‘RADIO PENSIERI’, CARINA: “A Friedkin sconsiglio minestre riscaldate tra i dirigenti”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Credo che Friedkin si contornerà di molte persone del suo staff, che lo seguono nella gestione del Friedkin Group, ma anche persone di autorevolezza che conoscono il calcio. Poi il figlio Ryan avrà un ruolo apicale, è anche un appassionato di calcio ed entusiasta di fare questa esperienza in Italia. Poi bisognerà vedere chi saranno le persone che consiglieranno Friedkin. Paratici ha rapporti con un agente molto influente dalle parti della Roma. Se lui dovesse interrompere l’esperienza alla Juventus vorrebbe provare un’avventura all’estero. A Friedkin, nell’ottica di un rinnovamento, magari suggeriscono di capire se c’è la possibilità di prendere Paratici, che è uno dei primi due ds in Italia. Bisognerà comunque vedere chi sarà il nuovo consigliere, sperando che sia meno occulto di Baldini. Non c’è molto da salvare di questi 9 anni. Friedkin è giusto che metta persone sue, ma deve tenere in conto quello che è stato fatto in questi anni”.

Roberto Bernabai (Teleradiostereo – 92,7): “Quella di Pallotta è stata un’sperienza povera sul piano emotivo, a prescindere dai risultati e dal bilancio. L’operazione disinnamoramento che hanno portato avanti gli americani è stata unica nella storia del calcio. Hanno colpito negli affetti e i simboli più sentiti una tifoseria storicamente passionale ed è questa la colpa più grande. Friedkin dovrebbe circondarsi di persone capaci che sanno di calcio e deve andare avanti per la sua strada nel rinnovamento tecnico. E’ una società che va rifondata, servono dei valori, non puoi trattare il calcio come l’hockey su ghiaccio. Pallotta poi è un gestore di fondi e di investitori, Friedkin invece mette soldi suoi. E se è andato a dama in questo momento evidentemente ci crede. Vuol dire che ha studiato un piano di rilancio, oltre ai documenti visionati per molti mesi. Questo sarà un anno di rodaggio, di presa di coscienza, poi vedremo se ci saranno risultati. Peggio di così è difficile. Nella rosa serve qualcosa sul piano della mobilità e dell’atletismo, un portiere, un terzino, un regista e un’alternativa valida a Dzeko. La Roma vista col Siviglia fa cadere le braccia. A Fonseca un’altra possibilità va data”.

Roberto Infascelli (Teleradiostereo – 92,7): “Il gruppo Friedkin ha avuto tanta voglia di prendere la Roma, ha presentato un’offerta anche troppo alta all’inizio, poi ha tenuto duro, non si è fatto indispettire da alcune parole di Pallotta. E le sue prime parole sono state davvero rapide. E’ un pacchetto che mi rassicura, poi non è un discorso di soldi”.

Matteo Spaziante (Teleradiostereo – 92,7): “La Roma – in borsa – era a 0,5 euro a operazione, Friedkin invece pagherà 0,11 a operazione a Pallotta. Bisogna capire a quanto sarà lanciata l’Opa, anche i piccoli azionisti si devono cautelare, magari vendendo fino a che il valore è ancora alto. Quindi a questo è dovuto il -25% della Roma in borsa”.

Piero Torri (Teleradiostereo – 92,7): “C’è bisogno di decidere in fretta, tant’è che il closing sarà in meno di dieci giorni. E poi ci vuole chiarezza nei confronti di una tifoseria che in alcuni casi si è sentita presa in giro. Do anche delle attenuanti, non era questa l’intenzione. Ma l’esperienza di Pallotta ha confermato che questa tifoseria, questa piazza e questo ambiente non va maltrattato non considerando il sentimento che è capace di provare e regalare. L’errore più grande della gestione Pallotta è stato non aver trasmesso il senso di appartenenza”.  

