‘RADIO PENSIERI’, TORRI: “Se si decide di continuare con Fonseca serve rinnovargli subito il contratto”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Mario Sconcerti (Tele Radio Stereo – 92,7): “Un allenatore in scadenza non potrà mai lavorare bene, verrebbe meno anche il rispetto tra spogliatoio e tecnico. La posizione dell’allenatore deve essere la più stabile di tutti. I primi sei mesi saranno mesi di osservazione da parte della nuova proprietà, il primo anno servirà per capire in che mondo è capitato”.

Piero Torri (Tele Radio Stereo – 92,7): “Se si decide di continuare con Fonseca serve dare una mozione di fiducia al tecnico, un ‘credo in te’ forte, con un altro anno di contratto oltre la scadenza. Credo che ci saranno alcuni scambi tra Juventus e Roma. Fienga e Paratici si vedono e si sentono più spesso di quanto noi pensiamo. Ai bianconeri uno come Florenzi servirebbe parecchio. Per il portiere della Roma prenderei Perin. Se vendi Dzeko hai bisogno di due centravanti, dei quali uno top. Temo che Raiola chieda alla Roma semaforo verde su Calafiori, per portarselo dove vuole lui”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Se fosse rimasto Pallotta sarei stato molto preoccupato per la situazione di Zaniolo. L’arrivo di Friedkin è stato provvidenziale da questo punto di vista, ma non vuol dire adesso che deve essere trattato come un messia“.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Stona un po’ questo incontro a Londra della dirigenza romanista, ma per il futuro bisogna essere positivi. Finalmente i romanisti e il popolo giallorosso si è liberato di Pallotta e questo non è un aspetto secondario. Per far capire alle persone la grandezza del progetto serve però un colpo ad effetto. Magari un allenatore come Allegri o un top player“.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Questo primo tentativo di Friedkin di recuperare la passione romanista mi sembra giusto. Dobbiamo allo stesso tempo aspettare e andare piano con gli elogi, perché l’esperienza ci deve portare a essere cauti. “.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Le dichiarazione di intenti sono tutte uguali, mi sembrano molto simili a quelle di nove anni fa. Le avventure societarie si misurano con i fatti, mi auguro quindi che si dia subito seguito alle parole. Magari che i vertici di mercato possano farsi nella Capitale e non a Londra, così anche da ricreare un senso di appartenenza e un entusiasmo nuovo“.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Penso che in questi incontri londinesi verrà chiesto a Paratici di diventare il nuovo direttore sportivo della Roma. Ho inoltre letto che si possa parlare anche di Zaniolo, ma non credo proprio che Fienga possa mettersi seduto per discutere la posizione del talento romanista”.  

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “I Friedkin hanno scelto un basso profilo in questa prima fase e scegliere Londra come sede degli incontri ne è una ulteriore conferma“.

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo – 92,7): “Le strategie della Roma mi fanno pensare che per il futuro si voglia prendere un direttore sportivo attualmente impegnato. Il nome che piace di più è sempre quello di Paratici. In altri tempi l’arrivo di uno come Pedro avrebbe rubato le prime pagine dei quotidiani sportivi“.

Alessandro Austini (Teleradiostereo – 92,7): “Dispiaciuto anche a me che si erano create le premesse per l’arrivo di qualcuno molto importante, ma ora l’obiettivo è capire cosa vuole fare Friedkin. Anche sul campo delle plusvalenze: vuole onorare il piano dei 120 milioni di plusvalenze? Pensare che la Roma riesca a rispettare il fair play finanziario lo trovo quasi impossibile, come fa a fare un utile di bilancio pari a 120 milioni? La Roma spende troppo per quello che ricava e poi è costretta a fare delle operazioni rischiose. Per quanto riguarda lo stadio, poi, so che entro dicembre dovrebbe arrivare il sì per l’iter burocratico di Tor di Valle: azzerare il contatore per rifare tutte le procedure a Fiumicino, Tor Vergata impiegherebbe altri 5 anni, senza contare che tutto ciò che è stato fatto finora è equivalente a zero. Questo progetto non è il loro ma devono comunque accettare il pacchetto pronto. La Roma sta come prima, non può permettersi di dire di voler vincere. I Friedkin non sono arrivati con un piano pronto, aspettiamo di vedere che strada prenderanno. Tutto quello che verrà di positivo in questo anno me lo prenderò, ma non vedo le condizioni per avere la Roma tra le grandi già dalla stagione che verrà”. 

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Penso che fosse abbastanza facile per Friedkin partire bene, visti i precedenti. Sappiamo pure che la gente giudica i fatti: speriamo che Romolo e Remo non si ammazzino l’uno con l’altro. Non so se sia un grande presidente, ma da lui mi aspetto subito un colpo a sensazione: un grande allenatore o un grande giocatore”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Entusiasmo alle stelle, è logico. La cosa più importante è il fatto che Pallotta se ne sia andato via. I tifosi non vedevano l’ora e finalmente è successo. Friedkin ha soldi e intenzioni. E’ impossibile partire subito a cannone, non ha ancora i suoi uomini qui. Si deve affidare all’unico personaggio che nella Roma ha fatto bene: Fienga. Starà ragionando con lui se tenere Fonseca o meno. Si possono mettere belle basi per la nuova Roma, da cui si potranno vedere tante cose”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Mi sono piaciute le prime parole di Friedkin e anche il fatto di aver definito iconico questo club mi dà l’impressione che sia una persona di cultura, intelligente. Anche il nome Romulus and Remus è molto carino. Dan ha capito l’errore commesso da Pallotta, la sua lontananza da Roma, mettendo il figlio in pianta stabile nella capitale. Nella Roma c’è comunque tanto da fare. Un po’ di tempo per guardarsi intorno glielo concedo”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattino – 104,5): “Citare subito la Curva Sud vuo dire che Friedkin ascolterà molto la gente. Non mi sorprenderei se rimettesse il vecchio stemma e il 22 luglio come data di nascita del club. Deve conquistare prima i tifosi della Roma nella Capitale e poi nel mondo, il contrario dell’errore clamoroso di Pallotta che è stato fuorviato e tradito. Friedkin, anche per questo, vuole essere più presente. All’inizio, però, non ci si possono aspettare i botti di mercato. Su Fonseca è in atto una profondissima riflessione, può arrivare un grandissimo allenatore”.  

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Mattino – 104,5): “C’è grande aspettativa da parte dei tifosi verso Friedkin, che cerca di dare un taglio forte con il passato, un segnale di grande discontinuità è quando dice che saranno molto presenti a Roma. Ora vedremo gli atteggiamenti per capire dove potrà arrivare la Roma”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “L’entusiasmo di Friedkin mi ricorda quello di Commisso a Firenze, ma credo che qui a Roma si parte da una potenzialità diversa. Bisognerà andare per gradi. Non basta poco per dare qualità alla squadra e abbassando il monte ingaggi ti complica la vita. Ci vorranno almeno due o tre anni per costruire una grande squadra. Cercare il feeling con la città della Roma è ottimo”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Le parole di Friedkin sono importanti, ma ora serve dimostrare un cambio di mentalità. Non serve tantissimo per far diventare la Roma una grande squadra. Bisogna dare risalto al progetto tecnico oltre a quello economico”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “Alla Roma servono due o tre grandi giocatori, e non so se ci sarà il tempo e l’occasione per farlo. Friedkin ha il suo entusiasmo e quello dei tifosi, è un bel patrimonio. Deve sfruttarlo senza fare gli stessi errori di Pallotta. La certezza che Zaniolo resterà è il primo acquisto della Roma”.

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