‘RADIO PENSIERI’, LENGUA: “Nella Roma i calciatori sono viziati, a Trigoria comandano”

‘RADIO PENSIERI’, LENGUA: “Nella Roma i calciatori sono viziati, a Trigoria comandano”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Gianluca Lengua (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Ci sono dei calciatori viziati soprattutto nella Roma. Ricordo un episodio: era la conferenza d’addio di De Rossi, mi avvicino per fare le foto e Dzeko mi dice di spostarmi, anche in maniera seccata. Uno degli addetti ai lavori, che aveva sentito questa richiesta, con fare aggressivo si mette urlare in mezzo alla sala stampa ‘Te ne devi andare, non hai sentito cosa ti ha detto?’. Ho visto un cambiamento radicale nel modo di comportarsi da Rosella Sensi a ora. I giocatori sono delle entità che stanno lì e comandano. Perché sono milionari, se si mettono in testa qualcosa ce l’hanno vinta. Andreazzoli disse che aveva scelto l’orario degli allenamenti per permettere ai giocatori di andare a prendere i bambini. Sono dei viziati e alcuni anche maleducati e qualcuno che lavora con loro si sente a sua volta un calciatore. Non sono fenomeni se vincono tre partite, sono scarsi comunque. Però a Roma ci credono di essere fenomeni. Ci vorrebbe un dirigente di calcio? Anche il grande dirigente di calcio però non può nulla se il calciatore si mette di traverso, perché è lui che va in campo. Ci vuole il supporto del presidente, senza queste cose non funzionano neanche loro. Fonseca non è in discussione, anche perché altrimenti dovresti pagare un nuovo allenatore che ci metterà 3-4 partite per ingranare, se ingrana. Il prossimo anno, a settembre, se vedono che l’andazzo è quello, lo possono anche cambiare. Però non facciamo gli ingenui, se arriva un allenatore – vedi Zeman – che li fa correre, i calciatori lo mandano via in 2-3 mesi. Come? Giocando male”.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La gestione del gruppo e dell’ambiente sono sempre stati elementi pericolosi, che tornano e fanno la storia della Roma. Carlos Bianchi voleva fare gli allenamenti alle 9, ma i giocatori si opposero perché a quell’ora avrebbero trovato traffico per arrivare a Trigoria e non potevano farcela. Questo è solo un racconto per dire come sia difficile gestire l’ambiente e il gruppo. Fonseca è un ottimo allenatore, ma non ha mai avuto grandi pressioni. Allo Shakhtar non aveva avversari. Alla Roma i calciatori sono stati gli unici che non si sono mossi nel lockdown, sono comunque dei professionisti”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Questa situazione arriva da lontano, da quando sono arrivati gli americani la Roma non è più la Roma, intesa come rapporto con i tifosi, come senso di appartenenza. La Roma è diventata un’altra cosa e di questo si lamentava molto negli ultimi anni anche Rosella Sensi. Sembrava che il passato non ci fosse mai stato. In un certo modo hanno mascherato la situazione perché avevano uno come Sabatini, un geniaccio nel prendere giocatori importanti”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Chi ha provato a mettere delle regole a Trigoria è stato cacciato, Petrachi è stato un elefante in un cristalleria. Perché la Roma è una cristalleria. Petrachi è stato segato anche dall’asse calciatori-allenatore, perché forse aveva capito delle cose. Fonseca è un po’ moscio, si sta facendo massacrare da quattro ragazzini. Qui mancano i Totti e i De Rossi, il senso di appartenenza. Non c’è nessuno che lo fa scattare. Alla Roma serve un dirigente di calcio, Fienga e Baldissoni sono grandi dirigenti ma per loro il calcio è come coppe quando regna bastoni. Ci vuole un Capello o un Lippi. A me risulta che ci sono dei giocatori della Roma che non sono professionisti, non fino in fondo. Pallotta poi sembra uno che è qui per caso, la gestione della Roma è strana e particolare”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “De Rossi alla Fiorentina? Non ha mai guidato una squadra dalla preparazione estiva, poi è un idolo dei tifosi della Roma, non della Fiorentina. Tanti ex grandi giocatori hanno comunque fatto i vice o allenato nei settori giovanili prima di diventare allenatori in prima squadra. Da calciatore ad allenatore in Serie A il passo è lunghissimo. Alla seconda che perde viene additato come romanista. I giocatori sono viziati, ma non solo alla Roma. Sono tutti uguali, le società sono gestite più o meno allo stesso modo. Ora è perché hanno perso tre partite, se avessero vinto sarebbero stati dei geni. Non dobbiamo esagerare, le realtà sono più o meno tutti uguali. Anche all’Inter dopo poche partite ci sono i tifosi a contestare. Così continuiamo a dare alibi a una società che ha distrutto tutto”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “De Rossi lo avrei visto malissimo alla Roma per tanti motivi, lo vedo bene invece alla Fiorentina. Io gli darei qualsiasi squadra. Ricordo quando ha detto a Ventura ‘Ma che fai entrare me?’, quello è essere già allenatore e vedere il calcio. Un uomo intelligente come De Rossi si circonderebbe di uno staff importante, poi lui sono 20 anni che fa preparazioni con tantissimi allenatori. Vede il calcio come pochi altri, chi prende De Rossi per me è un genio. Gli errori che sta facendo Fonseca non assolvono la società, perché il male primario è quello”.