Federico Nisii (Teleradiostereo – 92,7): “Mi auguro che la scelta di continuare con Fonseca sia il frutto di una assoluta convinzione. Se rimane questo management dentro Trigoria, Fienga e i suoi riferimenti, allora il direttore sportivo è fondamentale. Se invece verrà un altro uomo di riferimento, allora diventa più importante il riorganizzatore della Roma. Immaginando un itinerario che ci porti a dama, il Veretout 25enne tuttocampista di grande rendimento e di caratteristiche complete a centrocampo è l’unico indispensabile per la Roma. Ma quello che è successo non mi è piaciuto: non penso che lo stiano cedendo al Napoli, ma vedi la partita decisiva su una tv piccola di un ristorante mentre mangi il pesce? Queste sono le cose che devono cambiare, è un segnale di una labilità di dinamiche interne”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): “Essendo i Friedkin persone intelligenti, vorranno guardarsi intorno. Non mi aspetto licenziamenti in massa, ma bisogna trovare subito un direttore sportivo perché il mercato è adesso e bisogna rifare la squadra a partire dal portiere. Capitolo Fonseca: non è il massimo ripartire con un allenatore sotto scacco, Friedkin dovrà chiederselo”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Mattino – 104,5): “Non so fino a quando Fienga sarà alla guida del management, con Friedkin cambierà un po’ tutto. Auspico che la Roma comunichi in maniera diversa, mi aspetto mosse molto importanti. Non so se sceglieranno un direttore generale che sceglierà un d.s. oppure andranno direttamente sul direttore sportivo”. 

Gianluca Lengua (Radio Radio Mattino – 104,5): “Friedkin confida nella ripresa di tutto il sistema sia in Italia che negli Usa, a quel punto accelererà negli investimenti. Ha già iniziato riunioni con Fienga, si sta pensando al direttore sportivo. Si valuta anche Fonseca: non ha centrato gli obiettivi che la società si era prefissata a inizio stagione, non si è qualificato in Champions ed è uscito troppo presto da Coppa Italia ed Europa League. Per il momento gli verrà data fiducia, anche se le parole di Dzeko hanno fatto suonare un campanello d’allarme tra i dirigenti. Ma la Roma non è in una situazione facile da gestire, il ds dovrà essere bravo soprattutto a cedere giocatori come Jesus, Fazio, Perotti, Pastore, Bruno Peres, oltre a tutti i prestiti che rientrano come Karsdorp, Florenzi, Schick. La frase di Garcia la interpreto come agli indirizzi di Pallotta e non sull’eliminazione della Juve. Lui ha avuto dei problemi con Pallotta, ha criticato la sua gestione”.

Stefano Carina (Radio Radio Mattino – 104,5): “Le rivoluzioni costano, non penso che Friedkin sia il Paperon de Paperoni che arriva ed elargisce soldi a tutti. Ci sarà una fase di interregno in cui lui dovrà capire dove si trova e a chi appoggiarsi. In questo momento cambieranno poche cose. Va scelto un direttore sportivo e costruita la squadra. Fonseca vuole continuare a tre o a quattro? Io farei carte false per andare a prendere Sarri, se si dovesse liberare fossi nella società un pensiero lo farei… Fonseca sta vivendo una realtà parallela: dice che è stata una stagione positiva, io rimango basito. Non è riuscito a valorizzare nessun giocatore: Pellegrini, Under, Kluivert… tutti svalutati. Intanto bisogna vedere chi sarà il nuovo Baldini e da questo dipenderanno a cascata le altre decisioni, come il direttore sportivo. In ogni caso consiglio a Friedkin di non andare sulle minestre riscaldate. Credo che una nuova proprietà debba ripartire da zero e mettere i propri uomini, che non abbiano nessun contatto con la piazza. Baldini se lo metti a fare il ds è ancora uno dei più bravi, ma ormai si ritiene al di sopra e non vuole più sporcarsi le mani”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma non deve essere stravolta, mancano due o tre giocatori e la squadra c’è. Soprattutto il portiere: è il secondo anno che si sbaglia con la scelta. Poi un gran bel difensore. Bisogna capire come vorrà giocare Fonseca. Il tecnico, per me, non è in discussione, non ha fatto male

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “I nomi che si leggono per il mercato della Roma sono tante incognite, perché ancora non c’è un D.S. E non c’è tanto tempo da perdere. La Roma non deve fare una rivoluzione, ma non deve sacrificare i gioielli. Con due acquisti titolari, forti e utili più il portiere, questa è una squadra dignitosa”.

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