‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “Chi bacia prima una maglia e poi un’altra è un ruffiano”. TORRI: “Mi innamoro solo della Roma”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo – 92,7): “Il bilancio dell’anima infranta della Roma, dei pezzi de core persi, non è una sentenza affrettata. E vedendo i messaggi che mi arrivano noto che in molti la pensano così. Questa Roma è stata spogliata dei suoi ‘pezzi de core’. Se poi a questo si aggiungono i risultati negativi e anche la difficoltà tattica e tecnica è ancora peggio. Dare del ‘mercenario’ ai giocatori è un complimento. Il mercenario è tutto tranne che uno schifoso, lo dice la storia. I mercenari hanno risolto guerre importanti nelle parti del mondo. Io spero che Di Francesco arrivi a dire ‘Adesso decido io’ e non ascolti nessuno intorno. Che si creino le premesse per innamorarci di Nzonzi, di Kluivert, di Zaniolo e persino di Olsen. Chi bacia una maglia e poi un’altra non è un mercenario, ma è un ruffiano”.

Piero Torri (Teleradiostereo – 92,7): “Io mi chiedo: perché a Roma diventano tutti cretini? Monchi è arrivato da soli 16 mesi e prima ha vinto di tutto negli anni al Siviglia. Per me la parola mercenario non è un complimento, e soprattutto non è per tutti. Il mercenario per me è uno schifoso. Io non mi innamoro più dei giocatori, perché baciano la maglia e poi ne baciano un’altra. Io mi innamoro della Roma e basta”.

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Oggi Totti ha detto una cosa che è nei fatti: per colpa della Juventus, il campionato italiano non esiste. Come ha detto lui, bisogna comunque continuare a rigettare gli alibi lavorando ancora di più e meglio. Bisogna comunque provarci. Per Monchi parla anche la sua storia”.

Piero Torri (Teleradiostereo 92.7): “Monchi ha portato il Siviglia dalla Serie B a vincere 9 coppe, di cui 5 europee, e ora è qui da meno di un anno e mezzo ed è diventato un cretino. Io voglio continuare a sognare che la Roma possa farcela. Più che la condizione, Pastore deve ancora riacquistare il senso della partita”.

Angelo Di Livio (Teleradiostereo 92.7): “I giudizi affrettati non mi sono mai piaciuti. Sono convinto che tra un mese staremo tutti qui a parlare di quanto è bravo Pastore. Ora c’è sicuramente da sistemare moltissimo, soprattutto la condizione fisica. Questa non è la Roma. Siamo all’inizio, questa è una squadra che crescerà sicuramente. Già col Chievo metterei in campo i giocatori che stanno meglio”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Ormai gli avversari della Juventus giocano pensando ai posti dal secondo al quarto. Le parole di Totti? Non lo riconosco. Se ragiona così la Roma, le altre squadre che devono pensare? Le sue dichiarazioni per me sono gravissime, faceva meglio a stare zitto. Non parla mai e quando parla dice queste cose? La Roma ha alzato bandiera bianca. Il gladiatore Totti in campo dietro la scrivania si arrende”.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La Juventus ha gioco facile perché le altre squadre non ci credono più minimamente. Nella mission della Juve c’è l’obiettivo di vincere, nelle altre no no. A Pallotta non importa vincere, ma gli interessa solo fare lo stadio e mantenere la squadra a livello di competitività per incassare soldi e fare trading. Secondo voi Pallotta è angosciato dal fatto che non ha vinto? No, è angosciato per lo stadio. Le parole di Totti? Per me sbaglierebbe se dicesse che la Roma se la gioca con la Juve, non il contrario. Ha detto la verità, sarebbe grottesco se dicesse altro. Anzi, mi sembra anche una critica nei confronti della società che non ha costruito una squadra competitiva. Credo che a Pallotta non abbia fatto piacere sentire Totti dire che la Roma non compete con la Juve”.

