‘RADIO PENSIERI’, PIACENTINI: “I soldi di Coric e Bianda potevano essere spesi meglio”

‘RADIO PENSIERI’, PIACENTINI: “I soldi di Coric e Bianda potevano essere spesi meglio”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Gianluca Piacentini (Teleradiostereo 92.7): “Durante tutto il ritiro i segnali che arrivavano da Karsdorp erano positivi, si pensava potesse essere un nuovo acquisto a tutti gli effetti. Questa esclusione non è di natura fisica. Visto i risultati forse i soldi per Coric e per Bianda, che fa fatica anche in Primavera, potevano essere spesi diversamente. Spero che Di Francesco abbia trovato i motivi di questo momento, pensare solo alle cessioni è banale”

Andrea Pugliese (Teleradiostereo 92.7): “Karsdorp a questo punto rischia di diventare un problema per la Roma. Penso sia difficile vedere lui e Coric contro il Frosinone a questo punto. Il croato non trova la collocazione giusta”. 

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Quando allo stadio ci stava il deserto si vincevano tutte le partite in casa, adesso che ci sta una grande curva che trascina la Roma ha il peggior ruolino di marcia non si sa da quando. In trasferta, prima del Milan, non si era persa neanche una partita nel 2018. Speriamo di poter riprendere questa marcia contro una squadra scarsa e in difficoltà come il Bologna. Totti-Spalletti? Non se ne può più di questa polemica. Non leggo la classifica della Roma per non vomitare in diretta.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La Roma non fa niente per dare a Totti delle mansioni. Lo tiene come un manichino, una cosa decorativa. Lo tengono dentro, ma virtualmente sta fuori. Il ruolo che ricopre ora Totti glielo diede Rosella Sensi, non gli americani. E si vede tutto, che agli americani non gliene frega niente o addirittura non sono contenti perché è un elemento scomodo”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La Roma è rimasta come era 7 anni fa all’arrivo degli americani, senza vittorie e senza trofei. Anche Gandini, avrebbe dovuto avere un ruolo di primo piano ma è sempre rimasto ai margini e ora sta tornando al Milan. Baldini e Baldissoni continuano a essere i padroni della Roma”.

Fernando Orsi (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “In 7 anni la Roma non è riuscita a vincere neanche una Coppa Italia ed è una cosa grave. Hanno vinto tutte e questo deve far pensare. Al di là di tutto, quando vinci qualcosa hai sempre meno torto di quanto puoi aver prodotto. All’interno di questo c’è anche la gestione Totti”.

Ivan Zazzaroni (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Totti non ha una strategia. Lui dice quello che gli viene e che pensa in quel momento. Non ha paura di nessuno ed è libero di dire quello che gli pare, magari anche cose sconvenienti. Poi può anche creare dei disturbi. Lui è spontaneo ma per certi punti è anche più ‘pericoloso’. Io però sarei più preoccupato della Roma che di Totti. Da quando Pallotta ha saputo che non avrebbe fatto lo stadio, in coincidenza si sono cominciate a fare queste dismissioni, come Nainggolan e Strootman. Spero che non sia questo l’origine di tutto, perché la Roma deve essere competitiva. A Madrid partita devastante, 29 tiri verso la porta di Olsen. La Roma non può e non deve essere questa, è inaccettabile. Mi auguro che si rimetta in carreggiata trovando le risorse che ha trovato l’anno scorso. L’acquisto di Nzonzi non ha senso, non c’entra con questa squadra”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “Anche il bilancio dell’ultimo giugno è stato chiuso in perdita, nonostante i soldi della Champions. Questo perché? Perché quando la Roma guadagna, i soldi li investe. Per l’Uefa sarà break even, ma in realtà è in perdita un’altra volta. Come fa la Roma a perdere nell’anno in cui ha ricavi non previsti? Spende soldi ristrutturando Trigoria, una voce non prevista nei costi. Ora attiro insulti: in Real-Roma per la prima volta ho visto un abbozzo di identità quando la squadra aveva la palla. Per il livello dell’avversario, è stata meglio questa di Roma-Chievo. Ho visto la prima azione bella di quest’anno. La partita col Real non è positiva, ci mancherebbe altro, però ho visto qualcosa. Mi ha preoccupato più Milan-Roma dell’ultima gara a Madrid. Questa squadra ha la potenzialità di fare ottime partite, e lo dimostra una gara persa 3 a 0. Sono contento che Di Francesco non sia contento perché deve pretendere sempre di più. Io sono comunque preoccupato. Il problema è tutto nella testa, speriamo che Di Francesco riesca ad entrarci in qualche modo. E non molli”.

Riccardo ‘Galopeira’ Angelini (Teleradiostereo 92.7): “Oggi c’è chi scrive che Di Francesco si è rivolto ai senatori. Mi auguro che non sia vero, spero che abbia parlato a tutta la squadra. Avete visto l’atteggiamento di Kolarov in campo? È un’impressione sbagliata se dico che nelle ultime prestazioni si prende meno responsabilità rispetto a prima? La Roma è una squadra forte che può e deve far molto meglio, e io dico ancora che il mercato non è stato sbagliato, anzi, fino al pre-Malcom era pure mirato. Ma sulla partita di mercoledì… Asensio quella giocata non l’avrebbe mai fatta contro la Juve, non sarebbe nemmeno entrato in area”.