Stefano Petrucci (Teleradiostereo – 92,7): “Desolante leggere che i giocatori non siano più convinti del progetto, proprio loro che hanno contribuito largamente e in maniera maggioritaria a distruggerlo. E ci si chiede come si faccia a trattenere Pellegrini… Lorenzo io lo adoro, ma è tra chi ha contribuito con la sua incapacità di calarsi in questa realtà con sostanza e forza. Ci può andare anche lui sul banco degli imputati, mi fa impazzire che giochi come fatto quest’anno. Record degli assist, ma anche partite imbarazzanti”. 

Alessandro Austini (Teleradiostereo – 92,7): “È un momento di transizione che fa evidenziare spaccature e problemi e la squadra ne risente. Però non si punta mai il dito contro i giocatori, per l’opinione è sempre colpa del progetto. Perotti contro l’Udinese fa una cosa terribile, ma non se ne parla. Quando Pallotta venderà poi il colpevole diventerà qualcun altro”.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Il problema della Roma è a monte. Ci sta una società che non riesce a trasmettere il senso d’appartenenza. Ci sono giocatori che non conoscono Pallotta, il loro datore di lavoro. In un momento di difficoltà non si riesce a trasmettere quella voglia necessaria per andare avanti”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma è una delle tante squadre che si trascinano stancamente. Le ultime due partite sono state giocate non dico sotto ritmo ma peggio. L’obiettivo adesso deve essere quello di arrivare bene bene al match di Europa League, che può essere decisivo per la stagione. Fonseca deve trovare il modo di riattivare i circuiti, attualmente sembra essere un fastidio più che un piacere da parte della squadra giocare le partite”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “La squadra va motivata, perché c’è l’obiettivo di arrivare ai quarti di finale di Europa League. In campionato mancano otto partite e serve una reazione. Tutto deve partire dall’allenatore. Quest’anno il cammino della Roma è stato deficitario sempre, non mi ha mai esaltato”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104,5): “La partita con l’Udinese è stata surreale, e così lo è stato Fonseca. Nella Roma mi sembrano tutti in confusione. Fonseca è un tipo blando, non è un Mazzone o uno Spalletti. E l’assenza della Curva Sud incide in modo negativo. Dopo la ripresa l’unica figuraccia è stata salvata grazie a due invenzioni di Dzeko. Così la Roma non è accettabile”.

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