Ivan Zazzaroni (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Quello che ha detto Totti è terribile, è una resa dichiarata da parte di uno che non si è mai arreso. Ci sono rimasto malissimo. Apprezzo l’onesta, però sentire certe cose alla terza giornata fa malissimo. Avevamo chiesto a Monchi di spiegarci il suo mercato, e adesso lo sappiamo: loro non concorrono per vincere, ma per il secondo, terzo e quarto posto”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Io sono rimasto meravigliato da queste dichiarazioni di Totti. È proprio vero che si nasce incendiari e si muore pompieri. Ha detto cose che in passato non avrebbe mai detto nemmeno in un momento di pessimismo totale”.

Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La Juventus ha saputo sfruttare il momento di inesistenza delle altre società e hanno scavato un solco che ora è molto difficile da colmare. Ma le colpe degli altri club sono almeno pari ai meriti della Juve. Le dichiarazioni di Totti? È giusto che un dirigente della Roma si arrenda? Questa è la domanda. La Juve è diventata un alibi. A me stupisce come Totti si sia prestato ed esposto in prima persona per sostenere la discutibile politica della società”.

Tony Damascelli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Le parole di Totti? La Juventus ha dominato in questi anni approfittando di un vuoto di potere. Non si può pensare che il campionato sia già chiuso dopo 3 giornate, sono convinto che vada giocato. Ormai è un alibi dire “la Juve è più forte”. Aspettiamo un attimo a dire che le altre squadre non ce la fanno. Totti, che in passato accusava la Juve degli aiutini, non può fare questo discorso oggi. Lo fa per creare un alibi. Totti non deve dire che la Roma gioca per lo scudetto, ma non deve nemmeno dire il contrario. Un conto è dire che la Juventus è più forte, un altro che gioca un altro campionato”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Roma e Napoli non sono all’altezza della Juventus, inutile illudersi. Le parole di Totti? Ha sbagliato, alla terza giornata un dirigente non può dire che la sua squadra gioca per il secondo posto. Un dirigente non deve dire la verità quando è così scottante. Così la squadra ha un alibi pazzesco. Nessuno dice che il concetto detto da Totti sia sbagliato, ma un conto è se lo diciamo noi, ma un dirigente non può dire quelle cose. Non mi stupirei se Monchi a breve facesse dichiarazioni diverse. Temo che Roma e Lazio siano le più deboli delle sei grandi”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “Nelle prime tre partite la Roma mi ha dato l’impressione di essere una squadra imballata, senza energie, soprattutto nei primi tempi. Sono convinto che a Trigoria ci sono persone capaci, che sapranno analizzare il momento, studiare le soluzioni e portare risultati”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma ha quattro punti, gli stessi dell’Inter. Prestazione negativa contro l’Atalanta, do un 5 alla sua partenza in campionato. Fino a tre giorni prima della partenza erano tutti contenti di una possibile cessione di Strootman, poi ovviamente sono arrivate le polemiche. Il sostituto l’hanno preso, è Nzonzi. Non mi aspettavo tutta questa difficoltà a livello tattico”.

Fernando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “Monchi ha preso dei giocatori che vanno scoperti, come Kluivert. Cristante ha giocato un anno all’Atalanta, prima aveva deluso con il Milan e il Benfica. Di Francesco però non ci deve mettere del suo: contro i rossoneri non abbiamo visto le ali e il suo 4-3-3”. 

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104,5): Nelle prime tre partite la Roma non mi ha convinto, per un calcio troppo compassato e considerando le aspettative”. 

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Maluccio nella prima contro il Torino, male nella seconda che ha pareggiato, poi il ko contro il Milan. Do un 5 alla Roma nelle prime tre partite”.

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino – 104,5): “La Roma ha avuto un’annata straordinaria in Champions League, ma questa estate Monchi ha smontato la squadra e l’ha indebolita. La Roma non mi delude per il punteggio, ma per la gestione della squadra. Di Francesco è costretto a rincorrere un modulo per la tipologia di giocatori messi a disposizione da Monchi. La squadra ha dei ruoli scoperti e alcuni invece sovraffollati”. 

 

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