rispetto a quelle che gli offre la Roma, non credo che sia giusto dare per scontato che verrà a Trigoria. Baldissoni vuole continuare con lo 'status quo', con Spalletti e Massara. Posso capire che nella scelta di un altro direttore sportivo sia nelle mani di Baldini, ma nel caso dovesse arrivare un nuovo allenatore, chi lo sceglie??"

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FABIO MACCHERONI: "La Roma è sulla strada giusta per tenere testa alla Juve, lo si è visto proprio dalle dichiarazioni di Spalletti. Ma noi che cosa pensiamo di fare? Vogliamo un tecnico che arriva sempre secondo? Io lo reputerei un risultato positivo, ma purtroppo non conta ciò che uno pensa, contano i risultati. E alla società va rimproverato il fatto che non si vince mai. Se Spalletti vuole andarsene, se ne andasse. Non vuoi firmare? Chissenefrega! Non starò di certo qui a piangere il fatto che non ci sarà più, perché tanto senza una società alle spalle non si può costruire una grande squadra. Di certo il cerchio non si chiude con i secondi posti"

IACOPO SAVELLI: "La posizione presa da Spalletti va rispettata, è normale che la si pensi così. Il suo discorso lo capisco e lo apprezzo. La squadra, però, quest'estate l'ha fatta lui, non Sabatini. Sabatini già sapeva che se ne sarebbe andato e le redini le aveva direttamente il tecnico. Non abbiamo più bisogno dei piazzamenti, abbiamo bisogno di qualcuno che sappia arrivare primo. Arrivare secondi è comunque imprescindibile, è meglio che vincere la Coppa Italia dato che non ti dà una lira. C'è comunque voglia di festeggiare una vittoria e un trofeo,  l'ennesimo piazzamento non può essere festeggiato. La Juventus non è il nostro metro di paragone, da nessun punto di vista. Mi auguro che Spalletti non firmi per un anno, ma per cinque anni."

PAOLO FRANCI: "Credo che Spalletti sia stato molto crudo, ma alquanto sincero. Fa bene a pensarla così, è arrivato a Roma e ha dichiarato di essere stanco di arrivare secondo. Probabilmente si aspettava qualcosa in più da parte della società, ma il gap con la Juventus non è stato diminuito, anzi. Credo sia una questione di una situazione non congeniale per lavorare, questo però è dovuto anche dall'eliminazione in Champions League, nella quale lui non può essere esente da colpe. Sabatini e Spalletti all'Inter? Lì hanno i soldi veri e non credo siano incompatibili, se c'è la voglia di lavorare si trovano i giusti compromessi"

UGO TRANI: "La Roma non mi tranquillizza mai, perché noi facciamo sempre i conti sui nostri dolori. La Coppa d'Africa penalizza la Roma, ma chi è che va in Coppa d'Africa della Juve? Come minimo sono sempre il doppio, perché per esempio ci vanno sicuro Benatia e Asamoah. Noi piangiamo sempre sui nostri problemi, ma quando piangi ti attiri le iatture invece di andare a testa alta. Spalletti è uno che vuole cose sicure e soldi, le cose variegate ed esotiche no, ecco perché non gli andava bene Vainqueur. La partita di Torino ha portato a galla dei pensieri che non avevamo da un po', Spalletti ha stupito tutti, anche i suoi collaboratori, perché la Roma non aveva la forza di attaccare con Gerson. Il problema delle partite con la Juve è che sembra che ci sia solo quella partita nell'anno, e questo è il motivo per cui poi la sbagli. Se avessimo avuto 4 punti in più tra Cagliari ed Empoli, sarebbe stato un altro campionato, in questo campionato certe partite sono vinte in partenza. Roma-Chievo non deve essere una partita".

ALESSANDRO ANGELONI:Le parole di Spalletti? Mi pare che siamo sempre al solito discorso ‘La penna in mano ce l’hanno i miei giocatori’. Certo, più si va avanti più questo tipo di discorso può essere più complicato da risolvere. Però mi pare che il pensiero di Spalletti ricalchi quello che ha sempre detto da Pinzolo fino ad oggi. La Roma non ha fretta, chiaramente fra un mese le cose possono cambiare. Se temporeggi anche a febbraio per me te ne vai. Se questa tarantella va avanti per un altro mese, una decisione deve essere presa. Se si arriva a gennaio/febbraio senza sapere chi sarà l’allenatore del prossimo anno, diventerebbe un problema. Secondo me sarebbe cosa buona e giusta programmare la prossima stagione, non si può andare avanti troppo”.

LUCA VALDISERRI: “Le parole di Spalletti? Non sono una novità assoluta, però la tempistica crea un problema in più, anche se a tutti gli effetti l’intervista è stata fatta prima di Juve-Roma. È una frase che non fa piacere, lascia più interrogativi che certezze. In questo momento i giocatori hanno bisogno di sentire sicurezza nella guida. Sarà anche onesta come dichiarazione, ma come dirigente non mi piacerebbe molto. Nessuno poteva chiedere a Spalletti di vincere lo scudetto dopo l’ultima campagna acquisti della Juventus. Spalletti ha un ascendente importante sulla piazza, la società avrebbe dovuto fare passi maggiori per chiudere questo rinnovo”.

PAOLO CENTO: “Spalletti è un bravissimo allenatore, però stecca anche alcune partite. A Torino l’ha steccata, quindi è normale che ci siano le critiche. Ancora devo capire perché ha giocato Gerson. Comunque il giudizio è complessivamente positivo, quindi ora è il caso che scelga di firmare questo benedetto contratto, oppure che dica no così la società si mette l’anima in pace e ne cerca un altro. Il tema di questo rinnovo è decisivo. A me pare che Spalletti stia tergiversando perché non è sicuro di un progetto vincente”.

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