Gianluca Lengua (Radio Radio Mattino – 104,5): “Pallotta è sempre più spazientito dalla situazione stadio e, da quello che ho capito, lui o chi per lui dovrà sborsare altri soldi. Il presidente dice che ha già speso tantissimo e che se non si farà lo stadio è pronto a lasciare la Roma. A Trigoria dicono che non c’è stato un rallentamento sull’iter, staremo a vedere… Quanto al campo Di Francesco ieri ha coinvolto i giocatori più simbolici in un colloquio di gruppo. A Trigoria sono in allerta perché la situazione della squadra deve prendere un’altra piega. Di Francesco proverà a trovare la vittoria, partendo dal 4-3-3 e inserendo Perotti e Kluivert”.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Sullo stadio c’è stato un passo avanti, ma bisogna vedere che tipo di situazione nuova si viene a creare. I tempi tecnici sono ancora lunghi e la burocrazia è lenta. Domani a Bologna ci saranno diversi cambi, uno per reparto se non due, sia perché Di Francesco lo fa a ridosso di tre partite in una settimana, sia perché alcuni a Madrid non hanno reso secondo le aspettative. La scelta della formazione di domani sarà la più complicata della stagione per il tecnico. La mancanza di tre punti al Dall’Ara aprirebbe una crisi importante. Di Francesco è un allenatore che lascia molto spazio ai giocatori, li ascolta, ma poi è anche rigoroso e sa essere molto severo”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Non credo che Di Francesco sia in discussione. Certo, se perdi a Bologna e nel derby vince la Lazio… I pronostici sulla Roma non li faccio più, perché quest’anno mi frega sempre. La squadra fa fatica a trovare una giusta identità e questo comporta una difficoltà a trovare una posizione in campo. Serve dare più certezze ai giocatori”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Se la Roma non vince a Bologna, secondo me a Di Francesco non succederà nulla. Lo scossone potrebbe arrivare se la Roma perde il derby. Le cose sono due: o Eusebio vuole dimostrare che il mercato non è stato quello che dicono i dirigenti, o cerca di trovare una soluzione che vuole accontentare un po’ tutti”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Secondo me sull’iter dello stadio della Roma ci sarà sempre il freno a mano dopo i fatti accaduti, credo non se ne farà nulla di concreto”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Totti ha sempre considerato Trigoria casa sua. Ci sono stati due momenti diversi vissuti da Totti con Spalletti. Nella prima esperienza il tecnico gli è stato molto vicino, soprattutto durante l’infortunio. Nella seconda non è che ha deciso di farlo smettere, perché il primo campionato lo ha fatto giocare quando serviva e quando decise in campo con i gol, mentre l’anno dopo non lo ha fatto giocare quasi mai. Questo amore tra i due durò pochissimo, anche nella prima esperienza di Spalletti. Quando gli americani presero la Roma, il primo input dato a Luis Enrique era quello di mettere da parte Totti. La Roma a Bologna non può sentirsi tranquilla, ma anche Lazio, Inter e Napoli hanno partite difficili. La formazione della Roma che leggo in vista di domani dimostra la bocciatura di alcuni giocatori. Mi fa piacere rivedere Perotti dall’inizio, è un giocatore che qualunque grande squadra farebbe giocare. Sostituire Fazio e Kolarov con Marcano e Santon mi spaventa. Ma il Bologna non ha ancora mai segnato un gol. Sette cambi rispetto a Madrid? Non capisco cosa abbia in mente Eusebio”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “Le esternazioni di Totti le capisco, ma dico quello che ho sempre sostenuto. Spalletti ha avuto la sfortuna di capitare nel momento in cui c’era da dire addio a Totti. Lo ripeto: l’amarezza di Francesco, anche a distanza di tempo, la capisco, ma lo stop di Spalletti a Totti è una decisione tecnica appoggiata sicuramente dalla società”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Totti doveva decidere da solo di smettere, e invece lo ha fatto qualcun altro per lui. Questa è la cosa peggiore. Leggo che alcuni giocatori della Roma sono stanchi e questo mi sembra ridicolo. Pensare al derby? E’ una partita come le altre ed è meglio se ci arrivi facendo punti. E’ vero che dalla Roma ci si aspettava di più, ma per dare le sentenze occorre aspettare almeno fino alla sosta di ottobre. Mi sembra tutto un po’ esagerato”.

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  1. noel - 1 anno fa

    Se DiFra non era responsabile
    per gli acquisti di Marcano, Bianda e addirittura di Karsdorp la stagione scorsa e nemmeno di quelli acquistati quest’anno;
    per le cessioni di Strootman, Alisson, Rudiger, Salah e via dicendo;
    allora i responsabili rimango solo due persone: Pallotta in primis (per i soldi) e Monchi (in obbedienza al suo padrone.

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